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" Il tesoro dell'isola perduta"

TESTI
Bepi Vigna
DISEGNI
Simona Denna
Francesca Palomba


Pagine correlate:

La faciloneria dei cattivi (che si lasciano rubare facilmente l'arma perduta), il passato duro di Legs, movimenti e comportamenti dei personaggi e del clima: tutto è orchestrato perchè questa storia giri...male.

Dura Legs sed Legs
recensione di Daniele Calandra

Bepi Vigna è uno dei creatori di Legs Weaver personaggio ma per più di 100 numeri ha evitato con cura di cimentarsi con Legs Weawer testata: troppo ironico-umoristica e dunque lontano dalle sue corde; aveva giusto dato un contributo piccino al  (bel) n.50. Quando si decide di cambiarne il tono Vigna esordisce a pieno titolo; "Il tesoro dell'isola perduta" è la seconda storia interamente scritta da lui apparsa pochi mesi dopo la (brutta) prima. L'albo è piuttosto scorrevole, i disegni  sono molto riusciti e l'autore si è premurato di escogitatare un valido colpo di scena per il finale; ma c'è qualcosa che non funziona.

Si comincia con il furto della solita arma perduta che è importantissima per le sorti dell' intero pianeta ma si rivelerà difesa molto male e rubata con grande facilità; è un pretesto ci dirà l'autore, un McGuffin hitchcochiano (e vabbè...). Poi interviene Legs che Vigna decide di mandare in trasferta "da sola" dalla forse troppo deserta Sandville, senza la ancora poco definita Janet e i due stereotipi (Madoc, quello grosso, e la ragazzina esperta di computer).

"Legs non è più ironica, è dura per poche pagine, la nuova Legs è ancora indefinita"
   
Non c'è più la Legs ironica-umoristica, come si diceva, e nel flashback di 10 pagine da pag.20 a pag.30 ricompare quella carceraria: il passato ritorna e permette a Vigna di incasellare Legs nel suo schema: "aiuterà un personaggio ambiguo a fare una cosa ambigua per gratitudine, ma poi si comporterà senza dubbio bene perchè ecc. ecc...". Questa Legs carceraria compare solo per quelle poche pagine ambientate nel passato perchè altrove Legs è solo funzionale alla trama, come il pretestuoso McGuffin e il comportamento poco comprensibile di Danny. E' spettatrice, poco combattiva. L' "incontro con il personaggio del passato" non veicola con se forti emozioni e lascia in verità piuttosto freddi. L'unico guizzo la protagonista ce lo regala nel finale grazie a una furbata che le permette di salvare capra e cavoli e/o a una leggerezza della sceneggiatura.

La fuga degli inseguiti è costretta nella direzione desiderata da ben due fortunose tempeste (e dalla dura legge della sceneggiatura) e il vecchio Sal viene raccolto da Legs in una sottotrama solo perchè si potesse scoprire che quello aveva già lavorato con il cattivo ed era pronto a tradire.

La storia comunque ha una sua gradevolezza ed un finale interessante in cui Vigna gioca sul fatto che il lettore non conosce quasi per nulla i personaggi della storia (Karl).

Per quello che riguarda i disegni le due disegnatrici hanno fatto un ottimo lavoro: i neri della Palomba alleggeriscono il tratto della Denna fornendo un risultato molto fresco e luminoso. Le due realizzano delle bellissime scene di tempesta e fisionomie interessanti per i personaggi della storia: Sal in primis. Nelle prime pagine l'aspetto di Frank è piuttosto anonimo nelle ultime è volutamente rappresentato in modo diverso: più fastidioso e sgradevole in modo concorde alla scelta di Vigna che ha deciso (una buona scelta) di caratterizzarlo di colpo. Sufficiente la copertina di Atzori.

Per concludere, volendo riferirsi di nuovo ai testi, una prova non negativa anche se il modo in cui è arrangiato lo sviluppo non è esente da qualche (voluta?) leggerezza e  forzatura e il nostro giudizio non privo di qualche perplessità.

 


 
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