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Pagine correlate:

  A un passo dall'inferno
Codice: [13] 94pp
Rating:
scheda di Riccardo Panichi

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Federico Memola
    Disegni/Copertina:
    Antonio Amodio, Giacomo Pueroni / Giancarlo Olivares
    Lettering:
    Cristina Bozzi

    SERIE REGOLARE
    n.19 "A un passo dall'inferno" - 94pp - 00.10
    (5k)


In due parole. .

Una telefonata annuncia a Jonathan il ritorno di Ripley e Delora, due figure che riaffiorano dal suo passato. E' l'occasione per gettare un po' di luce sulle oscure origini di Jonathan, che, nonostante qualche titubanza, decide finalmente di parlare di sè.


Note e citazioni

  • La difficile infanzia di Jonathan richiama alla memoria "Oliver Twist" di Charles Dickens.
  • Apprendiamo che Jonathan ha perso la verginità a 16 anni!
  • Torna in scena Max, il simpatico uomo-tigre che aveva fatto il suo esordio nel n.8.
  • Alla festa di pag.66 si riconoscono, tra i presenti, Dylan Dog e King Mob, uno dei protagonisti del fumetto The Invisibles. Dietro di lui si trova anche Adam Hughes, noto disegnatore. Segnalazione di Paolo Vanini
  • Riportiamo qui alcune osservazioni, a proposito delle tematiche centrali della storia, che Federico Memola ha postato sulla mailing list ayaaaak.

    La scena conclusiva è stata la prima che ho scritto, proprio perché sin dall'inizio volevo quel finale. Se Jonathan avesse veramente ucciso Ripley, la storia non avrebbe avuto senso, così come non lo avrebbe avuto nemmeno la sequenza anticipata nel n. 12:che senso avrebbe avuto mostrare al lettore lo stesso identico fatto per la seconda volta? E' ovvio che le cose dovevano andare in modo diverso, e la variante è data dalla presenza di Delora e dai suoi rapporti con Ripley. Pensiamo anche alle motivazioni psicologiche del protagonista, che è sempre l'aspetto che mi interessa di più in una storia, partendo proprio da Delora. Come espressamente dichiarato a pag. 95, malgrado tutto, Jonathan la ama ancora (nel finale, la frase non a caso è "l'amore che PROVO per te", non "che provavo"), e proprio per questo non potrebbe uccidere il padre di sua figlia, indipendentemente dal fatto che lei ami o meno Ripley (e direi che la risposta è no. Delora si è messa con Ripley -da nessuna parte si parla di matrimonio- perché si è ritrovata ragazza madre e sola, e aveva bisogno di aiuto). In secondo luogo, a pag. 86 Jonathan riconosce che, sebbene Ripley sia quella gran carogna che nessuno nega, probabilmente lui ha trovato comodo attribuire a lui tutte le responsabilità che invece ricadevano anche su di sé. Uccidere così Ripley, avrebbe significato rifiutare la propria responsabilità, chiudere il discorso nei termini in cui l'aveva condotto fino a quel momento, e di cui ora non è più così convinto. Terzo elemento: Jonathan, in realtà, ha già ucciso Ripley, e più precisamente nel n. 12. E' vero che non si trattava di una persona reale, ma questo Jonathan l'ha scoperto dopo; nel momento in cui premeva il grilletto, quello per lui era davvero Ripley. E quello, in fondo, è stato lo sfogo che aspettava da tanti anni. Intendiamoci, questo comportamento non fa di Jonathan un eroe: la situazione in cui si era venuto a trovare era senza via d'uscita, e infatti lui non ne esce vincitore (ma in questa storia non ci sono vincitori, questo mi pare evidente). La differenza fra lui, Delora e Ripley è che gli ultimi due si sono arresi (lo stesso Ripley, da carogna, ma "attivo" quale era, è divenuto un patetico relitto che tira a campare), mentre Jonathan non rinuncia a lottare. A questo proposito, un'ultima nota: nel finale, Jonathan avrebbe potuto prendere con sé Delora e la bambina, portandole via dallo squallore in cui vivono (gesto che probabilmente avrebbe fatto di lui l'"eroe" classico),o almeno lasciare loro del denaro per rifarsi una vita, ma non lo fa. Non starò io a dirvi il perché: come molte altre cose in questa storia, sta all'interpretazione di chi legge. Posso solo dirvi che il seguito del flashback interrotto con l'esplosione verrà raccontato fra breve, nel corso di un'altra lunga avventura che inizierà a Dicembre.

