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Ottobre 2005: Legs ci lascia, dopo anni di travagli e dubbi. Ma se la testata chiude, che ne sarà di un personaggio a suo modo così innovativo?

Addio Legs. . . magari arrivederci?
articolo di Martina Galea

Nascita di una personaggia!

Per lungo tempo, forse persino anni, questo momento è rimasto nell'aria, sussurrato tra gli addetti ai lavori, temuto dai lettori più affezionati, sospeso in un limbo di incertezza: Legs chiude, sta per chiudere, chiuderà. Dopo 10 anni di onorata carriera come singola testata, e dopo quasi 14 come agente Alfa sulle pagine di Nathan Never, da quest'ottobre 2005 Legs Weaver smetterà di accompagnarci in edicola ogni mese. Le ragioni di questa chiusura sono molteplici, oltre ad essere probabilmente tutte plausibili e giuste, e sebbene sia davvero malinconico dover salutare una collana a suo modo così storica ed importante, bisogna essere sinceri e ammettere che Legs stava languendo da tempo, e che questa chiusura non è altro che una serena e dignitosa conclusione.

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La Legs degli esordi (disegno di Marzia)
(c) SBE
   
 

Legs nasce come costola di Nathan Never, visto il successo che questa scatenata agente aveva riscosso tra i lettori del musone, sebbene la nuova Legs sia una figura molto diversa dalla dura e spigolosa agente neveriana, tratteggiata sullo stile del luogotenente Ripley di "Alien". Nella sua testata, Legs inizia a stuzzicare gli amanti di una fantascienza più chiassosa, meno piovosa e introspettiva: stessi genitori (i tre sardi Serra, Medda e Vigna), Legs è totalmente l'opposto di Nathan, e diventa immediatamente la fucina delle idee più improbabili del suo padre più presente, Antonio Serra.

I primi 30 numeri di Legs sono una magia nel panorama fumettistico italiano: storie brillanti, battute al fulmicotone, richiami costanti al mondo nipponico e alla fantascienza retrò dei robottoni, Legs dimostra di essere numero dopo numero un prodotto con delle ottime potenzialità, vista la gamma di storie a disposizione di Serra. Con costanti richiami al crasso mondo della commedia all’italiana, le due protagoniste della testata sono costantemente rappresentate a seno scoperto, in pose conturbanti ma sempre ironiche, in un contesto che, anche se a volte eccessivo, rende Legs Weaver una testata assolutamente anomala nel panorama maschile e maschilista della Bonelli.

Legs è, a conti fatti, una vera innovazione, frutto della fantasia più sfrenata di un Antonio Serra carico come non mai, capace di supervisionare alla perfezione la testata e accompagnato da un nutrito numero di disegnatrici, tutte col loro stile peculiare e destinate ad un meritato successo.

I mille volti di Legs

Dov'è quindi che Legs si perde? E soprattutto, perchè le potenzialità restano tali per troppo tempo? Come dicevamo inizialmente, le cause sono molteplici e varie, e dalla loro concomitanza è iniziato il lento declino della testata. Da un lato, Antonio Serra inizia a lavorare ad un progetto nuovo, ancora più azzardato di Legs, Gregory Hunter, che debutta ufficialmente nelle edicole nel marzo 2001. E’ inevitabile, quindi, che le attenzioni di Serra verso Legs diminuiscano, lasciando la nostra agente in balia delle libere interpretazioni di altri autori, tutti di notevoli capacità retoriche, ma ovviamente dotati di punti di vista e modi di narrare molto diversi da quelli del primo Serra, così esplosivo. Stefano Vietti, Michele Medda ma soprattutto Stefano Piani si trovano a doversi occupare della testata, divenuta nel frattempo mensile, trasformando lentamente la vena demenziale degli esordi in una più consueta avventura “gialla”. Vengono meno le assurdità caciarone di Serra (ma anche di Medda, basti pensare a quel grottesco insieme di personaggi ne "Il tesoro dell’astronave", il n.10), e in cambio appaiono storie canoniche, investigative, lineari ma decisamente meno frizzanti. Legs diventa un vero agente speciale, e smette i panni iperbolici con cui aveva iniziato la sua avventura.

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Legs in versione comica nel n.10 - Medda e Gallo (c) SBE
I due autori hanno voluto salutare per l’ultima volta la nostra agente speciale sul sito personale di Michele Medda

E' la semplice mancanza di Serra a trascinare Legs in un baratro? Si e no: si, perchè non si tratta di una "semplice" mancanza, quanto piuttosto dell’assenza di una guida, capace di coordinare la vita di Legs, di stabilire alcuni punti fermi intorno ai quali far ruotare ogni vicenda. Le mini-saghe interne (Waldur, le Dame Nere) erano interamente opera di Serra, il quale le ha ben presto abbandonate, dando vita ad un universo caotico che han ben poco a che spartire con quello di Nathan Never. Un errore di fondo che ben presto crea confusione e porta ad una dichiarazione programmatica davvero inusuale: il n.50

"I mille volti di Legs" rappresenta la vera essenza della testata: Legs è incoerente per scelta redazionale, per cui ogni autore può gestirla come preferisce e creare storie di vampiri, di ninja, di giocattoli animati, di spie senza che questo appaia minimamente contraddittorio. Inutile dire che questa scelta, sebbene possa essere interessante come sperimentazione, alla lunga trascina Legs in un universo confuso e senza punti fermi. Legs è intimista, ironica, violenta, demente, triste, banale... Legs è tutto e niente, senza una vera e propria guida alle spalle.

