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  Umana avventura
Codice: [72] 88pp
Rating:
scheda di Francesco Manetti

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Giancarlo Berardi
    Disegni/Copertina:
    Giuseppe Barbati, Massimo Bertolotti, Pasquale Frisenda, Ivo Milazzo / Ivo Milazzo
    collaborazione ai disegni: Laura Zuccheri

    MAGAZINE
    n.14 "Umana avventura I" - 42pp - 93.11
    n.15 "Umana avventura II" - 46pp - 94.01
    (6k) (6k)

    COLLEZIONE
    n.6 "Umana avventura / L'arresto" - 88pp - 97.02
    (5k)


In due parole. .

Ken, a corto di soldi, si ricorda della proposta fattagli da Ned Buntline, editore di dime novels (cfr."Il grande spettacolo", n.c3b). Una pila di fogli bianchi davanti a sé, il Webster's collegiate dictionary a fianco, Ken inizia dunque la propria carriera di scrittore, esordendo con una poetica quanto amara avventura ambientata fra i boschi del Manitoba.


Note e citazioni

  • Questo è il primo episodio nel quale Ken, in seguito all'incontro con Ned Buntline, inizia a farsi narratore delle proprie avventure. Ken era già stato narratore di se stesso, per un pubblico di bambini, in "C'era una volta" (n.27).
  • Il soggetto, come spiegato a pag.103 del Collezione, è ispirato ad un avvenimento realmente accaduto. Chi fosse interessato alla fonte storica del soggetto, può leggere le prime venti pagine de "Gli avventurieri" (Storia del West n.2, seconda edizione, agosto 1984), nel quale Gino D'Antonio racconta la disavventura capitata, nel 1808, al cacciatore di pellicce John Colter.
  • Il tema della caccia all'uomo (dell'uomo ridotto a "preda") è stato trattato, in maniera diversa, anche nel film "La pericolosa partita" ("The most dangerous game"), del 1932, di Ernest B. Schoedsack (uno dei due registi del "King Kong" del '33) e Irving Pichel, film dal quale Sergio Bonelli ha tratto ispirazione per la storia di Zagor "La preda umana" (ZG 29/30) e per la storia di Mister No "Belve umane" (MN 196/198). Il già citato Gino D'Antonio ha ripreso lo stesso spunto narrativo anche per la storia di Nick Raider "Mercanti di morte" (NR al94).
  • Ken, nel finale, si comporta come una specie di Rambo, affrontando da solo un gruppo di indiani che vengono sistematicamente uccisi con un colpo di fucile ciascuno. L'"inverosimiglianza" della scena può essere spiegata ricordandosi che Ken, nel narrare le proprie storie per un pubblico cittadino, sceglie, con tutta probabilità, di "romanzare" gli avvenimenti, se non addirittura di inventarli di sana pianta (cfr."Il grande spettacolo").
Incongruenze
  • Appare abbastanza ridicolo che una coppia di "affittacamere" rinunci alle proprie entrate (magari le uniche) solo per leggere un racconto. I dialoghi con questi vecchietti vengono però condotti con piacevole ironia, tale da far dimenticare l'espediente utilizzato. segnalazione di Marco Migliori


Personaggi

Ken Oakpeha inuit amico di Ken Archibald Leach [+] commerciante di pellicce Liam O'Dea [+] irlandese, cugino e collega di Leach agente della Hudson Bay Company [+] Tiskun [+] capo di una banda di indiani cree Thelma McNally proprietaria della pensione dove alloggia Ken McNally suo marito

Locations

Canada, Manitoba pensione dei McNally

Elementi

contatto con la natura caccia all'uomo Wetterli-Vitali, fucile a ripetizione
 

 


 
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