    Inoltre c'è un ultimo dettaglio che pare sfuggito a tutti (nulla di grave, s'intende, queste sono cose che può notare solo chi abbia voglia di mettersi lì e fare mille ragionamenti sulla storia): come (anche qui) afferma lo stesso Jonathan, questa è la prima volta che ha l'occasione di raccontare, e quindi di rievocare, il suo passato. Questo è molto importante, perché un conto è essere convinti di qualcosa, un altro è raccontarlo a terzi. Spiegare gli avvenimenti, in realtà, obbliga anche chi li sta raccontando a riesaminarli, e -spesso- a vederli quindi sotto un'altra luce. E' come quando sei bloccato per una storia e proprio non riesci a risolvere un problemi. Vai da tua moglie, o da un tuo amico, e cominci a raccontargliela per spiegargli dove stia il problema. Solo che, improvvisamente, quando arrivi al punto critico, ti rendi conto che stai già narrando anche la soluzione, che bastava mettersi e parlarne a qualcuno perché tutto fosse più chiaro, senza che il tuo interlocutore abbia aperto bocca. Quello del racconto è un passaggio fondamentale e necessario anche per Jonathan, è per questo che nella storia il suo passato non viene narrato come semplice flashback.

    L'età di Jonathan, al momento del suo primo rapporto sessuale, è di circa 16 anni, mentre Delora ha dieci anni abbondanti più di lui. La sceltadi questa differenza non è casuale, ma ha precise motivazioni, sia a livello narrativo che "filosofico" (almeno per quanto mi riguarda). Partiamo dalla storia e dal suo protagonista: l'età di Jonathan è fondamentale per giustificare molti suoi comportamenti, anche da adulto, primo fra tutti l'attaccamento del nostro a Delora. Jonathan vive la sua prima esperienza sessuale in un'età molto delicata, e l'avvenimento non può non lasciare dei segni. E' un po' lo stesso motivo per cui lui vive in modo piuttosto problematico i rapporti sentimentali, e soprattutto per il quale ha sempre preferito non sapere la verità su di lei e su quello che era accaduto la famosa notte (e che prima o poi verrà raccontato). A questo proposito posso anticipare che nel prossimo episodio ci sarà una scena (una gag, a dire il vero) apparentemente in contraddizione con il comportamento dei personaggi finora, ma in realtà molto coerente con il cambiamento della situazione fra loro (se qualcuno se ne renderà conto, ne riparleremo). A livello personale, invece, ho voluto creare questo rapporto perché nella nostra società c'è una certa tendenza a condannare moralmente il sesso al di sotto della maggiore età. Ora, premesso che sono favorevole a tutte le precauzioni possibili per evitare "spiacevoli conseguenze non desiderate", io ho sempre creduto che se la natura ci ha messo in grado di avere esperienze sessuali (nonché di procreare, non dimentichiamocelo) fin dai 13 anni circa, forse avremmo anche il diritto -non il dovere- di farlo (e di sapere in tempo tutto ciò che riguarda l'argomento). Poi la scelta è personale, nessuno deve sentirsi in obbligo. Così, almeno, la vedo io.

Incongruenze
La frase
  • "E adesso che lo sai, fallo! Uccidici! Spero solo che questo plachi una volta per tutte quella rabbia che ti porti dentro..."
    Delora, pag.94


Personaggi

Steele, Jonathan Leclair, Myriam Rashad, Jasmine Selene Dea Delora primo e mai dimenticato amore di Jonathan Ripley sfruttatore di bambini Estrella figlia di Ripley e Delora Max amico di Jonathan Escobar boss mafioso Ch'ang-O Dea

Locations

Città del Messico Nuovo Messico Parigi Pedra del sol locale dove si tiene la festa Limbo interdimensionale regno delle Dee

Elementi

passato di Jonathan Ripley relazioni sentimentali del giovane Jonathan ricatto omicidi a sangue freddo inganni
 

 


 
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