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Comicon 2013: tra katane e abbracci gratis

…per tacer del gatto!
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Comicon 2013: tra katane e abbracci gratis
 


Splende il sole a Napoli. Pur considerando qualche leggero annuvolamento, nella media spalmata sui quattro giorni si svetta ben oltre i 25°. C’è Cavazzano, dicono le agenzie stampa. Forse c’è Manara, da qualche parte. C’è la fila per disegnino e dedica di Zerocalcare. E poi c’è gente: Thor vari (anche in versione femminile..Thora?), Iron Men con armature e occhiali a goccia che lèvati, ma anche Lupin e Darth Vader, inframmezzati con gente con la capa di cavallo, samurai, mercenari e altra varia umanità.

Iron Man

(c) Oscar Tamburis

Iron Man<br><i>(c) Oscar Tamburis</i>

Problemi coi fantasmi?

(c) Oscar Tamburis

Problemi coi fantasmi?<br><i>(c) Oscar Tamburis</i>

...il Trono di Spade è ancora a caccia di un legittimo sovrano!

(c) Oscar Tamburis

...il Trono di Spade è ancora a caccia di un legittimo sovrano!<br><i>(c) Oscar Tamburis</i>

Quest’anno l’impressione è stata molto più netta che nel passato: anche Napoli ha il suo Primo Maggio, e si chiama Comicon, anche se viene con qualche giorno di anticipo.

Bypassati per quanto possibile alcuni problemi di carattere organizzativo, soprattutto per quanto concerne l’erogazione e la vendita dei biglietti, il vialone delle fontane che fa da salone all’aperto alla Mostra d’Oltremare è una distesa di giovani di tutte le età, che prendono il sole o assistono alle numerose riproposizioni in costume dei più famosi combattimenti, da Dragon Ball a seguire. L’ala sinistra della Mostra è ancora una volta un concentrato di stand, esposizioni, autografi ed incontri, ma stavolta la sensazione è che lo spazio sia stato impiegato in una misura in qualche modo "giusta".

Il sito ufficiale riporta: "Quasi 15.000 visitatori al giorno, da tutto il centro e sud Italia, in quattro giornate hanno confermato anche quest’anno il successo ormai consolidato di Napoli COMICON, il Salone internazionale del Fumetto che ha chiuso la sua XV edizione", eppure mancano miracolosamente colli di bottiglia e/o rallentamenti vari, e anche il sole nelle ore più calde indulge a scagliarsi contro gli astanti, suscitando una non spasmodica ricerca dell’ombra, e anzi invitando a trangugiare noodles tra i fili d’erba.

In giro per il Comicon

(c) Oscar Tamburis

In giro per il Comicon<br><i>(c) Oscar Tamburis</i>

La ricerca di un’identità per il Comicon continua a passare attraverso l’apparente doppio binario logistico e dell’offerta: l’apparenza è dovuta al fatto che, come già si diceva, il progressivo passaggio dal Castel Sant’Elmo alla Mostra ha permesso alla "creatura Comicon" di rilassarsi all’interno di uno spazio di maggior respiro, dove l’arcobaleno umano riesce anche a smussare gli angoli rigidi di un’architettura di stampo fieristico: un’opera capace di trasformare, all’occhio del visitatore, gli spazi espositivi e di incontri in sale e salette quasi d’essai, dove l’intimità risulta pienamente amalgamata con la visibilità propria dei grandi scenari, ed il sempre alto numero di proposte culturali trova adeguatamente il proprio posto all’interno di una molteplice scaletta che - come si diceva - stavolta va assolutamente a braccetto con i metri quadri a disposizione.

A tale proposito, va recuperata una delle due postille in coda al reportage del 2012: la sfida dell’architettura, intesa anche come scenografia, è stata effettivamente vinta, come dimostrato dall’esposizione che campeggiava proprio all’inizio della Mostra; in realtà, tutte le considerazioni fatte finora, lungi dal voler ripercorrere quanto già esposto nella precedente occasione, possono e vanno viste questa volta come cornice che si fa a sua volta dipinto, in un gioco di rimandi architetturali e culturali che - seppur in una location invariata rispetto al passato - stavolta fa sua la sfida di cui sopra per dimostrare che, nel grande come nel piccolo, il giocattolone funziona, e dichiara di perseguire la (o almeno una) strada della perfettibilità; strada che ovviamente, in quanto tale, non ha una fine, ma tanto il tempo e la volontà per future edizioni sembrano non mancare.

