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Come un fiore a primavera recensione di Riccardo Panichi Chiuso il capitolo del passato di Jonathan, si apre con questo malinconico racconto una sottotrama destinata a cambiare profondamente i sentimenti dei tre protagonisti. E a fare sbocciare l'amore tra Jonathan e Myriam... forse!
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Una piccolo racconto di grande significato. La storia, pur non godendo di uno spunto particolarmente originale (è chiarissimo sin dalle prime pagine che i tre amici sono vittime di un incantesimo), è tuttavia un ottimo espediente per introdurre la tematica sentimentale. L'idea di privare Jonathan e Myriam dei ricordi e di ricondurli così a comportamenti istintivi, permette a Memola di fondare su basi solide e psicologicamente coerenti tutto quanto verrà prossimamente. Buona la resa dell'atmosfera di sospensione che aleggia nella città tedesca. L'autore predilige vignette mute o scarne di dialoghi, riuscendo a trasmettere la claustrofobia e la disperazione di un'insensata lotta per la sopravvivenza. Molto meno efficace è invece l'incontro finale con la fata/strega che tiene in pugno le sorti del villaggio. Al di là del classico racconto di roghi medioevali, mi sembrano eccessivamente enfatizzati i dialoghi, così come sono un po' banali le motivazioni della vendetta.
Antonella Platano, guest star in prestito dall'imminente Gregory Hunter, ci offre una prestazione solo in parte positiva. Il punto forte dell'ex-disegnatrice di Legs è sicuramente l'interpretazione di Jonathan. Espressivo, plastico, vivo: il volto del protagonista sembra esaltare le doti della Platano, che ci regala quella che è forse la più bella caratterizzazione fisica del biondo detective dall'inizio della serie. Mediocre invece Myriam, i cui lineamenti sono eccessivamente idealizzati e ammorbiditi. In alcune vignette la rossa canadese sembra davvero una bambola. Dove però la Platano delude è nella definizione della città stregata. L'uso del retino è qui grossolano e limita fortemente gli effetti dei contrasti chiaroscurali. La disegnatrice non ha purtroppo colto con il suo segno la magica atmosfera di sospensione che i testi di Memola avevano in parte creato. Peccato dunque, perché una maggiore coesione di testo e disegno avrebbe giovato enormemente all'economia dell'intero racconto. L'evolversi della situazione sentimentale dei protagonisti è generalmente una sicura garanzia di interesse nello sviluppo di una serie. Se Memola saprà evitare il rischio di farne una telenovela, allora i prossimi numeri saranno sicuramente imperdibili.
Vedi anche la scheda della storia
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