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Sog. e
Sce. Stefano Piani
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Anche se non è proprio nuova, l'idea dell'impossibilità di creare un mondo perfetto è molto interessante, specialmente se viene inserita in un ambiente come quello di Legs, dove le tecnologie del futuro e gli intrighi la fanno da padrona!
La sceneggiatura del racconto risulta molto buona grazie al ritmo sostenuto che viene mantenuto per tutta la storia mediante i continui "salti" tra la Terra e Bersabea.
Ben fatto il gioco di contrasti tra i due ambienti principali: il caos e le frenesia d'azione del commissario Wellington sulla terra, contro l'ordine e lo stato di calma iniziali su Bersabea.
Esaltante la parte finale del racconto, con il viaggio nel cyberspazio, elemento che purtroppo compare raramente nelle avventure di Legs, e che invece credo debba essere una delle cose caratteristiche delle storie di fantascenza, come i computer megaevoluti, gli androidi ecc.; ed infine il lungo scontro finale con i "cattivi", in questa parte il ritmo, già alto, sale ancora di più, e la "tragicità" della battaglia è intervallata qua e la da alcune situazioni, come la lotta con gli esoscheletri tra Legs e May, che alleggeriscono un po' l'atmosfera senza però cadere nel demenziale.
Fin qui tutto bene, ma nessuno (e nulla) è perfetto, infatti la sceneggiatura presenta alcune pecche: il commissario Wellington con la pancia, la calvizie, il doppio mento e le ciambelle sempre in bocca potrebbe risultare a prima vista il tipico imbranato buono a nulla, invece andando avanti nel racconto dimostra di essere un personaggio del tutto diverso da quello suggerito dal suo aspetto; inoltre Legs e May hanno per buona parte della storia un ruolo piuttosto marginale.
  

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Fabio Jacomelli & Maurizio Gradin
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Anche i disegni contribuiscono molto alla riuscita della storia e risultano di alto livello in tutte le varie fasi del racconto, riuscendo a porre l'accento secondo la necessità, sia sulle espressioni dei personaggi, che sugli ambienti e la dinamicità dell'azione.
Curioso il tratto degli esoscheletri da combattimento, che ricordano, seppur lontanamente, nella fisionomia gigante e molto tondeggiante i robot di alcuni fumetti manga.
  
La copertina (come sempre di Atzori), come quasi tutte quelle della serie, risulta senza infamia e senza lode, non ci sono particolarità nella tavola se non il fatto che è una delle rare volte nelle quali Legs cede ad un altro soggetto (in questo caso un esoscheletro) la parte centrale della scena.
Complessivamente l'albo risulta di ottima fattura, tutti gli elementi conocorrono alla frenesia e all'azione, peccato che Legs e May siano le protagoniste di tutti i pochi momenti di "riflessione", e solo di alcuni dei molti momenti d'azione.
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