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" Vite in gioco"

TESTI
Stefano Piani
DISEGNI
Davide Perconti

Legs e Randall
Janet

Pagine correlate:

Una storia gradevole, senza nessuno spoiler eclatante, ma che si legge con gusto e lascia intravedere una Janet ancora tutta da scoprire.

Vite in . . . trasformazione
recensione di Martina Galea

Stefano Piani torna ad occuparsi di Legs dopo più di un anno di assenza e riprende le fila del discorso esattamente da dove si era interrotto: dopo l'ottima storia "Ore 9: lezione di omicidio" (LW95) ecco un altro albo di chiaro impianto giallo che si lascia leggere con piacere.

"Vite in gioco" riprende il filone tanto caro a Piani, ovvero la detective story con ben poco di fantascientifico, e forse questo può far storcere il naso ai puristi della fantascienza alla "Blade Runner" così presente nella testata sorella Nathan Never. Tuttavia, il prodotto finale è perfettamente godibile, pur senza essere un albo eclatante dal punto di vista della continuity, e soprattutto senza chiarire nulla di quanto accaduto nei tre anni mancanti. A conti fatti, se questa storia fosse stata pubblicata nel vecchio corso, prima del n.104, ci sarebbe stata ben poca differenza, però quel che la rende decisamente buona è forse proprio questa sua freschezza, questa sua atemporalità che coinvolge per mezz'ora senza promettere troppo ma regalando delle scene gradevolissime.

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Legs e Randall, disegno di Perconti
(c) 2004 SBE
   
 
Il soggetto è intrigante e originale, e la sceneggiatura orchestra il tutto con dinamismo: nessuna battuta forzata, scene rapide e un giallo che si dipana pagina dopo pagina, lasciando anche spazio a qualche momento di tensione. Legs torna per qualche minuto la Legs pepata del vecchio corso quando incontra Randall (vedi vignetta a lato), e poi sprofonda nuovamente nei suoi dolorosi ricordi, ancora ignoti per il lettore (vedi la frase). Possiamo dirci soddisfatti di questa Legs? Si e no: si, perchè, come abbiamo appena visto, si tratta di un albo godibile senza essere troppo impegnativo, e no perchè ancora non viene svelato il mistero del passato di Legs. Tuttavia, durante la Comiconvention 2004, Stefano Vietti ha dichiarato che la suddivisione delle prossime storie della testata sarebbe stata abbastanza rigida: a lui gli albi con il S.I.M. e le telepati, ad Alberto Ostini il passato di Legs e a Piani tutte quelle storie di contorno, esattamente come questo n.108.

In pratica, quindi, per il momento il compito di Stefano Piani è quello di accompagnare il lettore con quelle storie di transizione che non possono svelare nulla ma che devono essere interessanti: forse, dei tre, è lo sceneggiatore con il compito più ingrato. Proprio per questo, quindi, questa recensione vuole essere molto positiva, sia perchè effettivamente la storia in questione è senza dubbio ben scritta, sia perchè in questo momento non è certamente semplice scrivere storie che soddisfino i lettori, che non desiderano altro che scoprire il mistero dei tre anni mancanti.

Una menzione speciale va a Janet, creata proprio da Piani nel lontano n.43. Janet, al pari del suo creatore, ha un ingrato compito da svolgere: sostituire May senza diventare Legs, ovvero trovare una sua personalità che esca dallo stereotipo della belloccia un pò impacciata (la May sulla testata di Legs) ma che non si orienti verso lo stereotipo della donna virago (Legs). In quest'albo si inizia ad intravedere qualcosa di questa personalità in fieri: al contrario di May, Janet è pudica, e lo si nota dal leggero imbarazzo con cui tiene fermamente i lembi dell'accappatoio davanti a Randall. In più, è sensibile, quasi tenera e protettiva, quando fa notare a Legs che forse esagera nell'essere così spaventata da Randall (vedi ancora la frase). Infine, punto davvero importante, Janet è fisicamente più forte di Legs (mentre nel vecchio corso era May la più debole delle due), e quindi accade spesso che l'ex agente S.I.M. si lanci in azione mentre l'ex Agente Alfa rimane a guardare.

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Janet pudica
di Perconti (c) 2004 SBE

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Janet in azione
di Perconti (c) 2004 SBE

Ne nasce una figura, quella di Janet, che se è ancora poco definita a livello sentimentale (ma per questo aspettiamo la sensibilità di Ostini...), sta però pian piano assumendo spessore nel suo essere una non-May & non-Legs. In attesa di poterla definire in positivo, ci limitiamo a definirla in negativo, partendo da ciò che non è, ovvero nè May Frayn nè Legs Weaver.

"...un albo estremanente ricco di suggestioni e di spunti: un Medda ad alti livelli..."    
Per quanto riguarda i disegni, Davide Perconti compie davvero un ottimo lavoro: le sue tavole risultano molto pulite e dinamiche, con inquadrature bilanciate che suggeriscono la tensione presente nelle scene d'azione. Ma è con i personaggi, specie quelli femminili, che Perconti dà il meglio di sè: anatomicamente snelle ma realistiche, Janet e Legs, ma anche Belladonna, sono assolutamente perfette sia nelle scene più rapide sia nei momenti di relax. Infine, i loro volti, ben tratteggiati, illustrano con semplicità ma efficacia i vari stati d'animo dei personaggi, che quindi risultano sempre estremamente vividi.

Nel complesso, quindi, una storia gradevole, ottimamente sceneggiata, che regala qualche piccolo dettaglio in più al personaggio di Janet e che lascia ben sperare per il futuro della serie.
 

 


 
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