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Quando gli Dei scendono in campo, il gioco si fa duro.
Partita a tre . . . Seth!
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E' quasi trascorso un anno dall'esordio in edicola di Jonathan Steele (30/03/1999) e in questi
ultimi mesi a decollare non è più solo la "steelmobile", ma tutta la serie del biondo detective
australiano.
Non mangano di certo i siparietti "made in japan", con scene di umorismo tipicamente manga e di pin-up con tanto di seno al vento (vedi la dolce Myriam). In questa storia, inoltre, viene finalmente superato il solito cliché utilizzato fino a oggi: Jonathan entra in scena per aiutare le ragazze che sono nei guai; al momento opportuno Jasmine caccia fuori il libro magico e Myriam risolve tutti definitivamente con la sua trasformazione. Il protagonista assoluto della storia è Jonathan! E' lui il deux ex machina. E' con la sue forze che si sottrae alla morsa assassina di Seth. Mostra il suo lato debole, infatuandosi della bellissima dottoressa Ziki, senza riuscire a dichiarasi. Addirittura ha paura di baciare la donna, perché ha paura di essere rifiutato. E molta ancora è la carne al fuoco. Facciamo la conoscenza con le famiglie di Myriam e Jasmine. Le problematiche delle due ragazze, nei rapporti familiari sono abbastanza similari ma in questa storia vengono appena accennate! In questi brevi passaggi familiari viene, inoltre, confermata l'impressione aristocratica data da Jasmine e quella più casereccia che lascia trapelare Myriam.
Fino ad ora nelle storie di Jonathan Steele si è sentita la mancanza di un vero nemico. Un antagonista che riempa la scena almeno quanto il protagonista. Questa volta sembra che abbia incontrato pane per i suoi denti. Eppure, anche Seth manca ancora di qualcosa o forse è meglio dire che non manca di niente. C'è troppa onnipotenza nel nemico, una tale certezza che sia imbattibile (è un dio?) da renderlo inverosimile, fino ad arrivare al punto di sovrastare il protagonista stesso. Il finale sembra affrettato! Praticamente il dio Seth viene costretto alla resa in un batter d'occhio dai suoi "simili". Forse questa storia, nata quando l'impianto della serie prevedeva storie che finivano a metà di un albo, risente della necessità di ritornare a quello che è ormai il modus operandi di quasi tutte le testate Bonelli: albi autoconclusivi, doppi o comunque con storie che si concludono a fine albo.
Buona la prova di Sedioli ai pennelli, riesce a dare espressività ai vari personaggi. Buona la padronanza dei protagonisti della vicenda, soprattutto Jonathan e Myriam. Qualche difficoltà in più nel raffigurare Jasmine (forse per questo resta fuori dall'azione), anche se bisogna dire che è il personaggio più difficile da ritrarre. Tesi avvalorata dal fatto che un po' tutti i disegnatori alternatisi sulla serie hanno difficoltà a dare un'uniformità ai volti di Jasmine. Gli stessi dei olimpici sono stati resi molto bene. Qualche problema si denota alcune volte sui personaggi in secondo piano, i cui visi vengono appena accennati. Nel complesso un'ottima storia, ben supportata dalla copertina del n.11, colorata dallo stesso Olivares. Chiudiamo con una curiosità, tutta personale. Sempre più presenti nelle storie, non più personaggi alla finestra, ma protagonisti in primis delle vicende del predestinato, fino ad ora abbiamo visto gli dei della mitologia greco/romana, egizia e giapponese, quelli nordici e quelli degli indiani d'America. E gli dei africani? E quelli delle religioni monoteiste? Il solo Memola o la lettura dei prossimi albi potranno soddisfare questa curiosità.
Vedere anche la scheda della storia.
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