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" Dietro la maschera"

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Milioni di universi paralleli, milioni di possibili Legs. E se sul pianeta Terra, quello che tutti conosciamo, ce ne fosse più di una? E se combattessero per ideali opposti?

Uguali ma diverse
recensione di Riccardo Panichi



TESTI
Sog. Antonio Serra
Sce. Antonio Serra e Stefano Piani
   

Primo speciale-balenottero da 160 pagg. (e addio, neanche troppo sofferto, agli albetti allegati) anche per Legs e subito una storia con il botto. Troppe volte abbiamo dovuto leggere avventure estive che di speciale, a parte la lunghezza, non avevano nulla. Questa volta invece Serra e Piani non ci deludono, confezionando un albo ben scritto ma soprattutto epocale per i destini della serie. Quella introdotta con questo albo è una piccola rivoluzione nel mondo di Legs e May, un'espansione di confini che, se sarà ben sfruttata, non potrà fare che bene ad una serie che ha disperatamente bisogno di ossigeno.

Certamente la tematica degli universi paralleli è scomoda e piena di insidie; una piccola svista nella sua gestione ed ecco che la continuity faticosamente costruita in 54 numeri va a farsi benedire.

"Serra e Piani gestiscono al meglio la pericolosa tematica degli universi paralleli"
   
Proprio per questa evidente difficoltà dobbiamo dare atto a Serra di avere ideato, nella sua relativa semplicità, una storia ben congegnata, che riesce a inserirsi di prepotenza nell'universo narrativo preesistente, rimanendo però fedele ai dettami originari e addirittura ampliandone i confini.

Il soggetto è ben costruito ma funziona solo a fasi alterne: da una parte ci sono scene ottimamente costruite, dall'altra eccesive banalità e forzature. Sembra ad esempio un po' improbabile che una vecchia volpe come Legs si sia fatta catturare così ingenuamente dalle Dame Nere. Inoltre appare un po' esagerata la mole di azione interpretata da Sigmund, il sedentario dell'agenzia per eccellenza!

"Una piccola rivoluzione nel mondo di Legs, un'espansione di confini che potrebbe fornire la tanto attesa boccata d'ossigeno alla serie"
   
Troppo supereroistico appare infatti il suo comportamento nel finale, se si toglie il momento in cui finalmente viene ferito, situazione che ci riporta il vero Sigmund, quello che preferibilmente sta seduto nella sala del computer che abbiamo conosciuto sulle pagine di Nathan Never.
I comprimari hanno un certo spessore, in particolare ci piace l'ambiguità della nuova Jahna, da un lato la perfida "cattiva" di sempre, dall'altro una persona umana che, dietro la maschera, nasconde il volto del personaggio femminile più amato del panorama bonelliano. Come si può odiare infatti totalmente Jahna, ora che sappiamo che non è altro che una Legs (bistrattata peraltro!) di un altro universo parallelo? Ma come si può del resto amarla, se solo pensiamo ai crimini che ha commesso non solo nel passato ma anche in questa ultima avventura? L'orientamento emotivo verso chi comanda le Dame Nere potrà essere definito solo dagli autori, ai quali ci affidiamo, sperando che sappiano coltivare al meglio questa nuova situazione.

Sceneggiatura molto lineare e banale nel suo sviluppo, probabilmente attenta più che altro a non incappare in sviste che pregiudicassero la riuscita dell'operazione. Un po' all'insegna del già visto il racconto di Thanya, il solito dramma famigliare che si conclude con il suicidio della madre e il trasferimento in collegio per la figlia. Ugualmente scontato, ma più intrigante per l'atmosfera angosciante che viene a crearsi, il passato di Jahna-Legs, a cui la perdita dell'amica Donna dà la forza per preparare la ribellione.
Molto defilata rimane la figura del vero villain, ovvero di quel Caym che scopriamo anche essere il capo del famigerato Club del Peccato. Una bella idea, quella di unire i fili delle due strutture portanti della continuity di Legs, che in futuro probabilmente sposterà l'attenzione su questo nuovo personaggio.
Per quanto riguarda la scansione delle tavole nessun particolare problema (ma nemmeno alcun colpo di genio), se si esclude il finale, un po' tirato via.



DISEGNI
Francesca Palomba    

Francesca Palomba, dopo la buona prova del n.36, torna a misurarsi con Legs e con le Dame Nere, fornendo una prova nell'insieme piuttosto valida. Ottima la padronanza che dimostra nel muovere sia Legs che May, alle quali riesce a fornire una discreta gamma espressiva oltre che una perfetta riconoscibilità.
Per quanto riguarda Jahna-Legs la disegnatrice non si sbilancia più di tanto, limitandosi a rivedere l'abituale figura dell'agente Weaver in una versione graficamente più "cattiva". La resa delle donne mostro è invece alternante, manca in particolare omogeneità nei corpi, specie in quello di Thanya.
Ben dettagliati gli sfondi, che raggiungono il loro massimo in una splash page di grande impatto dove viene mostrata la base delle Dame Nere. Per il resto è solo ordinaria amministrazione, dalle schizofreniche scene d'azione alle più rilassate atmosfere balneari dell'incipit.



GLOBALE
 

Splendida copertina di Atzori, con una scelta cromatica davvero azzeccata. Legs è resa come al solito in tutte le sue... grazie :-), ma chi cattura l'attenzione è l'inquietante Jahna, posta sotto un riflettore che ne fa splendere la maschera lasciando celato il volto che, come si vedrà, riserva non poche sorprese.

Nel complesso una buona storia, che abbiamo valorizzato al massimo per sopperire a qualche tecnicismo che non ha permesso alla valutazione di essere superiore.
Sembra così riscuotere un ottimo successo - almeno per ora - il cambio di direzione nella gestione degli speciali. Chi temeva che le qualità delle storie fosse sempre la solita (quindi, ultimamente, un po' scarsa) è stato smentito e le 160 pagine, che sembravano solo un pretesto per allungare un po' il brodo, si sono rivelate qui addirittura poche.

Vedere anche la scheda della storia.

 

 


 
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