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Sog. e
Sce.Stefano Piani
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Dopo un breve preambolo, la storia comincia in maniera assai insolita,
con un'attenta e affascinante descrizione di un luogo che subito non appare
far parte del mondo reale ma di quello onirico...
L'inizio della storia risulta interessante e coinvolgente, e viene soprattutto da pensare a come
stavolta Legs e May saranno coinvolte in un caso sospeso a metà tra il sogno
e la realtà. Ecco che però un evento, che con il soprannaturale e con il
mondo dei sogni non ha nulla a che vedere, rompe gli equilibri:
Micky, un bambino dalla fervida fantasia, viene rapito da due loschi individui
e sarà la sorella Claudia a chiedere l'aiuto di Legs e May per ritrovarlo.
Le due agenti speciali, nella loro personale ricerca, arriveranno anche a visitare uno strano
posto noto come il "laboratorio del sonno", un luogo che pare anch'esso
fuori dalla realtà...
"In realtà la storia non ha in sè chissà quali sfaccettature o trame complesse,
è soprattutto l'atmosfera che colpisce (..)"
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In realtà la storia non ha in sè chissà quali sfaccettature o trame complesse,
è soprattutto l'atmosfera che colpisce, tanto che, cosa assai rara in un Legs,
c'è un solo inseguimento, che peraltro si conclude anche in poche tavole.
Lo stile di narrazione è interessante, non incalzante ma teso a far rimanere desto
l'interesse del lettore, la conclusione non è proprio un colpo di scena ma
pare giusta per come si è sviluppato l'albo, stavolta pare non ci sia nessun cattivone...
I soliti intermezzi "comici" dell'albo sono stavolta tutti imperniati su di un improbabile
succedersi di "capi" all'Agenzia Alfa da Legs a Andy, l'idea è carina, ma
forse poteva essere sfruttata meglio...
In definitiva una storia piacevole, non tutta spari e inseguimenti ma più tranquilla
e attenta, con una Legs meno ironica del solito, anche perchè sappiamo bene
come lei poco sopporti i bambini, mentre qui pare quasi materna ... ma una
parentesi ogni tanto ci vuole, o no?
  

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Mario Alberti
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Legs e May nel pieno della missione ...
(c) 1998 SBE
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Un Mario Alberti che mostra ancora un tratto in evoluzione, dopo il suo primo
Legs, Il gigante di Nathan Never e l'albetto di Janine allegato all'ultimo
speciale... per non parlare del suo "Holly Connik" albetto uscito poco
tempo fa per le edizioni "Comics & Dintorni" in cui il suo stile era quasi irriconoscibile...
I disegni dell'albo appaiono meno curati del precedente albo n.2
"La donna che sapeva troppo" per quanto riguarda i personaggi
e le espressioni, che a volte nell'albo di oggi appaiono a volte grottesche,
ma ben più caratterizzati in quanto ad
ambientazioni e inquadrature, con un uso sapiente e diffuso del retino al computer;
da questo punto di vista si può ben dire che l'albo sia lavoratissimo.
Molto belle sono le scene degli esterni, mentre alcuni primi piani lo sono un po' meno.
  
Una storia gradevole e leggibile, con un finale forse non
pirotecnico ma interessante caratterizzato dai bei disegni dell'Alberti che
dimostra un tratto ancora in evoluzione; la copertina è piacevole e richiama
(più o meno) una effettiva scena dell'abo.
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