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" Il Leviatano "

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TESTI
Sog. e Sce. Angelica Tintori    

In questo Legs 49 "Il Leviatano", facciamo la conoscenza di una nuova, e pericolosissima, organizzazione, ben decisa a dominare il mondo (originale! :-) ), e i cui piani vengono fatalmente frustrati dalla nostra Legs. A capo della misteriosa organizzazione (o quanto meno delle operazioni cui abbiamo assistito in questo albo), la "Signora", il cui scopo è appunto dominare l’orbe terracqueo (anche se la "Signora" tiene a specificare che di dominio economico si tratta, diversamente dai tanti pazzi che hanno vagheggiato la conquista in armi della Terra :-)), e preparare il ritorno del "Leviatano". Nel finale della storia, la misteriosa - e fascinosa - "Signora" si rivelerà essere una creatura aliena, aggiungendo un elemento di ulteriore angoscia per l’inevitabile futuro conflitto con l’Agente Alfa n.1.

Poste queste, sinceramente non sensazionali, premesse, la storia si svolge pianamente, puntando, al solito, sull’alternarsi della dinamicità delle scene d’azione con i momenti domestici di Legs&May (più o meno) svestite. Non mancano gli intermezzi comici, o comunque umoristici, che non faranno gridare al miracolo, ma svolgono correttamente il loro compito di siparietti atti a spezzare la tensione. Il contrasto delle personalità di Reiser e Legs, poi, funziona sempre benissimo da detonatore comico, e la scenetta alle pagg. 27/28 strappa il sorriso senza troppa fatica.

"Una storia onesta, senza troppi fronzoli, avventura e comicità: una classica storia di Legs"
   
Troverà probabilmente una più completa spiegazione - al di là di quella immediata ed economicamente evidente - in un futuro episodio a continuazione del presente, tutto il progetto teso a ricavare dall’acqua una fonte illimitata di energia.

Angelica Tintori assolve con diligenza anche al compito di descrivere dei personaggi adatti a una classica e un po’ ordinaria storia di Legs, come questa - un onesto giallo d’azione di ambientazione fantascientifica, con in più le consuete caratteristiche della serie - e così per i dialoghi, funzionali al racconto. Anche la "Signora", che per le sue caratteristiche avrebbe potuto essere un qualcosa di più, fatica ad emergere dalla pagina scritta con una vera personalità, e in definitiva non vi riesce, neppure con la rivelazione finale, restando in buona sostanza un nemico solo di carta, "da contratto".



DISEGNI
Simona Denna    

Impossibile sottrarsi, nello scorrere le tavole di Simona Denna per questa storia, ad una doppia sensazione: se infatti l’opera nel suo complesso appare altalenante e non certo esente da pecche, non si può negare che il segno dell’artista sia ricco di fascino, e che vi siano alcuni particolari che seducono il lettore.

Difficile, dunque, riuscire a fornire un giudizio univoco su di un lavoro così pieno di aspetti contraddittori.

"Difficili da "leggere" ma affascinanti i disegni di Simona Denna"
   
E’ un tratto impervio da seguire, quello di Simona Denna, ed il lettore ha non poche difficoltà a districarsi in quelle vignette piene, ricche di particolari, dai disegni fortemente marcati, dove i bianchi e i neri formano contrasti netti, ma il più delle volte come a separare pieni da pieni. Un tratto sovrabbondante, che non facilita la lettura ed anzi affatica l’occhio. Tuttavia, questo tratto così carico sprigiona anche l’indiscutibile fascino che deriva dalla sua iperdescrittività barocca: di sicuro effetto la scenografia che la disegnatrice appronta per l’ambientazione fatiscente del primo livello, culminante nelle tavole delle pagg.84/89, con la suggestiva scena della grande esplosione e con quella in cui Legs e Curtis osservano i risultati del disastro.

