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Sog. e
Sce. Stefano Piani
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Buona l'idea di partenza dell'albo; il contemporaneo svolgersi di due
inchieste sullo stesso argomento, pur non essendo un'idea nuovissima,
si presta sempre a creare situazioni e storie gradevoli. In questo
caso in particolare alla indagine della coppia Legs/May, ricca di
esperienza, si contrappone l'inchiesta di un giornalista alle prime
armi ancora preda del mito dello scoop e abbagliato da una soluzione
molto romanzesca.
Accanto a questa idea di partenza non e' da
disprezzare anche lo svolgimento di un classico giallo con un
classicissimo assassino, intrecciato con la fantasiosa vicenda
immaginata dal giornalista. La sequenza di pagina 97 descrive alla
perfezione la "filosofia" di quest'albo: la realta' e quasi sempre
banale ma per fortuna c'è sempre qualcuno che riesce a colorarla.
Un po' meno convince la sceneggiatura, che spreca alcune delle
potenzialita' del soggetto. Alcune delle sequenze appaiono
francamente ridondanti rispetto allo svolgimento della storia: il
siparietto dell'editore che si infuria e poi si rimangia tutto, la
sequenza dell'incubo e altre ancora paiono messe li' tanto per
giungere a pagina 94, tuttavia alcune scelte della sceneggiatura
funzionano: la figura di Randall Pympkin alla fine viene ben
delineata, tanto che e' lecito attendersi ulteriori apparizioni di
questo personaggio.
  

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Andrea Bormida
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Un po' meno convincono i disegni. Iniziamo dagli elementi positivi:
e' apprezzabile lo stile di Bormida per quanto riguarda gli ambienti
e le figure di contorno, in particolare sottolineo l'equilibrio che
personaggi e ambienti riescono a raggiungere, non c'e' l'eccesso di
dettagli che talvolta soffoca lo svolgersi delle vicende in primo
piano e infastidisce il lettore. Buono anche il modo in cui viene reso
il movimento dei personaggi (buona ad es. la pag. 36). Tuttavia non si
può non notare una qualche incertezza nel delineare i protagonisti,
talvolta le fisionomie sembrano un po' tirate di corsa (ad es. a pag.
26, 60, 88...), mentre in altre occasioni i personaggi eccedono nei
movimenti "recitativi" con gestualità ed espressioni fin troppo
affettate. Permangono tuttavia abbastanza elementi positivi che
permettono di attendersi un miglioramento del disegnatore nelle
prossime prove.
  

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Nel complesso un albo nella media delle storie di Legs. La copertina è
gradevole (anche se fuorviante riguardo al contenuto dell'albo).
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