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" L'uomo nel mirino"


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recensione di Giovanni Gentili



TESTI
Sog. e Sce. Federico Memola    

Federico Memola ha più volte espresso come il personaggio di Jonathan Steele sia stato pensato per un target giovane, sotto i 18-20 anni. Quindi un tentativo per recuperare un target che non sarebbe attualmente coperto dalle testate bonelliane e che quindi si rivolge ai manga o addirittura non legge fumetti.

L'invecchiamento del pubblico bonelliano (e in generale di tutti i fumetti) è un dato di fatto già evidenziato anche dall nostro grande sondaggio del 98 (vedi uBC Poll '98).

Ma può JS riuscire a penetrare il segmento dei lettori giovani? Ci sono due aspetti da valutare, uno di marketing e uno di contenuti.

Come dovrebbe conoscere Jonathan il pubblico a cui si rivolge? Se non legge fumetti bonelli o se legge fumetti giapponesi, non essendoci stata alcun tipo di campagna promozionale non verrà mai a sapere della testata. I lettori bonelliani, potenziali padri/fratelli maggiori del lettore tipo di Jonathan, non trovandolo interessante difficilmente si troveranno a promuoverlo verso i figli/fratelli minori.

Perchè "non interessante"? dobbiamo passare a parlare di contenuti. L'analisi che segue tende a dimostrare il basso appeal di Jonathan Steele verso il tradizionale lettore bonelliano ma anche verso il suo giovane target teorico:

1) Le storie di Jonathan hanno una trama molto semplice e seguono, già al quinto numero, una sorta di schema: Jonathan arriva chiamato dal cliente, fa la sua entrata alla 007, le ragazze si mettono nei guai, il libretto magico risolve (altro che il manuale delle Giovani Marmotte!). Le storie non sono brutte e non contengono buchi di sceneggiatura, ma non hanno mordente. Non è vero che i ragazzi vogliono leggere storie semplici e lineari ed inoltre non andrebbe dimenticato un doppio piano di lettura perchè le migliori storie "per bambini" sono letture straordinarie anche per "i grandi".

2) I personaggi sono piatti: Jonathan è (fin'ora) un pesce lesso e viene da chiedersi come sia sopravvissuto in passato senza le due ragazze ad aiutarlo. Jonathan è anagraficamente lontano dal suo target teorico: Jonathan è un'avventuriero ventitreenne dal torbido (se pur breve) passato. Va in giro per il mondo da un paese all'altro volando con la sua auto. Quindi non è un adolescente che va a scuola o almeno all'università. Non ha nemmeno problemi con il padre o la ragazza. Niente processo di immedesimazione.

"lo sceneggiatore uscirà
dalla situazione nel
modo più semplice (..)"
   

3) Le situazioni più intricate sono risolte sempre tramite il libretto di magie di Jasmine, un deux ex machina in grado di uccidere qualsiasi pathos: state pur certi che per quanto difficile sia la situazione, lo sceneggiatore uscirà nel modo più semplice: basta che Jasmine trovi in tempo la pagina giusta del suo libretto (sarebbe anche ora che Jasmine se lo studiasse a memoria il libretto invece di sfogliare affannosamente le pagine sotto la minaccia del mostro di turno). Se l'avventura è fatta di inseguimenti e sparatorie, almeno ci vorrebbe un super-cattivo (come succede ad esempio prorio in 007 che JS tanto ricorda) e invece i cattivi sono anonimi (ma dei personaggi abbiamo parlato sopra). Chi ha pazienza può sperare nel futuro di miss Kristatos.

(cliccare 60k)
tavola d'apertura con la bella miss Kristatos
disegno di Rossi (c) 1999 SBE

4) Per quanto sia strano il mondo in cui si muove, in Jonathan Steele non è stato "creato un mondo" con le sue regole e la sua congruenza. Le creature possono tutto alla bisogna, la magia è ovunque e quindi proprio per questo normalizzata, il lettore è tranquillizato e non trova più niente strano o interessante.

5) Jonathan manca di ritmo. La sottotrama delle dee lunari dovrebbe andare avanti fino al 2001! Crediamo che un personaggio all'avvio della sua serie dovrebbe dare ai lettori qualcosa di ben tangibile e in breve tempo. I lettori del terzo millennio saranno così pazienti? (chi scrive no). Fortunatamente in futuro le storie saranno almeno divise in albi e non "a cavallo", sfortunata scelta iniziale.

