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" Legs cento"


Pagine correlate:

Il cento mancato
recensione di Martina Galea

Nessuna celebrazione per Legs: una storia buona, ma adatta a qualsiasi altro numero della testata.



TESTI
Sog. e Sce. Luigi Mignacco    

Questo numero 100 va analizzato su due livelli distinti: da un lato, il suo essere un albo commemorativo, dall'altro la buona storia che presenta. Partiamo dai contenuti: senza dubbio, Mignacco si è divertito a dar voce ad alcune schizofrenie dei personaggi, ironizzando su molti luoghi comuni della vita. Jerry Lone è stremato dalla presenza di tre donne sul suo Skyhound, e rimpiange "il tempo in cui l'avventura spaziale era roba da uomini". May è seccata dai "ragazzacci della compagnia" che la lasciano in disparte, lei, "una vera donna". Legs, pur non spiccando, è grintosa e pungente. Infine, la migliore del gruppo, la casalinga Helen, capace di risorgere, di godersi con serenità la vita, di essere autonoma e brillante.

"Questo numero 100 va analizzato su due livelli distinti"
   

Mignacco è stato capace di miscelare benissimo tutti gli elementi, un soggetto avventuroso con dialoghi abbastanza frizzanti, che a volte sembrano prendersi in giro da soli. Lo sviluppo degli eventi fa sì che il finale proposto sia senza dubbio adatto, ma soprattutto che fino alla fine anche la soluzione opposta sia adeguata.

Questo è possibile data la natura della storia, che insiste specialmente sui dialoghi: l'albo è intriso di femminismo ironico, in una sorta di lotta spaziale tra i virili pirati e le tenaci donne terrestri. La vittoria è tutta al femminile, e fa sorridere che sia stato un uomo a scrivere la storia. Mignacco ha preso in giro sia gli uomini sia le donne con una tale leggerezza da creare un albo che è un inno al girl power, una vittoria della testata di Legs, prima donna a sopravvivere in un'edicola dominata dagli uomini.

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La morale della favola
di Palomba (c) 2004 SBE

Questa somma di elementi (una storia fluida, un retrogusto ironico, dei buoni personaggi) rendono questo numero estremamente godibile, ma fanno emergere un problema insormontabile:

questo numero è il numero 100!

E qui interviene il secondo livello d'analisi: Legs è arrivata, tra fallimenti (vedi gli spin off delle Paladine) e albi eccezionali (vedi ad esempio "Legs alle Olimpiadi" o lo speciale "La regina bianca"), al sospirato numero 100, che rappresenta un traguardo storico per la prima testata Bonelli che propone un personaggio femminile come protagonista. Poteva essere l'occasione per un albo memorabile, come lo furono i numeri 50 e 51, seppur in maniera estremamente diversa.
"I mille volti di Legs" (LW 50) è una sorta di manifesto della polidrietricità di Legs, un gioco sfizioso e colto, mentre "Gli amori difficili" (LW 51) è un albo imperdibile, la messa a nudo di Legs e del suo essere persona, prima che personaggio.

Questo numero 100 avrebbe potuto riprendere le tematiche sentimentali, richieste a gran voce dai lettori di Legs, avrebbe potuto proporre Janet, affrontare il rapporto con May, ma anche ritornare all'infanzia di Legs e ai suoi misteriosi genitori. Oppure sarebbe potuto essere un altro divertente mix di elementi, una sorta di puzzle celebrativo come la copertina suggeriva.

Invece, non è stato nulla di tutto questo. "Il numero cento" si è ridotto ad essere una normale storia, di buon livello certo, ma una storia qualunque, che ha sprecato le potenzialità del colore e soprattutto del numero che aveva impresso in copertina.

"Poteva essere l'occasione per un albo memorabile, come lo furono i numeri 50 e 51..."
   

E' quindi con rammarico che i fan di Legs hanno letto questo numero 100, che di commemorativo non ha nulla, se non quell'inno alla donna che Mignacco è riuscito a comunicare. La Bonelli, purtroppo, ha perso un'occasione splendida per ridare lustro alla collana, che sembra sempre più abbandonata a se stessa.



DISEGNI
Francesca Palomba    

La Palomba realizza un albo che, pur non essendo perfetto nel tratto, ha l'indubbio fascino di essere a colori. Come da tradizione in casa Bonelli, il n.100 può sfoggiare un'ottima colorazione, realizzata dalla stessa Palomba sulle tavole precedentemente disegnate in bianco e nero.

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In bianco e nero...
di Palomba (c) 2004 SBE

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(cliccare 72k)

...e a colori
di Palomba (c) 2004 SBE

Il lavoro non è esente da difetti: a volte i personaggi sono anatomicamente sproporzionati, oppure assumono espressioni poco adatte alla situazione in questione, però nel complesso l'opera è davvero ben riuscita perchè sfrutta quasi al massimo le possibilità date dalla colorazione: le pagine senza dubbio meglio riuscite sono che ritraggono Marte e il suo rosso vivo, come possiamo vedere nell'immagine qui sotto.

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Il monte Olympus
di Palomba (c) 2004 SBE

In generale, quindi, anche se l'albo non raggiunge la perfezione del n.100 di Nathan Never, rimane ugualmente un prodotto decisamente buono.



GLOBALE
 

Ottima la copertina di Atzori, che presenta una carrellata di tutti i nemici e gli amici che hanno accompagnato Legs e May in questi cento numeri.

Il voto globale risente della delusione data da questo numero fintamente celebrativo: per quanto la storia in sè sia molto buona, tuttavia ci si aspettava decisamente di più. Peccato, un'enorme occasione sprecata.

Vedere anche la scheda della storia.
 

 


 
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