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" I ladri del tempo"


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Cosa si può desiderare di più dell'immortalità? Probabilmente l'amore...



TESTI
Sog. e Sce. Alberto Ostini    

Per questo numero della testata quella che si presenta ai lettori è una tragica storia d'amore intrisa di temi fantascientifici e del genere di paura.

Infatti mentre la Tachisfera e il microcircuito sono complessi dispositivi che coivolgono teorie quantistiche, tematiche sull'accelerazione e quant'altro di scientifico e para-scientifico, così la setta e il processo di vampirizzazione si rifanno - come deducibile dal nome - al principio del vampirismo, cioé sottrarre energia vitale altrui per ottenere dei benefici, assommabili nel più grande: l'immortalità.
Mentre è tirata per i capelli la spiegazione della perdita del tempo che normalmente le persone subiscono quando sono concentrate o intente in vari lavori, è ben strutturata l'organizzazione del gruppo che si riunisce sotto la sede della Zhorn. La comunità è stretta da accordi di mutuo soccorso e non ha - in fondo - grandi mire di conquista: cerca solo di ritagliarsi una propria indipendenza. Certo pecca di altruismo in quanto non condivide con il resto dell'umanità la sensazionale scoperta che ha fatto riguardante il processo di accelerazione ma è composta anche da elementi come Aidan che hanno scrupoli morali: quest'ultimo è dovuto arrivare ad un compromesso con se stesso.

"Aidan desidera la libertà. Anche di amare."
   
Ma dopo l'incontro con Danielle molte cose cambiano e comprendendo che lei non accetterà le regole della setta, Aidan è deciso a troncare ogni relazione con i vecchi compagni. Così l'uccellino nella gabbia dorata vuole la giusta libertà.
Anche di amare.

Tutto questo è quanto ha voluto raccontare Alberto Ostini. Del destino di un uomo e di una donna. Infatti Legs e May sono come degli spettatori di questa tragedia e storia d'amore: assistono inermi alla ineluttabile fine.

Ma un elemento colpisce l'attenzione: lo SPECCHIO.

Seyra - interessante e logico che sia proprio una donna a farlo, ma non è questo che vogliamo approfondire - lo usa per recidere il cordone vitale che lega i membri della setta alla tachisfera: senza il collegamento il soggetto è destinato a morire per autocombustione. Questo capita a Martin London. Ma non ad Aidan che è riuscito a rendersi indipendente.

Secondo la scuola jungiana lo specchio significa l'autocoscienza.

Secondo Edgar Morin lo specchio è simbolo del doppio. L'Io duplice che si sente altro da sé e l'immagine è una proiezione fantasmagorica di questo sentire. Un esempio: chiunque si specchi vede la propria immagine. Ma gli spettri non hanno né ombra né un'immagine riflessa.

Molto interessante è quanto esprime Lacan parlando dello sviluppo del bambino secondo un fase, quella dello specchio, appunto.
Inizialmente il bambino non distingue l'immagine dello specchio che gli rimane indefinita: è un tutto con ciò che lo genera, l'Io e il Mondo Esterno sono indissolubili. Successivamente riesce ad individuare l'immagine speculare come realtà indipendente dal sé. Infine viene raggiunta la coscienza di sé grazie alla coscienza del'immagine.
Si raggiunge l'Autoconsapevolezza. Si ha l'identificazione che determina l'identità.

Tutto quanto sopra premesso non per fare una lezione ma per esprimere il concetto che quando Aidan riesce a liberarsi dalla dipendenza con la setta matura. E maturando si evolve. Martin London, purtroppo, non ci riesce.
Così l'Aidan svezzato si muove da solo nel mondo e conosce temi più adulti come il vero amore.

Naturalmente il tema dello specchio non si esaurisce in queste poche battute, ma ci fermiamo qua. Non sappiamo neanche quanto l'autore abbia voluto esprimere veramente, ma questa dissertazione ci sembrava funzionale.

Infine un commento sulla conclusione della storia.

"...impediscono la loro unione in vita. Ma la morte può unirli..."
   
I due amanti muoiono. Forze più grandi di loro impediscono la loro unione in vita. Ma la morte può unirli e per questo Aidan non si sottrae ad essa, quasi ricordando il triste epilogo di "Romeo e Giulietta". Sicuramente un unhappy end.
Ma anche per gli antagonisti la storia si risolve in modo inaspettato. Nephron, Hemmings e Seyra finiscono in un non-luogo, molto probabilmente il Nulla. E così sono destinati ad una non-morte per l'eternità quasi secondo la legge del contrappasso.



DISEGNI
Anna Lazzarini    

(14k)
Legs Weaver, disegno di Anna Lazzarini
(c) 2000 SBE
   
 

Buona performance di Anna Lazzarini per questo albo da lei disegnato. Si nota subito come sia stata attenta alla ponderazione della tavola e della singola vignetta, mai appesandentole troppo di elementi e calibrando molto bene l'uso dei pieni e dei vuoti, dei chiari e degli scuri.

Colpisce subito la freschezza e quell'aria giovanile che ha saputo conferire a Legs. Per questo riportiamo l'immagine qui a lato.

Inoltre ci è sembrata molto capace di rendere le espressione e le emozioni dei protagonisti ma anche dei comprimari: provate a rileggere le pagine 69 e 70 e a fare attenzione allo sguardo della donna che ha attaccato Aidan, Legs e May. Sembra che sia enormente dispiaciuta per la morte dell'altro, Gaiman, come se tra i due ci fosse una certa intimità o qualcosa di più e, sotto shock, rimane inerte. E Legs reagisce obbligatoriamente a sangue freddo.

(cliccare 67k)
Pag.69 di
Anna Lazzarini (c)2000 SBE

(cliccare 62k)
Pag.70 di
Anna Lazzarini (c) 2000 SBE



GLOBALE
 

La copertina ben rende l'idea del soggetto della storia: il tratto e la colorazione sono ben graduati e anticipano al lettore la natura inconsueta degli antagonisti della storia.

Nel complesso una buona storia, grazie soprattutto all'idea di Ostini ma graficamente ben realizzata dalla Lazzarini.

Vedere anche la scheda della storia.
 

 


 
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