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" Il Castello della Morte"


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E finalmente si fa sul serio, i personaggi cominciano a prendere quota e cominciamo a scoprire qualcosa di più su di loro e sui loro caratteri... in pratica la storia che doveva essere il numero uno di Jonathan Steele

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recensione di Gabriella Anzalone



TESTI
Sog. e Sce. Federico Memola    

E qui forse, inizia Jonathan Steele... Abbiamo tra le mani quello che, a quanto pare, avrebbe dovuto essere il numero uno della serie, poi slittato, (a quanto pare in casa Bonelli sono cose che capitano spesso...) e infatti, già l'universo di Jonathan comincia ad apparire più chiaro.

La prima cosa che si nota sono i dialoghi, molto più attenti alle varie psicologie dei personaggi rispetto a quello visto nei numeri precedenti, ma soprattutto si nota lo stile di Federico Memola già emerso nelle miniserie dell'ormai defunta ZonaX...

Ovvero, attenzione alle tematiche dei personaggi, ai loro caratteri al di là di come semplicemente appaiano nell'albo, con una introspezione a volte profonda. Certo il personaggio principale, Jonathan, appare ancora avvolto in una nebbia fitta, come tutto il suo passato, ma varie cose si stanno venendo ad intuire, rendendo assai più interessante la lettura.

In questa storia facciamo anche la conoscenza di un'altra co-protagonista della serie, Myriam Leclair, aspirante fotografa, probabilmente il personaggio più "normale" dei tre a prima vista, ma che porta in sè un "dono" che fino a questo momento nessuno, lei compresa, aveva notato...

Altro punto da notare è che sta venendo fuori un'altra caratteristica di Memola, ovvero quella, già presente in ZonaX, di scrivere per lo più avventure "corali" e non con un unico e solo protagonista. Qui Jasmine e Myriam, non sono semplicemente spalle del protagonista, ma co-protagoniste, che lavorano e aiutano "l'eroe" alla buona riuscita dell'impresa.

La stessa strana trasformazione avvenuta in Myriam durante l'azione, lascia presagire che il suo ruolo nei futuri albi sarà altro che marginale. Ecco quindi che Jonathan, uomo d'azione viene affiancato in tutto e per tutto da due donne più magiche, elemento a quanto pare essenziale nel loro mondo.

Ma veniamo alla trama dell'albo, dove appaiono subito scampoli di un passato non troppo lontano, quando Myriam e Jonathan si conobbero in circostanze poco felici e di certo poco chiare... quello stesso giorno avviene qualcosa che fa tornare la magia sulla terra..

Anni dopo Myriam ritrova Jonathan per puro caso, intento a lavorare, insieme alla bella Jasmine, alla protezione da un possibile attentato del Ministro della Difesa Charles Douvier.

Subito traspare un certo astio tra le due donne, appare chiaro che si conoscono già ma non ci è dato di sapere come e quando... Al precipitare delle cose però sarà Myriam a dare una bella mano ai due "colleghi" e a contribuire alla felice risoluzione del caso, entrando di fatto (e di prepotenza) in quello che si poteva definire una società di affari tra Jonathan e Jasmine .

La parte di azione e di avventura è quasi marginale rispetto a quella di "presentazione" e di approfondimento dei personaggi, ma ben si adatta allo svolgimento delle cose. L'azione è coinvolgente e l'albo si lascia leggere in modo scorrevole fino alla fine, lasciano sicuramente nel lettore la curiosità di possibili sviluppi di un terzetto così stranamente assortito...



DISEGNI
Teresa Marzia e Giacomo Pueroni   

(30k)
Myriam e Jonathan, disegno di Marzìa e Pueroni
(c)1999 SBE
   
Dalla realizzatrice grafica dei personaggi ci si doveva aspettare una bella prova, e infatti così è stato. Certo il tratto un po' manga farà storcere il naso a qualcuno, ma i disegni della Marzia non si possono certo definire tali al 100%.

Sono le piccole espressioni, certe smorfie dei personaggi che ricordano gli autori nipponici, ma è un tratto che non infastidisce troppo il lettore classico bonelliano.

Bisogna dire che, a dispetto del doppio nome in copertina, sono pochi i passaggi di stile che si notano tra i due disegnatori, tranne che per alcuni volti che a momenti discostano tra loro un po' troppo, ma senza dubbio lo stile che emerge è quello della Marzìa.

Dettagliatissime le tavole, praticamente senza retini, realizzate con una dovizia di particolari estrema, dalla prima all'ultima, tanto che a momenti dispiace di vederle in formato così piccolo. Ben caratterizzato Jonathan, con un viso e una personalità che appaiono certo più decisi.

Chi delude un po' è invece Myriam, che oscilla tra un viso tipico da manga, con occhioni giganti e viso tondo e uno più classico con occhi più tagliati ed una maggiore espressività. Ben realizzata è invece Jasmine, che dimostra di avere già un bel carattere.



GLOBALE
 

Volevamo un'albo che ci spiegasse qualcosa in più? Beh, non lamentiamoci allora, perchè qualcosa l'abbiamo avuta... alcune trame si chiariscono e nuovi spunti stanno nascendo, creando un po' alla volta un universo che varrà la pena di essere esplorato.

Gradevole la copertina di Olivares, la prima con Jonathan e le sue due compagne. Bella anche la scelta dei colori; classico è ormai invece, Jonathan con la pistola in pugno che digrigna i denti al cattivo di turno.

 

 


 
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