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L'isola. . . isolata! recensione di Roberto Giammatteo Un'isola fuori dal tempo, pirati olandesi, principi e principesse, scontro tra maghi, uomini serpenti. Non manca proprio niente a questa nuova avventura di Jonathan Steele.
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In quest'avventura Memola decide di lasciare da parte, per una volta, la stretta continuity "steeleana", realizzando una storia al di fuori dal tempo. L'ambientazione dell'episodio, per ammissione dello stesso autore, ricorda (e non certo vagamente) atmosfere salgariane. L'idea di base è originale: a causa di una cruenta battaglia tra due potenti maghi, l'isola di Mian Mir e i suoi abitanti rimangono sospesi in una sorta di limbo temporale da oltre quattrocento anni. Jonathan e le sue due amiche/colleghe, ignari turisti in crociera, si ritrovano catapultati sull'isola nel momento in cui la nave attraversa il tratto di mare dove un tempo sorgeva Mian Mir stessa, il tutto per colpa dei misteriosi poteri magici della procace Myriam. Com'è buona abitudine di Memola, l'autore non trascura nessun personaggio, facendoci conoscere al meglio i vari co-protagonisti della vicenda: dal pirata Van Helde alla principessa Azizun, dal principe Aruma al consigliere Dass, fino ad arrivare a Kaysall e Daral (l'uomo e la donna serpente).
Continua, inoltre, l'evoluzione del personaggio principe delle storie: Jonathan Steele. Già nella storie precedenti si era capito che il Jonathan che abbiamo conosciuto nei primi albi non sarebbe esistito più. L'uomo cinico e solitario sta lasciando il passo a una persona che ha sempre più bisogno degli altri; e anche egli stesso ne diventa sempre più cosciente. Allo stesso modo, non corrisponde però una ugual crescita dei due personaggi femminili di contorno. Concludendo, possiamo affermare, senza paura di essere smentiti, che Memola stia dando sempre più una sua impronta alle avventure di Jonathan Steeele. Le storie mescolano al meglio il classicismo Bonelliano (tipo la griglia delle tavole) e le influenze Manga, che contraddistinguono l'autore. Le varie gag si susseguono e si amalgamano al meglio all'interno della narrazione delle storie, alternandosi così all'avventura in senso classico.
Sedioli, alla seconda prova sulle pagine di Jonathan (vedi albi n. 10/11), ha fatto un piccolo passo indietro rispetto alla sua prima apparizione. Buona è la padronanza grafica raggiunta per i tre protagonisti, e non solo, visto che realizza al meglio anche gli altri protagonisti. Su tutti spiccano la principessa Azizun e il capitano Van Helde, e non sono da meno le figure dei due Naga; eppure, in alcuni casi, sembra che l'autore abbia delle difficoltà a rendere al meglio le proporzioni dei personaggi (vedi pag.45, vignetta 3). Un punto forte dei suoi disegni sono alcune vignette dalle atmosfere cupe (vedi ad esempio pag.98 dell'albo n.16), in cui realizza contrasti bianco e nero, senza un eccessivo uso dei retini. Questi ultimi, però, rappresentano un grosso neo dei disegni. Molte tavole sono infatti invase dai retini, che le appesantiscono molto. Per attribuire e giustificare il voto globale della storia, ho attribuito dei voti a ognuno dei seguenti punti, effettuando successivamente una somma algebrica che ha dato un totale di... +4.
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