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Inizia la scuola di Wondercity

il primo albo della nuova serie di Gualdoni
Recensione di  |   | italia/


Inizia la scuola di Wondercity
Wondercity 1 "Talento di Roary, Il"


Inizia la scuola di Wondercity

Anteprima

  • Wondercity
    anteprima dalla città delle meraviglie!

Intervista

Una nuova serie

Wondercity è la nuova serie di Giovanni Gualdoni e Stefano Turconi, edita (dopo qualche variazione) per i tipi della Free Books, che uscirà con cadenza bimestrale a partire da metà novembre 2005. Si tratta di uno spillato a colori, sullo stile di PK o Witch, anche se l'assenza, per ora, di gadget e rubriche dedicate ai teenager delineano un prodotto pensato per un pubblico più ampio, e non solamente per adolescenti.

La narrazione presenta delle piacevoli varianti nella struttura...
"Il talento di Roary" è il primo albo (il n.0 è slittato in avanti per l'assenza di alcune tavole previste in origine), e ha il difficile compito di incuriosire e spingere il lettore ad affezionarsi da subito alla serie: a lettura finita, sia Gualdoni (testi) sia Turconi (disegni) paiono essere riusciti nei rispettivi compiti. La storia è apparentemente lineare ma in realtà cela molti retroscena che in questo n.1 vengono solamente accennati ma che, ne siamo certi, torneranno presto a galla, creando una densa continuity.

Roary Lincoln, una giovane orfana cresciuta insieme ai nonni, è dotata di poteri tale da spingere i docenti del collegio della Fondazione Wonder ad accoglierla tra i suoi studenti. A Wondercity, città delle meraviglie, esiste infatti l'unica scuola al mondo dedicata a bambini e ragazzi con talenti speciali: telepatia, telecinesi, genialità e quant'altro. Roary è l'ultima arrivata e questo è il motore per l'inizio della serie.

I membri del Talent Team
Wondercity n.1, disegni di Stefano Turconi

(c) aventi diritto

I membri del Talent Team<br>Wondercity n.1, disegni di Stefano Turconi<br><i>(c) aventi diritto</i>

I protagonisti sono appena introdotti, ma già piuttosto definiti, anche se pare essere (per fortuna!) assente quell'eccessiva stereotipizzazione tipica di questi prodotti seriali con numerosi personaggi dalle più disparate caratteristiche, spesso complementari tra loro.

Esistono, certo, alcune tipologie ricorrenti nelle dinamiche di gruppo: il buono, saggio e barbuto preside Malmoose, sullo stile dei vari Silente e Gandalf della narrativa, il docente svanito, quello massiccio, quello viscido, oppure, tra i ragazzi, l'antagonista Erik, aggressivo e scostante, il secchione Jean, occhialuto e brufoloso, il leader Tej, il narciso e superficiale Vittorio e via dicendo... tuttavia, si tratta di caratterizzazioni ben studiate, che colgono aspetti precisi della personalità dei personaggi, senza cadere (per ora) nel banale.

Gli amanti del genere potrebbero trovare di loro gradimento anche Witch, Monster Allergy e Kylion, tre serie edite dalla Disney con avventure seriali dedicate a ragazzi dotati di poteri e caratteristiche speciali.

La narrazione, poi, presenta delle piacevoli varianti nella struttura e nel complesso incuriosisce: dopo quasi l'intero albo raccontato in maniera estremamente lineare tramite un punto di vista esterno e neutro, le ultime tavole sorprendono. Con un buon gioco di inquadrature, la scena vissuta da Roary diventa parte di un film visto in un cinema da tre figure piuttosto atipiche, apparse fugacemente anche all'inizio dell'albo. Il cerchio narrativo si chiude, quindi, e lascia in sospeso il lettore sulla vera identità del ranocchio Flip, dell'arpia Colombina e del padrone, personaggi legati (molto probabilmente) al mondo delle leggende e della mitologia africane.

L'ultima tavola
Wondercity n.1, pag.48 - disegni di Stefano Turconi

(c) aventi diritto

L'ultima tavola<br>Wondercity n.1, pag.48 - disegni di Stefano Turconi<br><i>(c) aventi diritto</i>

Disegni e redazionali

Questo primo numero di certo promette bene per l'intera serie, e quindi auspichiamo una degna prosecuzione anche nelle seguenti uscite.
I disegni di Turconi, dallo stile marcatamente disneyano, sono senza dubbio ben realizzati, ma soprattutto spiccano nell'unione coi colori realizzati da Emanuele Tenderini, Daniele Rudoni e Andrea Longhi: il risultato finale è accattivante e godibile, a conferma della bravura dei membri dello Studio 7 Mondi.

Infine, l'albo è arricchito da alcuni semplici ma ben fatti redazionali, che descrivono il collegio e i vari personaggi, e soprattutto da una seconda breve storia, "L'Ipnonauta", scritta da Teresa Radice, ambientata sempre all'interno dell'istituto ma dedicata a personaggi secondari, ovvero al professor Scrubs e al resto del collegio docenti. Questa seconda storia appartiene al ciclo "Tales of Wonder", e immaginiamo che ogni albo ne proporrà una, come spin-off interno alla serie ma soprattutto sia come piattaforma di lancio per sceneggiatori esordienti, sia come spazio per divertissement di autori già esperti. La Radice, appartenente a questo secondo gruppo, è un'affermata sceneggiatrice di Witch, e qui realizza una storia dalle tinte oscure che impreziosisce l'intero albo.

Un esordio molto buono

Nel complesso, quindi, "Il talento di Roary" è solamente in apparenza un volumetto semplice, dato che cela, in realtà, una struttura molto ben studiata, sia a livello di narrazione, sia come ambientazioni e personaggi. Con un paragone forse azzardato ma amichevole, Wondercity pare essere un sapiente mix di "Harry Potter", "X-Men" e Napoleone: di certo questo primo numero promette più che bene per l'intera serie, e quindi ci auspichiamo una degna prosecuzione anche nelle prossime uscite.

Roary Lincoln
"foto" di approfondimento nel redazionale - Wondercity n.1 - disegni di Stefano Turconi

(c) aventi diritto

Roary Lincoln<br>"foto" di approfondimento nel redazionale - Wondercity n.1 - disegni di Stefano Turconi <br><i>(c) aventi diritto</i>

Wondercity n.1 "Il talento di Roary" di Gualdoni/Turconi/Tenderini - Free Books, bimestrale, in edicola e fumetteria, spillato a colori di 64pp, € 2,90

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