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" I signori dell'oscurità"


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Legs che indossa una collana? Per di più per un uomo... ?! Ma no! Serve per trasformarsi nuovamente nel Talismano Vivente!

Ah-Ehm! Avvocato, non fate l'indiano!
recensione di Pierfilippo Dionisio



TESTI
Sog. e Sce. Antonio Serra    

Interessante questa nuova avventura del primo agente dell'agenzia Alfa: sicuramente per quanto riguarda la sceneggiatura, un po' meno per il soggetto.
Ma facciamo le cose con ordine.

La storia non si presenta come una della più originali: innanzitutto perché ne riprende una precedente - è un sequel - e purtroppo capita spesso che il pubblico non li gradisca perché l'opinione che era riuscito a maturare sul tale prodotto deve subire una netta revisione, e spesso in peggio. Quante volte sarà capitato di assistere ad un seguito rimanendo delusi dalle aspettative!

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I gemelli Sun, (c) 2000 SBE

Accade che la storia già risolva tutto ciò che gli gravita attorno e riprenderne tematiche è solo una perdita di tempo.
Ma non è proprio così, stavolta.
La vicenda in cui si trova coinvolta Legs vive di una vita autonoma e non risente troppo di quella dipendenza ombelicale del precedente numero (il
38 "Il talismano vivente"). Anzi, procede da sola senza alcun timore.

La trama è un classico del genere, un topos: l'evocazione dallo spazio del mostro/demone di turno (il ritorno di Iktomi) ad opera di adepti che vogliono risvegliare il signore del male sperando in una fetta di mondo e non rendendosi conto che dopo il passaggio del malvagio non ci sarà più nulla da spartire, anzi da mangiare!. Le nostre eroine, con l'aiuto dell'avvocato Duegiovani - già, perché lui non poteva mancare! - dovranno debellare la minaccia rispolverando i poteri del Talismano Vivente, alias Legs Weaver.

Non si riscontra la ricerca demologica anticipata nell'introduzione: un po' tutti noi abbiamo già visto (al cinema, in TV o altro) un rituale indiano di saluto ai 4 punti cardinali o cose simili.

Quel che può lasciare dubbiosi è l'eventualità - leggi quasi certezza - di altri racconti che seguitino a descrivere il destino e le conseguenze dei restanti pezzi della collana rituale indiana. La speranza è che siano gestiti dal solito dinamico duo Serra/Zanella, ormai esperti dalle precedenti imprese.

Ma ciò che risulta più gradito sono i dialoghi e la caratterizzazione degli attanti.
Si sono rivelate brillanti le battute dei personaggi e la dinamica delle loro azioni ben calibrata in tutta la storia. L'introduzione di May nel duo Legs/Duegiovani porta una ventata di freschezza: stavolta è indicatissima come spalla, anzi è costruita egregiamente per questo numero. I siparietti tra le due (ma anche con Thomas ed i suoi convinti Ah-Ehm!) funzionano e sono funzionali: qualche battuta fa parte del vecchio repertorio ma il resto diverte il lettore, soprattutto le espressioni (ma qui entriamo già nel commento ai disegni) e i segni grafici emotivi. Forse May si fa notare più di Legs.
Ma la nostra protagonista ribatte bene ogni palla in campo.

Gli episodi della storia, poi, si incastrano bene e non creano vuoti diegetici eccetto nel finale: durante la narrazione non si viene a creare - non è evidenziato correttamente - un valido motivo che induca Legs e Duegiovani a diventare fratelli.

"...rappresenta la vittoria dello Ctonio sull'Uranio..."
   
Un commento sui significati che possono trasparire da questa storia.
Essa può essere letta come l'eterna lotta tra i caratteri antitetici (e comprimari) come donna/uomo, Yin e Yang, sole e luna. Se i gemelli Sun sono - proprio per il nome - il Sole, Legs naturalmente è Luna anche perché questo satellite è sempre stato associato al femmineo (il ciclo lunare e quello femminile, p.e.). Non solo. In quanto donna (anche se particolare) la vittoria di Legs su altri culti - nel merito quello di Iktomi - è connesso alla valenza della donna strettamente collegata alla terra, al suo mito (Gea, Proserpina per dirne due) e alla primordiale società matriarcale. Quindi rappresenta la vittoria dello Ctonio sull'Uranio: Iktomi viene evocato dal cielo.

È la classica rivincita della Natura su quella società moderna - i due fratelli che utilizzano apparecchiature tecnologiche - che ha saccheggiato violentemente il mondo che abita.

Non è possibile affermare se era questo ciò che voleva descrivere - anche involontariamente - Serra, ma fintanto che tali argomentazioni reggono, possiamo parlare di questo testo anche in questi termini.



DISEGNI
Melissa Zanella    

(17k)
Legs e May, 2000 SBE
   
 
Veramente buoni questi disegni di Melissa Zanella!
Rispetto ai precedenti del numero 38 questi appaiono meno statici e più precisi. La disegnatrice si è dimostrata più esperta ad utilizzare gli strumenti/personaggi messi a sua disposizione.
Il suo tratto particolare conferma una cura non indifferente nella costruzione della tavola e all'interno della vignetta (se poi tutto questa faceva parte anche della sceneggiatura di Antonio Serra, allora è stata brava a trasporla in fumetti).

I bazzoni con cui disegna i primi piani dei personaggi provano sicuramente uno studio preciso che vi è stato dietro e le pose, l'espressioni, i volti sono veramente molto buoni e succosi da guardare ;-) Esempi a riguardo sono l'introduzione delle nostre protagonista alla stazione oppure la scena di volo extracorporeo in cui sono utilizzate vignette verticali che danno un senso di libertà grazie agli ampi spazi anche nella pagina (cfr. pag.28 e 29). E non stonano neppure quegli accenni in stile manga quali si posssono trovare nelle espressioni in sordina o come la vignetta extratavola di pag.9 (la prima immagine mostrata in questa recensione).

Sicuramente i disegni lasciano scappare più di un sorriso nel lettore: la posa plastica come un novello Superman di Thomas a pag.40 oppure la piccola betoniera :-) di pag.57. Sempre azzeccato il ripasso a china e lo stile chiaro, anche se non sempre rispettato come accade nei tratteggi dei visi di pag.53.

Disegni belli e molto piacevoli da guardare a cui non è stato dato il voto più alto della nostra scala solo in attesa di un prossimo miglioramento veloce e così buono come è stato tra il n.38 e questo.

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Una delle divertentissime scenette, (c) 2000 SBE



GLOBALE
 

Un commento anche alla copertina.
Non c'è che dire: da quando Tartarotti ne cura la colorazione sono notevolmente migliorate; non perché le precedenti fossero scadenti, soltanto che, al suo arrivo, l'impressione di piattezza è completamente svanita. Lo sguardo del soggetto inquadrato e gli altri elementi che compongono il viso appaiono come posti su diversi livelli di profondità. Il disegno di Atzori è appropriato con la storia: mani femminili che preparano Legs come in un rituale di guerra.
Non sarà la copertina più spettacolare vista sugli albi Bonelli, ma non ha nulla da invidiare ad altre serie o copertinisti!

L'accoppiata Serra/Zanella ha dimostrato di aver prodotto un buon lavoro: ripetiamo, insieme hanno raggiunto una sorta di affiatamento professionale. L'intera storia si rivela brillante e diverte nel leggerla e nel guardarla.

Se continueranno così e la Zanella migliorerà il suo tratto già accattivante, ci aspettiamo grossi risultati per il loro prossimo lavoro.

Vedere anche la scheda della storia.

 

 


 
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