RecensioneNote

Mappa del SitoNovitàIndice

Ken Parker  collezione n.7
" L'epilogo di orso nero "
(1k)
( 6 , 7 , 6 ) 2 + 3
87% equiv.
7/7


Le vite parallele del prigioniero Ken Parker e del capo sioux Orso Nero. Ken è scortato dallo sceriffo Lusky verso la città di Stream Bulch. I due si uniscono a uno squadrone di cavalleria che a sua volta sta scortando il ribelle Orso Nero verso un'impiccagione sicura. Attorno, il sangue e la crudeltà di una rivolta indiana che seguono al sangue e alla crudeltà dell'uomo bianco. Con una sola drammatica certezza: che sia per Ken sia per Orso Nero sembra essere assai vicina la fine della pista...

E la notte scese su Lungo Fucile
recensione di Andrea Bigi
Ken Parker



Soggetto
(1k)
6/7
Giancarlo Berardi Quando leggemmo per la prima volta questa storia, sulle pagine di KP Magazine, provammo la netta sensazione del capolavoro. Perché possedeva il fascino che solo poche avventure, oltre alle più grandi di Ken Parker, riescono a possedere veramente, quell'istinto indecifrabile a rimanere negli occhi oltre l'ultima tavola, e continuare a produrre emozioni. Ora, rileggendo la storia nel classico formato bonelliano, il fascino è rimasto immutato, ma è stato come se la tristezza un po' fatalista che domina la vicenda ci avesse tramortito. Così, stavolta, il silenzio nero della tavola finale, in cui il grande sonno della morte sembra scrivere la parola fine sulla cavalcata di Lungo Fucile (ma nella saga non è la prima volta che succede, basta vedere l'ultima tavola di "Omicidio a Washington") non ci ha affatto sorpreso. Anzi, ci è sembrato semplicemente la logica conclusione del racconto, uno dei più duri e dei più disperati del Berardi in versione Magazine.

L'epilogo di Orso Nero è innanzitutto l'ennesima grande storia sugli indiani, in cui Ken è ancora una volta un comprimario, costretto a provare sulla propria pelle l'orrore della guerra. Così, l'incontro fra Lungo Fucile e il capo sioux permette agli autori (oltre a Berardi c'è il sempre valido Mantero) di toccare temi divenuti ormai un classico nella saga parkeriana in storie di questo tipo: quindi l'intolleranza dei soldati blu, il razzismo dell'uomo bianco nei confronti delle culture diverse, che non fa che esaltare la generosità di Ken, la rappresentazione cruda ed estremamente realistica degli eventi (ad es. donne e bambini uccisi senza pietà) e soprattutto la grande lezione che il male non è mai tutto da una parte sola. Insomma, dei temi che, malgrado la mancanza di novità, Berardi riesce ogni volta a riproporre con un sapore così genuino che è assolutamente impossibile non dirgli di sì.

Sceneggiatura
(1k)
7/7
Giancarlo Berardi,
Maurizio Mantero
Ci risiamo col capolavoro. E in questo caso non c'è spazio per nessun tipo di ripensamento. Cosa dire della bravura di Berardi che non sia stato già detto? E sinceramente, ma perché Berardi non scrive un film? Secondo noi sarebbe ora (siamo sicuri che sfonderebbe, guadagnerebbe un sacco di soldi e così potrebbe permettersi di far diventare Ken un settimanale!). Scherzi a parte, il pregio maggiore di questa storia è proprio il ritmo impressionante della sceneggiatura, più che mai cinematografica e divenuta ormai lo standard abituale di Berardi.

La naturalezza con cui i chiaroscuri dei flash-back si intrecciano alla vicenda è semplicemente esemplare, e riesce a tenere sempre molto alto l'interesse del lettore. Ottima poi, ma anche in questo caso non è certo una novità, la caratterizzazione dei personaggi (cosa non facile in una storia prevalentemente d'azione), con la costante del rapporto stima/disprezzo fra il prigioniero "buono" Ken e il giustiziere "cattivo" Lusky (che comunque la malizia di Berardi provvede a rendere simpatico), e di amore/odio fra la fierezza nichilista di Orso Nero e la scelta coraggiosa di sua nuora Occhio d'anitra.

Disegni
(1k)
6/7
Ivo Milazzo
Collaborazione di:
M.Bertolotti
P.Frisenda
L.Zuccheri
I disegni di Milazzo, si sa, sono una sicurezza. Azzeccata la scelta (o la necessità?) di ricorrere alle collaborazioni per raccontare al meglio una vicenda complessa come questa, ricca di flash-back e di impegantive sequenze "pirotecniche" (anche notturne). In ogni caso, la sensazione è che il futuro grafico di Ken Parker sia in buone mani.

Copertina
(1k)
2/3
Ivo Milazzo Quello delle copertine è forse l'unico aspetto che ha risentito del passaggio di formato al consueto standard bonelliano. Anche per un problema di scelta: nel Magazine, visto che la storia era divisa in tre parti, c'erano ovviamente anche tre copertine. Personalmente, questa non mi entusiasma. Forse sarebbe stata più indicata quella della terza parte del Magazine (che rappresenta il momento culminante della storia).

Overall
(1k)
3/3
Forse la migliore storia di Ken finora ripubblicata dal Magazine, con in più la possibilità di poterla gustare tutta d'un fiato. Rimane il segno di un pessimismo che appare sempre più irreversibile con il procedere della saga di Lungo Fucile e della carriera artistica di Berardi, ma che, oltre la sensazione di amarezza (o forse, chissà, proprio grazie a questa), riesce solo a renderci più appassionati.



Partecipate! Esprimete il vostro voto su quest'albo utilizzando il form qui sotto. Inviateci anche commenti/osservazionisull'Albo o sulla Recensione, segnalazioni di errori di sceneggiatura o curiosità, utilizzando la pagina del Fatecelo sapere!. Siamo sempre pronti a raccogliere le vostre osservazioni anche per storie uscite da molto tempo. I vostri commenti appariranno nella stessa pagina della recensione.
Soggetto

 
Sceneggiatura

 
Disegni

 
1/7 Adesso Basta! - 2/7 Mediocre - 3/7 Sufficiente - 4/7 Discreto - 5/7 Buono - 6/7 Ottimo - 7/7 Capolavoro! ( note sul Metodo di Valutazione )

(c) 1997 uBC all right reserved worldwide creation date [ 14.03 1997 v1.0 ]