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Sog. e Sce.
Federico Memola
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Storia di pura azione con continui cambi di scena. Jonathan e Myriam si ritrovano a dovere fuggire da una banda di misteriosi mercenari interessati a mettere le mani sulla ragazza, ma soprattutto sulle sue ali.
Tutta l'avventura è giocata sull'erroneità dell'apparenza: i brutti sono i buoni, i belli sono solo marionette mentre i veri cattivi sono gli uomini, sia che siano mercenari sia che siano grandi scienziati. Jasmine viene stranamente lasciata da parte mentre l'azione si incentra tutta su Jonathan e Myriam; e il rapporto personale fra questi due continua ulteriormente ad approfondirsi, ma l'investigatore mantiene ancora sollevato il suo muro di ironia cinica.
La storia è narrata con ritmo serrato e con una certa attenzione alla varietà della resa grafica, con vignette di varie dimensione e disposizione, da quella a tutta pagina al quadratino con un singolo primo piano. Peccato che in tutta questa azione i nemici si rivelino praticamente inconsistenti, mai troppo pericolosi per l'organizzatissimo Jonathan. Perfino penetrare nel laboratorio e arrivare alla cella di Myriam non comporta una grossa sudata al nostro eroe. E peccato anche che non ci venga mostrato il combattimento fra gli angeli e gli "scarti di laboratorio": dopo una breve sequenza di faccia a fiaccia verbale si viene subito proiettati nella scena con Kevin di fronte al professore, senza un minimo accenno alla battaglia appena consumata. Nel finale la morale dell'albo: la scienza applicata ciecamente sull'uomo, senza tenere conto della sua anima e dei suoi sentimenti, si trasforma in un terribile e spietato crimine.
  

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Dis.
Stefano Martino
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I disegni sono di qualità altalenante, accanto a grandi vignette a tutta pagina di forte impatto, ci sono vignette nelle quali i personaggi hanno gli occhi asimmetrici o leggermente strabici. Buona la resa di Jonathan e molto divertenti alcune espressioni di Myriam. Commento negativo invece per Jasmine, che nel finale sembra proprio "trascurata". I capelli sono dritti e appuntiti come spaghetti, e addirittura il taglio degli occhi cambia. Per contro sono ottime le vignette a tutta pagina e le scene di pura azione, disegnate con perizia e sicurezza. Un po' troppo pesanti i retini nelle scene notturne.
  
Una storia onesta, ricca d'azione e con anche un pizzico di sentimentalismo (che ogni tanto non guasta).
Buona la copertina del n.9, mentre quella del n.10 appare statica, e inoltre presenta in primo piano un personaggio che in realtà è una mezza tacca.
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