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" La Minaccia delle Dame Nere"

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Legs e May

Pagine correlate:

Una Lady Hawk. . .
non per amore ma per disperazione.

recensione di Gabriella Anzalone

Ancora le Dame Nere, ancora donne che subiscono le più svariate mutazioni genetiche, stavolta per uno scopo a prima vista nobile...



TESTI
Sog. e Sce. Antonio Serra/
Antonio Serra e Stefano Piani
   

Tornano le Dame Nere (ne sentivate la mancanza?) ed ecco nuovamente la nostra agente alfa preferita (Legs o May, in fondo è lo stesso :-) ) alle prese con strane trasformazioni e "mutazioni"...

Appena comincia la storia, vediamo una Dama Nera agire e mietere vittime, e subito notiamo un cambiamento rispetto al passato: la Dama Nera è unica, non ha "sorelle" o simili che l'aiutano nell'azione, ed è mossa da un intento che potremmo definire quasi "benefico"...

Fin qui tutto normale, un impianto abbastanza classico, con le Dame Nere che, dietro la loro apparenza mostruosa, nascondono un animo spesso tormentato e in fondo "pacifico"... allora cosa c'è che non va? In pratica è tutta la storia a non decollare mai... Antonio Serra ci aveva sempre abituati a storie con le Dame Nere avvincenti e complesse, con colpi di scena e capovolgimenti di fronte; qui non abbiamo nulla (o quasi) di tutto questo. Il ritmo è lento, poco avvincente, con cambi di scena continui ma poco fluidi... la trama ha bisogno fino alla fine di "spinte" fin troppo evidenti per arrivare alla fine, pare un albo cominciato e poi concluso in tutta fretta, alla meno peggio.

La trama in sé non è completamente insufficiente, ma poteva essere sviluppata assai meglio. Di cosa si parli è presto detto: una donna, una nota ricercatrice, accetta di trasformarsi in una Dama Nera sotto la promessa di Jahna di salvare sua figlia, affetta da una grave anemia e ormai condannata ad una fine prematura.

Legs e May interverranno per fermare la scia di sangue che inevitabilmente la Dama Nera lascia dietro di sè. Colpi di scena pochi o nulli, a dire il vero... E nonostante la trama principale si capisca assai presto nell'albo, poche saranno le novità alla trama; tutta la suspence in pratica sta nel vedere se (e come) le agenti Alfa fermeranno la Dama Nera... Ed è un po' poco, da un filone (quello delle Dame Nere) che possiamo definire principale nella collana stessa di Legs.



DISEGNI
Dis. Antonella Vicari    

(38k)
Legs e May, disegno di A.Vicari
(c)1999 SBE
   
Seconda prova per Antonella Vicari, assai deludente rispetto alla precedente (LW 34 "La Regina del Peccato"); il suo tratto ha ancora bisogno di "sciogliersi".

Troppo affrettati alcuni primi piani, pochi dettagli e spesso mal curati, una generale impressione di poca accuratezza. Stranamente, nelle pag.22/24 il tratto appare molto più accurato e attento, soprattutto per i primi piani, guarda caso proprio nelle tavole dove la dott. Daystrom racconta il suo passato, tavole cioè che potevano anche essere realizzate indipendentemente dalla trama generale e dallo svolgimento della storia.

Si ha cioè l'impressione che le tavole siano state fatte a più riprese, alcune fatte con maggiore cura e dettaglio e altre certo più "affrettate", dove quindi si nota di più il tratto ancora acerbo della Vicari. Bisogna dire che le tavole migliorano nell'aspetto generale verso la fine dell'albo, eccezion fatta però per le 2 tavole conclusive, dove Legs e May se la vedono a casa loro con Harvey, tavole anche loro indipendenti da tutta la trama principale dell'albo, e quindi probabilmente realizzate con meno cura subito prima dell'uscita dell'albo. Da notare, proprio nell'ultima vignetta dell'albo, una Legs seduta sul divano disegnata con due gambe chilometriche... va bene che si chiama Legs (gambe)... ma qui si esagera!



GLOBALE
 

Alla fine, chiudendo l'albo, si ha una spiacevole sensazione di leggerezza, di pochezza della trama e di scarso divertimento.

L'argomento Dame Nere fino ad oggi era stato trattato in maniera più o meno leggera ma sempre con storie interessanti, con colpi di scena e intriganti fino alla fine... Tutto quello che manca in questa storia. L'impressione generale è che si sia confezionato l'albo in fretta, basandosi su di una trama appena accennata, aspetto che sembrerebbe confermato anche dalla poca accuratezza dei disegni. La copertina di Aztori è nella media, anche se la colorazione troppo uniforme appiattisce l'effetto generale.

 

 


 
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