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Incubi, ancora incubi, ormai una vera e propria costante della serie. Ma questa volta il sonno tormentato di Julia cede la scena a quello di Virginia, moderna Lady Macbeth, ossessionata dallo spettro di un passato che sembra non volerla abbandonare...
All'inferno e ritorno
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Affollatissimo il tamburino dei credits dell'albo: l'esordio ai testi della serie di Claudia Salvatori, già autrice di alcuni romanzi gialli pubblicati nella famosa collana periodica della Mondadori e con al suo attivo in campo bonelliano alcune sceneggiature di Nick Raider, avviene in stretta collaborazione sia con Berardi che con Maurizio Mantero che assieme a lei firmano la sceneggiatura di questo numero. E l'arrivo della Salvatori coincide con un, probabilmente non casuale, approfondimento dell'intreccio giallo rispetto agli albi fin qui pubblicati: messa per questo numero da parte la vicenda privata di Julia, tutta la prima parte della storia viene infatti utilizzata per costruire un enigma di discreta complessità, che basa gran parte del suo fascino sul crescendo emotivo dello stato d'animo della protagonista, arricchito anche da inedite suggestioni soprannaturali. Peccato quindi che gran parte di questo fascino venga stemperato dalla razionale e insolitamente verbosa spiegazione finale, che male si amalgama con il resto della narrazione, mantenuta su ben altri ritmi. A bilanciare il racconto provvede tuttavia l'ultima tavola, con un epilogo che ci riporta, in maniera non banale, alla realtà angosciosa di Virginia. Di poco oltre la sufficenza i disegni di Giancarlo Caracuzzo, malgrado il contributo agli stessi di Laura Zuccheri. Questa sua seconda prova conferma una onesta capacità narrativa che tuttavia risulta penalizzata da uno stile troppo discontinuo e affrettato.
Per altre citazioni, note e incongruenze vedi la scheda della storia.
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