A volte troppo statuari e statici, i suoi personaggi apparirebbero distanti, un po’ freddi, se non fosse per quel guizzo vitale che ha il loro sguardo, che permette alla disegnatrice di interpretare graficamente il testo con puntualità. Se a volte, poi, appare caricare in modo davvero eccessivo il tratto, come alle pagg.44/45; in altre, come alle pagg.90/92, una maggiore semplicità ne impone l’energica eleganza.

E certo una maggiore semplicità, la ricerca di una sintesi che sfrondi le vignette di quei particolari che finiscono per nuocere alla leggibilità, sarebbe auspicabile: sfondi meno ricchi e disegni meno particolareggiati garantirebbero meglio la comprensibilità della tavola e della vignetta.
Tanto più che - e si tratta di quei particolari seducenti di cui parlavo prima - quando questo avviene il risultato è di autentico piacere per l’occhio. Bastano alcune vignette (ed è veramente un peccato che non ve ne siano di più) a mostrare come, laddove la Denna tende a una maggiore semplicità, il risultato sia decisamente superiore che nel resto dell’albo. E’ concentrandosi sulle figure umane, eliminando praticamente ogni sfondo, che ella si fa apprezzare al suo meglio: le tre vignette iniziali dell’albo; gli intensi volti di Legs a pag.24, dove gli effetti di chiaroscuro donano grande profondità alla scena ed espressività alla protagonista; a pag.40 la May languida e morbida, mollemente distesa ed emanante una sensualità dolce eppure calda, pienamente femminile.
Del resto May, che ha una presenza narrativamente irrilevante nell’albo, è invece presenza di grande rilievo grafico: Simona Denna la riporta alla sua dimensione umana, sottraendola al destino di caricatura a cui troppo spesso è abbandonata.
Troppo spesso, infatti, la compagna di avventure di Legs è diventata immagine caricaturale e iperfemminilizzata: in un crescendo, a volte decisamente grottesco, ha assunto caratteristiche talmente eccessive da perdere ogni attrattiva femminile per divenire solo una macchietta comica.

Simona Denna provvede a restituirle dignità e femminilità.

"Una May restituita alla sua dimensione di donna vera, non più caricatura grottesca della femmina"
   
La sua May è donna dalla femminilità prorompente, ma autentica, non palesemente falsa come in altre occasioni. Nessun eccesso caricaturale, nessuna sfida alle leggi di gravità :-); solo il pieno fulgore di una femminilità matura seppur ancora giovane.

Per concludere, non si possono però non evidenziare alcuni problemi che la disegnatrice sembra avere con Legs, il cui volto appare a volte più ovaleggiante (pagg.62 e 71), tal altra più squadrato (ad es. pagg. 27 e 40); o ancora la Legs dal collo taurino a pag.50, che spicca nel raffronto con la vignetta alla pagina seguente.
Tutti dettagli che finiscono per confluire in quanto detto prima, contribuendo a fornire la cifra di una prova poco equilibrata: di grande attrattiva, certamente, ma che non può dirsi veramente riuscita.

Attendiamo Simona Denna ad una prova che possa convincerci appieno e nella quale possa offrirci al meglio le sue evidenti qualità. Il suo tratto così fitto e profondamente marcato ha un indubbio fascino, ma i risultati che ottiene quando tende a una maggiore semplicità, pur senza snaturarsi, sono decisamente superiori: la sua capacità comunicativa, infatti, troppo spesso si perde nell’eccesso di informazioni che vengono trasmesse al lettore, che per apprezzare al meglio il lavoro dell’artista è costretto a far divergere la propria attenzione dalla narrazione.



GLOBALE
 

Nel complesso una storia onesta, che non sfigura certo nella cronologia della serie, e se i disegni di Simona Denna, pur nella loro incompleta riuscita rappresentano un elemento che impreziosisce l’albo, è da dire che la copertina di Atzori è tra le meno apprezzabili dell’artista, con quella Legs così dimessa, al cospetto dell’enorme e sbiadito globo giallo di energia.
 

 


 
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