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A volte l'abilità non basta. Ci vuole anche fortuna... E in questo videogame da 180 pagine, Jonathan Steele, arrivato con fatica all'ultimo livello, di fortuna ne ha veramente poca...
Game over!
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La parola saga, nelle aspettative del lettore, è indissolubilmente legata a tre elementi: l'azione, la spiegazione e il cambiamento. Quando in una serie ci si appresta a ideare una saga, ovvero, tecnicamente parlando, una serie di episodi strettamente correlati tra di loro, l'autore deve prima di tutto calcolare bene il dosaggio di questi tre essenziali elementi. La mancanza, o anche solo la scarsità, di uno di questi provocherebbe una mancanza di equilibrio nella costruzione che andrebbe di pari passo con lo scontento dei lettori. L'assenza della componente spiegazione porterebbe ad esempio ad una insoddisfazione crescente nei confronti della serie, che verrebbe accusata di mettere molta carne al fuoco, generando tuttavia più fumo che arrosto. E' un po' il caso, citando un celebre serial televisivo statunitense, di X-Files, dove da anni le rivelazioni sono centellinate nel tentativo ormai vano di mantenere vivo l'interesse nei confronti del plot. Ma, più frequentemente, ciò che veramente decide il successo di una saga è il coraggio di apportare, alla fine di essa, i giusti cambiamenti alla struttura principale della serie. Le riserve dei lettori nei confronti della celebre Saga Alfa, che nei proclami avrebbe dovuto sconvolgere il mondo di Nathan Never, sono proprio imputabili alla quasi totale mancanza di variazioni di rilievo nelle file dell'Agenzia Alfa (se si esclude la morte del capo Reiser, sostituito tuttavia da quello che caratterialmente e graficamente sembra essere un suo clone) e nell'universo narrativo di Nathan (Per un maggiore approfondimento, vedi anche la recensione del n.108 di Nathan Never). In questi primi due albi Memola si concentra prevalentemente sull'azione, rimandando le spiegazioni, attese oramai da due anni e mezzo, alle fasi successive della saga, che dovrebbe accompagnarci sino a dicembre. Dopo di chè, anno nuovo e, speriamo, anche Jonathan nuovo, con tanti sconvolgimenti che saranno poi il sale della nuova generazione di storie. Tanta azione si diceva, ma diretta con intelligenza. Memore della lezione degli ultimi kolossal hollywoodiani, Memola cala i personaggi in un'atmosfera catastrofica, drammaticizzata ulteriormente dall'uso frequente del commento mediatico (spesso assistiamo infatti ad immagini trasmesse in diretta dalla televisione, ascoltando i commenti dei giornalisti). Una tipica situazione disperata alla quale Jonathan, Myriam e Jasmine sono chiamati a partecipare in qualità di esperti di magia. Situazione che immancabilmente si rivelerà un trappolone, ordito dal perfido Thomas Rickman (che esce così definitivamente allo scoperto), interessato a provocare una reazione di rigetto alla magia e, nel contempo, a liberarsi della scomoda presenza di Myriam e di Jonathan (il cui corpo è abitato dall'entità conosciuta come Ran). Sebbene la serie di inseguimenti, sparatorie e blob mostruosi finisca presto per stancare, va riconosciuta all'autore una certa abilità nel tirare fuori Jonathan spettacolosamente dalle situazioni pericolose (si veda ad esempio il salto dalla finestra attaccato al tubo dell'idrante). Per il resto, è innegabile che i contenuti interessanti siano tutti concentrati nelle ultime 30 pagine. Che Jonathan tirasse le cuoia in fondo potevamo aspettacerlo, ma bisogna confessare che da pensarlo a vederlo ne passa, e seguire il profilo del corpo dell'eroe sotto il lenzuolo mortuario dell'ultima pagina fa davvero un certo effetto. Per la speciale occasione Memola ci regala due trovate di sceneggiatura interessanti: a pag. 92 una fitta serie di nove vignette accompagna gli ultimi pensieri di Jonathan, una soluzione che sembra voler dilatare gli ultimi attimi di vita dell'eroe prima della morte; a pag. 95, invece, lo schianto si consuma in una vignetta doppia onomatopeica (un secco TUMP!) che chiude le ultime concitate fasi di lotta. Tornano anche, in apparizioni più o meno brevi, alcuni comprimari che avevamo conosciuto nella lunga avventura africana. Mentre Atan e il drago del Sudan si limitano ad aprire e chiudere la storia con le loro considerazioni, l'agenzia Brummel si rivela importante anche nello svolgimento dell'azione. Le gemelle, in particolare, si confermano ben più abili e capaci della coppia Myriam e Jasmine nel fronteggiare la minaccia magica.
Vercelli non offre decisamente il meglio in quest'occasione, pur centrando perfettamente l'obiettivo nei momenti cruciali dell'azione. A tavole stupende come quella di pag. 92, dove spicca per intensità l'espressione di Jonathan nella vignetta centrale, si contrappone infatti una generale approsimazione nella resa dell'ambiente. Una mancanza grave nel contesto di una storia fatta di corridoi, stanze, scorci di città. Troppo spesso infatti la scenografia si rivela scarna e inadatta a fare da cornice alle pirotecniche evoluzioni dei protagonisti. Male anche la rappresentazione dei mostri, generalmente poco incisivi e originali. Alcune scene risultano poi di difficile lettura: su tutte quella in cui Jonathan combatte contro Aragoth (davvero complesso capire che Steele accechi l'avversario piantandogli un dito nell'occhio). Al contrario, molto bene la resa dei personaggi, sia sotto il profilo anatomico (sempre difficile in una storia molto "fisica" come questa) che sotto quello espressivo. Myriam e Jasmine sono praticamente perfette, mentre Jonathan è penalizzato talvolta da una gamma espressiva assai meno variegata. La copertina del n.30 è ancora più bella di quella del n.23! Il soggetto questa volta è il viso di Jonathan, riflesso in uno specchio il cui vetro è frantumato "a ragnatela". La cover si avvale inoltre di uno splendido nuovo metodo di colorazione, che esalta le tonalità intermedie e sfumate.
Si tratta di un bell'inizio per la saga, che si apre subito sotto il segno della imprevedibilità e dell'azione. Gli interrogativi principali restano ancora da sciogliere, ma la morte (apparente) di Jonathan li carica, se possibile, di un maggiore interesse. Attendiamo impazienti gli sviluppi!
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