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Sog. e
Sce. Alberto Ostini e Stefano Piani
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Storia che può divertire per l'ambientazione, questa di Alberto Ostini e Stefano Piani mischia tematiche
differenti e diametralmente opposte: la gamma di situazioni comiche legate ai personaggi della Contea di Dogpatch e l'atrocità del
contrabbando di clandestini.
Nel primo caso è divertente vedere Legs e May in un luogo molto vicino a quello dei cugini Duke
della serie televisiva "Hazzard" anche se sarebbe stato più piacevole trovare loro nelle vesti dei protagonisti, invece di altre
ragazze, le sorelle Parker. I personaggi della contea risultano riusciti e ben funzionanti: le battute ed il comportamento di
Glenda e suo marito convincono e fanno sorridere, così come l'arzillissima zia Dorothy che sembra essere fuoriuscita
dal fumetto "Li'l Abner". Però in tutta questa spensieratezza Legs ne ha risentito nella sua interpretazione e non ci
sembra credibile che possa aver usato olio per massaggio nel motore della sua macchina: proprio lei, capace di riconoscere il
modello di un fucile dalla sua voce o di guidare qualsiasi cosa che abbia un volante! Sarebbe stato plausibile se avesse dovuto
interpretare un ruolo di copertura per la missione, ma non era questo il caso.
Tutto sommato l'aspetto umoristico di questa storia è risultato gradevole e ben scritto.
Nel secondo caso il tema trattato ha una certa importanza che viene comunque sminuita da quelle note più comiche del caso precedente.
Non intendiamo certo sminuire la gravità dei viaggi dei clandestini verso lidi dove viene promesso lavoro e fortuna e la gravità dello
sfruttamento del lavoro di classi deboli come quelle dei minori, delle donne e degli anziani, ma è doveroso affermare che si riscontra
una mancanza di approfondimento dell'argomento.
Inoltre, per questa seconda sezione - quella drammatica, per come abbiamo volutamente dividere l'albo in questa analisi - ci sono
punti che non tornano nel soggetto e nella sceneggiatura.
"Privilegiato l'aspetto comico, trascurato quello più serio."
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Questi punti risiedono per lo più nel trascurare alcuni particolari su cui gli autori glissano. Ci riescono abilmente nel flashback della
madre del piccolo Karim, che si reca da Legs per chiederle di indagare sul figlio ma afferma di non avere soldi per le indagini: infatti
non viene spiegato come Legs accetti l'incarico (l'agenzia Alfa non è un'ente di mutuo soccorso) e, anche se opera a titolo personale,
non si spiega l'intervento di Mendoza e di una delle sorelle Ross. Un ultimo e secondo tarlo, invece, non convince proprio:
l'abbandono dei cadaveri dei ragazzi. Non c'è alcun motivo per cui vengano lasciati all'aperto e se fossero state aggiunte poche parole
del tipo "Andiamocene, sta arrivando qualcuno!" dopo l'omicidio dello sventurato ragazzo di pag.33, non ci sarebbe stato nulla da
scrivere al riguardo. Così, invece, si ritiene un atteggiamento sciocco e ripetitivo non giustificato neppure dal fatto di avere la polizia
dalla propria parte.
In generale, la storia può piacere per l'aspetto più comico ma risulta costruita in maniera imperfetta, come trascurata nell'aspetto della
vicenda poliziesca e di investigazione.
  

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Davide Perconti
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I disegni di Davide Perconti si rivelano ben realizzati e dimostrano la bravura dell'autore.
Non c'è nulla da riprendere nelle fisionomie dei personaggi, principali e comprimari, che soddisfano sempre il lettore per la bellezza
dei disegni. Chiaramente è una fortuna poter disegnare soprattutto donne e nella massima parte donne affascinanti! Comunque la cura si
ritrova pure negli elementi scenografici e nella composizione della tavola. Anche le angolazioni delle inquadrature sono abilmente
realizzate, soprattutto nelle prime tavole della contea dove la strada e gli ampi spazi del paesaggio fanno bella mostra di sé.
Tra tutto questo c'è solo un punto da contestare: la cura dei particolari nel campo lungo. Purtroppo questa è assente ed è in parte
giustificata dalla - talvolta - ridotta dimensione che non permette al lettore di goderne pienamente. Però, in generale, i disegni ne
risentono perché ciò che colpisce di più del tratto di Perconti è l'abilità di evidenziare alcuni elementi del viso (visibilissimi
in inquadrature dalla figura intera al primo piano) ed altri particolari (tipo l'abbigliamento) che purtroppo vanno perduti nella
lunga distanza.

Legs, May e le sorelle Parker disegno di Davide Perconti
(c) 2001 SBE
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In generale, Perconti non può che ottenere uno dei voti tra i più alti della nostra scala, giustificato
dal fatto che i suoi disegni rientrano nella tradizione dei fumetti seriali che non permettono un approfondimento maggiore (tutto ciò
sottintendendo che non è nostra intenzione sminuire il lavoro degli interessati, anzi il contrario).
  
Sommariamente la storia è gradevole ma si ritiene che avrebbe avuto un impatto maggiore se fosse stata impostata solamente sull'aspetto
più giocoso e ludico, come in una precedente esperienza di Ostini, "Legs alle Olimpiadi" (63). Messa
così, la storia richeide, invece, un approfondimento maggiore.
La copertina di Mario Atzori nella sua semplicità mostra lo spirito con cui è stato scritto l'albo: la scanzonatura tipica della contea di
Hazzard con un bel Generale Lee (l'auto guidata da Legs e May) in primo piano.
Per completarla Stefano Tartarotti usa colori leggeri, soft, quasi pastellosi che però non attirano particolarmente l'attenzione.
Vedi anche la scheda della storia.
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