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Chi è la "dolce bambina triste"? Mah! Magari stava leggendo questo albo di Julia :-)
Una amara lettura
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Un soggetto troppo semplice per riempire le 126 pagine. La differenza tra le 94 e le 126 pagine, dovrebbe essere dedicata secondo la filosofia della serie, al personaggio. Ai suoi pensieri, alle sue piccole manie, ai suoi sogni. La sceneggiatura ne risulta così molto diluita, senza per contro intrattenerci con spaccati di vita quotidiana di Julia convincenti. Il ritmo lento e pacato, ci permette da un lato di apprezzare la scansione delle vignette: uno sguardo qua, un ballo là, e le parole non servono. Dall'altro lato, rileggere questa storia (non brutta in se) per recensirla, ha richiesto forza di volontà e qualche sbadiglio. Dei tre autori all'opera, è proprio Antinori quello a uscir meglio dalla lettura. Un pò perchè il suo tratto associato a tanti Nick Raider ci sembra adatto a questa storia. Un pò perchè si comporta benino nelle espressioni e nelle ambientazioni. Un pò perchè (almeno sembra) qualche disegnatore gli ha dato una mano (anche qualcosa di più) nei primi piani di Julia. Un albo perfetto per evidenziare i difetti della serie. Finora i soggetti non hanno mai entusiasmato da un punto di vista "giallo", ma erano comunque almeno discreti. Quando invece ci si trova davanti ad un soggetto poco interessante e piatto come questo, solo la sceneggiatura può salvare la storia. E se anche la sceneggiatura arranca, allora si vede come avere dei personaggi molto più interessanti di un Nick Raider (per fare un confronto facile), nonchè un ambiente decisamente più realistico non aiuti. Anche nei Nick Raider più mediocri in genere ci salva il ritmo. Qui il ritmo per definizione è assente nel punto di forza: la vita del personaggio che occupa buona parte degli albi. E allora non basta un finale di redenzione per salvare 126 pagine di fumetto.
Poco per un lettore che guarda al "giallo". |
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