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Scusate, vi rubo solo un po' di tempo recensione di Pierfilippo Dionisio Cosa si può desiderare di più dell'immortalità? Probabilmente l'amore...
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Per questo numero della testata quella che si presenta ai lettori è una tragica storia d'amore intrisa di temi fantascientifici e del genere di paura.
Infatti mentre la Tachisfera e il microcircuito sono complessi dispositivi che coivolgono
teorie quantistiche, tematiche sull'accelerazione e quant'altro di scientifico e para-scientifico, così la
setta e il processo di vampirizzazione si rifanno - come deducibile dal nome - al principio
del vampirismo, cioé sottrarre energia vitale altrui per ottenere dei benefici, assommabili nel più
grande: l'immortalità.
Anche di amare. Tutto questo è quanto ha voluto raccontare Alberto Ostini. Del destino di un uomo e di una donna. Infatti Legs e May sono come degli spettatori di questa tragedia e storia d'amore: assistono inermi alla ineluttabile fine. Ma un elemento colpisce l'attenzione: lo SPECCHIO. Seyra - interessante e logico che sia proprio una donna a farlo, ma non è questo che vogliamo approfondire - lo usa per recidere il cordone vitale che lega i membri della setta alla tachisfera: senza il collegamento il soggetto è destinato a morire per autocombustione. Questo capita a Martin London. Ma non ad Aidan che è riuscito a rendersi indipendente. Secondo la scuola jungiana lo specchio significa l'autocoscienza. Secondo Edgar Morin lo specchio è simbolo del doppio. L'Io duplice che si sente altro da sé e l'immagine è una proiezione fantasmagorica di questo sentire. Un esempio: chiunque si specchi vede la propria immagine. Ma gli spettri non hanno né ombra né un'immagine riflessa.
Molto interessante è quanto esprime Lacan parlando dello sviluppo del bambino secondo un fase,
quella dello specchio, appunto.
Tutto quanto sopra premesso non per fare una lezione ma per esprimere il concetto che quando Aidan riesce
a liberarsi dalla dipendenza con la setta matura. E maturando si evolve. Martin
London, purtroppo, non ci riesce.
Naturalmente il tema dello specchio non si esaurisce in queste poche battute, ma ci fermiamo qua. Non sappiamo neanche quanto l'autore abbia voluto esprimere veramente, ma questa dissertazione ci sembrava funzionale.
Infine un commento sulla conclusione della storia.
Ma anche per gli antagonisti la storia si risolve in modo inaspettato. Nephron, Hemmings e Seyra finiscono in un non-luogo, molto probabilmente il Nulla. E così sono destinati ad una non-morte per l'eternità quasi secondo la legge del contrappasso.
Buona performance di Anna Lazzarini per questo albo da lei disegnato. Si nota subito come sia stata attenta alla ponderazione della tavola e della singola vignetta, mai appesandentole troppo di elementi e calibrando molto bene l'uso dei pieni e dei vuoti, dei chiari e degli scuri. Colpisce subito la freschezza e quell'aria giovanile che ha saputo conferire a Legs. Per questo riportiamo l'immagine qui a lato. Inoltre ci è sembrata molto capace di rendere le espressione e le emozioni dei protagonisti ma anche dei comprimari: provate a rileggere le pagine 69 e 70 e a fare attenzione allo sguardo della donna che ha attaccato Aidan, Legs e May. Sembra che sia enormente dispiaciuta per la morte dell'altro, Gaiman, come se tra i due ci fosse una certa intimità o qualcosa di più e, sotto shock, rimane inerte. E Legs reagisce obbligatoriamente a sangue freddo.
La copertina ben rende l'idea del soggetto della storia: il tratto e la colorazione sono ben graduati e anticipano al lettore la natura inconsueta degli antagonisti della storia. Nel complesso una buona storia, grazie soprattutto all'idea di Ostini ma graficamente ben realizzata dalla Lazzarini.
Vedere anche la scheda della storia.
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