Vediamo che tutte le mancanze sopra esposte per Jonathan sono invece elementi di forza presenti in Harry Potter. Lungi da noi il voler affermare che esistono delle regole per il successo di un opera letteraria, però ci sono degli elementi che non si possono trascurare.

"Chi è Harry Potter?"
   
Chi è Harry Potter? è il fenomeno attuale dell'editoria per ragazzi: 30 milioni di libri venduti in tutti il mondo con i tre romanzi della scrittrice inglese Rowling (editi in Italia da Salani).

Harry Potter è un ragazzo undicenne (nel primo libro) che scopre di essere un mago e inizia a seguire le lezioni di magia alla scuola di Hogwarts, in un mondo magico a "due passi" da Londra. L'autrice sta sfornando un libro all'anno (sette libri programmati), e anche Harry cresce parallelamente proponendo un interessante sviluppo psicologico delle tematiche adolescenziali. Non per niente è un successo anche per gli adulti e inizia ad essere affiancato a classici quali "Il mago di Oz" e "Alice nel paese delle meraviglie".

Lo stereotipo che piace maggiormente leggere agli under 18 è quello di altri ragazzi che si trovano ad affrontare grossi problemi e che assumono un controllo sul proprio destino, dimostrandosi adulti. Magari ragazzi che continuano a vivere anche la vita di tutti giorni a scuola e con gli amici, una vita simile a quella dei lettori che però si apre all'improvviso sull'avventura. Ad esempio Gea, il nuovo personaggio di Luca Enoch, segue anch'esso questo schema.

Il mercato dei libri per ragazzi è in continua espansione: l'aumento del mercato è stato del 7% nel 1998 dopo il boom del 1997 (+18%). Avete mai dato un occhiata a quanto è grande la sezione per ragazzi delle moderne librerie? fateci caso. La letteratura per ragazzi dimostra che uno degli alibi preferiti dagli autori di fumetti "il computer sta uccidendo il mercato del fumetto" non regge (ma di questo si è già parlato nello speciale videogiochi).

Tornando a Jonathan, i difetti sopra elencati si presentano in questo 4/5 come nelle storie precedenti, fornendoci una storia senza acuti, che scorre via senza lasciare alcun segno. Il soggetto di questo numero, come gli altri, è difficile da criticare perchè non ha ne alti ne bassi, non tira in ballo alcun argomento di spessore (ben altri fermenti, anche se magari non positivi, produce un soggetto di Brendon).

Eppure, chi scrive è un estimatore de "La stirpe di Elän" con cui Jonathan condivide diversi elementi (vedi articolo in proposito). Ma tra Elan e JS sembra esserci un abisso, come se Memola si stesse forzando a creare storie "per ragazzi" (rincorrendo un suo ipotetico quanto sbagliato modello) senza lasciar scorrere in modo naturale la sua linfa narrativa.



DISEGNI
Rossano Rossi    

(20k)
Jonathan, disegno di Rossi
(c)1999 SBE
   
Bravissimo Rossano Rossi al suo debutto su Jonathan Steele. L'autore faceva già parte dello staff di Zona X di cui ricordiamo per Elan "I due volti dell'incubo" (ZX26B) e per la Magic Patrol "La minaccia verde" (ZX36B).

Rossi migliora ancora il suo tratto e ci offre una linea pulita, ricchezza di particolari, personaggi molto espressivi. E, se confrontata alle prove precedenti, una resa veramente costante per tutto l'albo.

Jonathan Steele è caratterizzato in maniera egregia (vedi ad esempio il disegno qui a fianco): forse il Jonathan più bello visto fin ora. Anche i personaggi di contorno prendono vita: bellissime Jasmine e Myriam, miss Kristatos (grande la tavola d'apertura del n.4), il dittatore Khadem (guardate a pag.71 del n.4).

Da ricordare anche lo spirito dell'ombra delle pag.77/81 del n.4, sequenza da segnalare anche per la sua dinamicità: Rossi pur il suo tratto estremamente realistico riesce a non imbalsamare le creature fantastiche. Il disegnatore si muove bene sia con la tecnologia (aerei ed elicotteri) che nel realizzare architetture esotiche (l'Egitto e il deserto) e occidentali (Vienna ad esempio).

Da segnalare, per chiudere, l'uso ottimo, ampiamente diffuso e non intrusivo dei retini elettronici che contribuiscono non poco al risultato finale.



GLOBALE
 

Vedere anche l'articolo La mutazione da Elän a Jonathan Steele.
 

 


 
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