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Un'ipotesi alternativa sull'epilogo di
"Faccia di Rame"

...ovvero: come fare per far uscire
Ken Parker di prigione
;-)
di Francesco Manetti

Con lo speciale n.4, "Faccia di rame", ha fine ancora una volta la vita editoriale di Ken Parker. Per convenzione, almeno nelle attese del lettore comune, la chiusura di una serie dovrebbe corrispondere con un epilogo significativo delle vicende del personaggio protagonista, se non addirittura con la sua morte. Tanto per restare in casa Bonelli, la chiusura della serie "Il piccolo Ranger" coincise, ad esempio, con la decisione di Kit Teller di abbandonare l'esercito, così come l'ultimo albo de "Il comandante Mark" coincise con la conclusione (alla buon'ora ;-) della guerra di indipendenza americana.

Niente di paragonabile avviene, almeno apparentemente, in quest'ultimo albo di Ken. "Faccia di rame", infatti, si presenta come uno dei racconti retrospettivi che Ken ha iniziato a scrivere per conto dell'editore newyorchese Ned Buntline (cfr."Il grande spettacolo", c3b), ovvero come un'avventura da situare necessariamente prima del suo arresto. Quel lettore che si chiedesse qual è l'ultima avventura di Ken non potrebbe dunque che essere rinviato alla (ri)lettura de "I condannati" (sp1), dato che anche "Ai tempi del Pony Express" (sp2) racconta una storia retrospettiva e che ne "Le avventure di Teddy Parker" (sp3) Ken non compare neppure (fatta eccezione per un flashback). La serrata continuity della serie si concluderebbe, in altre parole, con un Ken rassegnato a scontare la propria pena nel carcere di Fort Lauderdale, in mezzo alle paludi della Florida (cfr., per quanto riguarda la rassegnazione di Ken dinanzi al proprio destino, la sua conversazione con Hamilton alle pag.136-137 del primo speciale). Una conclusione amara, e a dire il vero anche abbastanza deprimente, ma che siamo costretti ad accettare, benché sia ovvio che Berardi, facendo muovere Teddy e Lita verso la Florida, avesse senz'altro in mente chissà quali altri sviluppi...

Poiché la speranza è l'ultima a morire, si sono comunque create delle voci di corridoio secondo le quali sarebbe attualmente in lavorazione (o sarebbe comunque in fase di progettazione) un albo effettivamente conclusivo della serie. A mio parere, si tratta di una speranza del tutto vana. A prescindere da quel che potrà avvenire in un futuro più o meno lontano, per il momento Milazzo è infatti impegnato nella realizzazione di un Texone (vedi l'anteprima di due sue tavole), lavoro che lo terrà senz'altro occupato a lungo, mentre Berardi è a sua volta impegnato nella stesura delle sceneggiature di Julia, il suo nuovo personaggio che dovrebbe "debuttare" entro pochi mesi.

E' possibile, però, che Berardi, ormai consapevole dell'imminente chiusura della testata, non abbia saputo far altro che propinarci una storia come tante altre? E' possibilissimo, e personalmente non me ne stupirei più di tanto, visto anche con quale storia interlocutoria ("Un alito di ghiaccio", n.61b) Berardi interruppe, nel gennaio del 1988, la saga di Ken Parker... Eppure, al tempo stesso, perché non supporre che Berardi abbia comunque trasformato almeno in parte la sceneggiatura di "Faccia di rame" in modo da poter offrire ai suoi lettori, in un certo qual modo, un appiglio che consenta loro di immaginare una conclusione alternativa alle vicende di Ken?

Leggendo "Faccia di rame" sono rimasto colpito dalla datazione della storia. Essa ha inizio nell'estate del 1878 (pag.15), quando Ken, lavorando come guida per due strambi ingegneri, incontra per la prima volta Ishi. "Tre o quattro anni più tardi" (pag.35) Ken si trova a passare da Oroville proprio nel momento in cui Ishi subisce un tentativo di linciaggio da parte degli abitanti del paese. Entrambi rimangono a Oroville, ospiti di Duke Shaw, "per più di un anno" (pag.190), dopodiché Ishi si trasferisce con Joan e Claude a San Francisco, dove muore di tubercolosi a circa cinque anni di distanza (pag.193) dal suo arrivo a Oroville. "Molto tempo" dopo (molto tempo dopo, ribadisco) Ken, passando per San Francisco, rende omaggio alla tomba del suo amico (pag.194).

Dalla prima alla penultima tavola dell'albo trascorrono dunque non meno di otto anni, il che significa che Ken si trova dinanzi alla tomba di Ishi in un anno sicuramente successivo al 1886. Ora, qualunque lettore della serie può facilmente constatare, in base a tutta una serie di indicazioni disseminate in molti albi, che Ken viene arrestato da Bruce Lusky (cfr."L'arresto", c6b) nel corso del 1882 o, al massimo, nei primi mesi del 1883. Ne consegue che la datazione della storia narrata da Ken in "Faccia di rame" entra in palese contrasto con la cronologia di tutti gli albi precedenti: Ken si ritrova a Oroville, in California!, negli anni in cui dovrebbe trovarsi in Canada, braccato dalla legge, o peggio ancora in prigione. Ma ne consegue anche, per quanto ciò possa apparire assurdo, che il Ken dell'ultima tavola di "Faccia di rame" è il Ken più "vecchio" che ci sia dato di conoscere e che Berardi, con quest'ultimo albo della serie, ci viene di fatto a regalare l'immagine di un Ken "libero", di un Ken uscito chissà come di prigione, di un Ken che, alla fine degli anni '80, continua a vagabondare e a vivere nuove avventure (che Berardi non ci racconterà probabilmente mai).

Io non credo, quindi, che a "Faccia di rame" farà seguito un episodio nel quale Teddy e Lita raggiungeranno Ken e nel quale Ken evaderà o morirà o accadrà chissà cos'altro. Tutto è possibile, ovviamente, anche che Berardi stia effettivamente già fantasticando questa nuova storia o che, magari fra vent'anni, egli possa decidere di riprendere in mano il suo personaggio per condurlo a chissà quale destino... Per quel che mi riguarda, io osservo l'ultima tavola dello speciale e trovo che essa, coerentemente con una lettura "poetica" della serie, è un commiato stupendo fra Berardi e Milazzo (e Ken) e i kenparkeriani più affezionati... Io interpreto quella tavola, con un Ken costretto a fermarsi a San Francisco appena il tempo di "salutare" Ishi per poi rimettersi subito on the road, come un epilogo, come un bellissimo epilogo, a tutta la serie di Ken...

Sì, lo so. E' decisamente improbabile che tutto quel che credo di vedere in questo albo sia il frutto di una precisa strategia da parte di Berardi. E' molto più probabile, invece, che Berardi, ormai stanco del proprio personaggio, non si sia neppure reso conto delle incongruenze di datazione fra "Faccia di rame" e gli altri numeri di Ken, o non se ne sia affatto curato. Potrei rispondervi, memore dei miei studi letterari, che ogni testo può essere interpretato a prescindere dalle intenzioni originarie dell'autore. Ma sarò più onesto e vi confesserò che io, in realtà, ho "forzato" il testo a mio piacimento per poter continuare a lasciar vivere, da buon kenparkeriano, una delle mie illusioni preferite...

Comunque sia, so long, Ken...

(12k)
retro dello Speciale 4
di I.Milazzo (c)1998 SBE

 
 


 
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