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Legs e Janet (disegno di Lazzarini)
(c) SBE
   
 

Il rapporto con May è l’altra grande incognita di questa mancanza di coordinazione: l’unico bacio tra le due è stato inserito da Serra in un albo di Nathan Never (la splendida doppia "Fenice", n.76-77), e ogni autore ha sempre gestito come meglio credeva le due donne, come amiche, amanti, confidenti, coinquiline, a seconda della storia. La comparsa di Janet (creata da Piani e spesso usata da Alberto Ostini) rende questo rapporto ancora più vago: a volte gelosa, a volte indifferente, May diventa una figura quasi schizofrenica e risente, come Legs, della mancanza di coerenza della testata, alternando la vamp burrosa, l’agente molto professionale, la donna in cerca di focolare, e via dicendo.

La guerra delle colonie e i tre anni di salto narrativo diventano l’espediente per provare a cambiare questa situazione di stallo, facendo uscire Legs dall’Agenzia e spostandola nel deserto. Amareggiata, arrabbiata, introversa, Legs non ha più nessuno: May è felicemente fidanzata con Branko, il rapporto con Nathan e Sigumund non viene spiegato fino all’ultimo albo (n.119), così come i motivi che hanno spinto Legs verso la sua decisione. Janet rimane un’incognita, sia dal punto di vista professionale (a volte sempre onnipotente, a volte perfettamente incapace) sia affettivo (anche qui, amica, amante, chissà...). Nel complesso, quindi, modificando i fattori il risultato con cambia: per quanto Vietti abbia tentato di riportare in vita la testata con il cambio di location e di personaggi, tuttavia l’esperimento è mestamente fallito. Quel poco che i lettori si aspettavano (dei chiarimenti sul passato di Legs, delle storie ad alto impatto emotivo) è stato sistematicamente rimandato, e al suo posto sono comparsi i canonici albi “gialli”, banali storie di mutazioni e laboratori segreti.

Prospettive?

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La quarta copertina
del n.119

Arrivati a questo fatidico numero finale, troviamo un n.119 che in quarta copertina non ha alcuna pubblicità, ma solamente una foto di gruppo dei personaggi della serie. L’albo si chiude con l’augurio di una lunga vita per The Agency, e paiono quindi davvero remote le possibilità di un cambio di direzione, con Legs (e magari anche Janet) che rientra in servizio con l’Agenzia Alfa. Nella lettera di saluto ad inizio albo, Sergio Bonelli pare vagamente possibilista in proposito, mentre Medda (in una chiacchierata alla recente Convention di Milano) è decisamente più drastico: Legs sparirà da qualsiasi albo almeno fino al 2007, a causa della presenza di storie già disegnate o programmate nelle quali non c’è spazio per lei.

Siamo quindi lontani dalle rinascite di Jonathan Steele e Nick Raider sotto altre etichette: la nostra Legs chiude definitivamente, e l’unica speranza risiede in quel musone che già una volta l’aveva portata alla ribalta. La casa editrice e lettori perdono quindi una testata che ha dato tanto al fumetto bonellide, che a suo modo ha sperimentato, che ha trascinato, che ha spinto verso ulteriori nuove sperimentazioni: Legs è stata la vera pioniera di un mondo di albi al femminile che ora sta continuando con Gea e Julia. Se la testata ha, in un certo senso, esaurito la propria missione e la propria carica, non è detto però che sia lo stesso per il personaggio: i tempi di realizzazione di saghe e continuity, si sa, sono molto lunghi, però già da ora si potrebbe pensare al rientro della bella Rebecca in Agenzia...

Quest’ultimo articolo di saluto, quindi, vuole essere un commiato dalla testata, che per anni ci ha fatto compagnia tra alti e bassi e che ora conclude serenamente il suo cammino... ma non vuole essere un commiato da Legs, un personaggio che merita ancora la possibilità di impugnare un fucile PK100 per andare al poligono insieme all’amico Nathan, come in quel lontano albo di 14 anni fa: non dimentichiamolo, Legs è il primo Agente Alfa e l’Agenzia Alfa ha bisogno di lei!

...speriamo di rivederci presto, gambelunghe!


La prima apparizione di Legs in NN1
disegni di Claudio Castellini (c) SBE

 
 


 
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