La mostra tra architettura e scenografia

(c) Oscar Tamburis

La mostra tra architettura e scenografia<br><i>(c) Oscar Tamburis</i>

L’amalgama di cui prima va tuttavia anch’esso inserito in un contesto più vasto che vede ancora, forse inevitabilmente, contrapposte l’area dei comics da quella dei games: il pubblico le attraversa entrambe in virtù dei percorsi predefiniti, ma può anche sgattaiolare all’aperto ogni tanto (posti a sedere inside rari come sempre!) e vivere le due esperienze in maniera ancor più separata. In questo salta agli occhi la differenza con la "sorella maggiore" Lucca Comics & Games, la quale, fin dal titolo furbo, ha voluto/cercato di trasformare acqua e olio in maionese, ed il catalizzatore (l’uovo) è dato ancora una volta da un centro storico dove si vive e si respira quel sense of wonder proprio della città, ed i cosplayer vanno simbolicamente in giro brandendo asce bipenne, ma con una copia de L’Incal sottobraccio.

Immagine dedicata al volume di Bilal sul Louvre

(c) Oscar Tamburis

Immagine dedicata al volume di Bilal sul Louvre<br><i>(c) Oscar Tamburis</i>

Però "è la somma che fa il totale", diceva Totò (tanto per rendere omaggio a Partenope ed i suoi figli). Il Comicon è un salone, è un salotto, è una location, è un teatro all’aperto (e al chiuso), ma soprattutto è un luogo del tempo e dello spazio dove grandi nomi aspirano a venire, per parlare di letteratura disegnata e azzerare le distanze con i loro fans (ancora di più di quanto già non facciano grazie alla proliferazione dei social network). Il contatto umano è indispensabile per rendere un’opera viva e particolare, anche solo concentrata in una dedica con disegnino.

Zerocalcare ama uBC :-)

(c) Oscar Tamburis

Zerocalcare ama uBC :-)<br><i>(c) Oscar Tamburis</i>

La processione di stand e bancarelle offre al visitatore/lettore titoli e suggestioni che magari conosce solo in parte, ed in questo la costruzione dei percorsi ha un ruolo fondamentale, nel cercare di tenere sempre desta l’attenzione, pur dovendo rispettare una sequenzialità spaziale.

Sequenzialità da un lato, contemporaneità/estemporaneità dall’altro, quindi: mondi inconciliabili? Forse la domanda è mal posta, come diceva qualcuno. La peculiarità di ogni mostra, in quanto evento, porta con sé aspetti positivi e negativi, che mai potrebbero mediare tra tutte le singole prospettive. Si può a ragion veduta dire che il Comicon ha cercato di operare già in partenza l’avvicinamento tra queste due anime, giocando sulla magnifica suggestione di Castel Sant’Elmo, ma poi ha preferito muoversi lungo strade diverse.
La verità non sta nel mezzo: ogni Mostra (ivi incluse quelle - chiamiamole con affetto "sorelle minori" che si ormai costellano il panorama peninsulare) ha un suo format, anzi è il suo proprio format, ed in quanto tale incommensurabile rispetto a tutte le altre. Certo, nulla vieta di sognare una Via Caracciolo con katane che sfrecciano in coreografici scontri a filo d’acqua, e cartelli che offrono free hugs alternandosi con quelli degli chalet, che propugnano birra fredda e taralli caldi (un must del lungomare napoletano!), ed in mezzo a tutto questo artisti, personaggi, espositori e visitatori che pigramente incedono sull’onda dell’otium neapolitanum.
E poi, l’edizione del 2014 partirà proprio il Primo Maggio..

...attenzione agli abbracci gratis... :-)

(c) Oscar Tamburis

...attenzione agli abbracci gratis... :-)<br><i>(c) Oscar Tamburis</i>

P.S.: ah, sì, il gatto..sarà andato al PAN per la Mostra incentrata sul n.3000 di Topolino!

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