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Davvero una novità

la miniserie di Paola Barbato arriva in edicola
Recensione di ,  |   | italia/


Davvero una novità
Davvero 1


Davvero una novità

Scheda IT-DVVR-1

  • Cambiamenti
    Martina Ferrari abbandona il tetto familiare

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Un percorso diverso

Davvero di Paola Barbato è la nuova miniserie pubblicata dalle edizioni Star Comics con cadenza mensile. In realtà, non si tratta di un prodotto completamente nuovo, in quanto ha avuto un percorso di sviluppo ben diverso da una canonica miniserie in formato bonellide: Davvero è infatti nato per il web nel novembre 2011, con puntate da 6 tavole l'una disponibili online sul sito del progetto stesso (Davvero.org), nonché un'intensa attività e tam-tam tramite i social network.

Chiaramente, la visibilità e la diffusione che ha un prodotto da edicola non è minimamente paragonabile a quella di un esperimento web, tuttavia non sono mancati i lettori e i sostenitori entusiasti del progetto (pur con qualche leggera polemica legata ai diritti dei disegnatori). Probabilmente proprio forti di questo successo, i tipi della Star Comics hanno deciso di puntare sulle indubbie qualità di sceneggiatrice della Barbato (chiamata, recentemente, anche a inaugurare la nuova collana bonelliana Le Storie) e su un'idea potenzialmente interessante per sbarcare in edicola con un prodotto, completamente rivisto nella sceneggiatura e ridisegnato rispetto alla versione web, per molti versi inedito in italia.

Un racconto di formazione senza eroi

Davvero è molto lontano dai classici stilemi dell'avventura italiana e ricalca maggiormente gli shojo manga dal sapore quotidiano, con protagonisti "della porta accanto".

Il soggetto alla base di Davvero è infatti molto lontano dai classici stilemi dell'avventura italiana, con forti eroi che indagano (su delitti, sul proprio passato, sul proprio futuro, sulla vita e sulla morte) e nemici ancor piu forti che tornano in scena periodicamente. La proposta della Barbato ricalca maggiormente gli shojo manga dal sapore quotidiano, con protagonisti "della porta accanto".

La scelta è spiegata dalla stessa Barbato nell'introduzione al n.1:

"Davvero" racconta una vicenda ambientata in Italia, ai giorni nostri, con protagonisti "normali", imperfetti, lontani dalla figura dell'eroe senza macchia e senza paura. Non ho mai pensato che fosse azzardato scrivere un fumetto simile, la vita quotidiana può essere altrettanto interessante rispetto a una storia fantastica, le emozioni e le esperienze di personaggi vicini a noi possono avere lo stesso fascino di vicende epiche. Martina Ferrari, la protagonista di questa storia, parte come un personaggio neutro, un vaso vuoto che man mano si riempirà di tanti frammenti di vita vissuta, esattamente come è successo a molti di noi. I temi trattati, infatti, ci riguardano tutti: la crescita, l'amicizia, l'amore, le convenzioni, la difficoltà di conoscere se stessi e la propria strada.

Davvero 1
copertina di Andrea Meloni

(c) 2012 Edizioni Star Comics

Davvero 1<br>copertina di Andrea Meloni<br><i>(c) 2012 Edizioni Star Comics</i>

L'empatia nella sceneggiatura...

In questo numero 1 la Barbato è abile a trasformare un soggetto così legato alla vita quotidiana in una storia che conquista e fa riflettere: Martina, la protagonista, è una giovane come tante oggi, un po' vacua, inesperta del mondo, senza passioni. Non una cattiva ragazza, semplicemente scialba, viziata all'inverosimile... e con ventimila euro in tasca che spende senza responsabilità (commento di una parrucchiera: "Mamma mia, ventimila euro... ma sai quante legnate sul groppone le davo io, a quella lì?"). Eppure, le "avventure" di Martina conquistano, grazie a una sceneggiatura che ci immerge nella sua personalità, nei suoi dubbi e paure, conducendo il lettore a un'indagine ben più profonda: quella della scoperta dei propri mezzi, e limiti, ed obiettivi. Il percorso che Martina ha iniziato dove la condurrà?

Paola Barbato è abile a trasformare un soggetto così legato alla vita quotidiana in una storia che conquista e fa riflettere.

E' questa la domanda silenziosa che permea l'albo (e probabilmente la serie), e che quindi spinge il lettore a girare avidamente pagina. Tuttavia, la Barbato è abile nel non esagerare con l'intimismo alla Adachi, affiancando a Martina una carrellata di personaggi molto vivaci, contraltari ideali dell'abulica protagonista, che si ritrova a dividere un appartamento con sette sconosciuti dai modi piuttosto schietti. I coinquilini, dei quali sono già intuibili le caratterizzazioni, non mancano di toglierla dal piedistallo, iniziando sùbito con le metaforiche bastonate sopra auspicate.

Può davvero esistere un appartamento di tali maleducati che non degnano di uno sguardo una persona che si è appena aggiunta a loro? La risposta in fondo è inutile, perché è il contrasto che genera a risultare funzionale per il racconto: la diversità tra i personaggi produce immediatamente gustosi siparietti e situazioni, lo straniamento di Martina è tangibile, reale... verrebbe quasi da schiaffeggiare il volume per darle una svegliata... e invece occorre aspettare che qualche altro personaggio lo faccia per conto nostro ;-).

... e nelle immagini

I disegni sono emozionali e trasmettono empaticamente le sensazioni dei personaggi, dei quali è molto efficace il linguaggio del corpo.

Walter Trono, già all'opera anche nella versione web di Davvero, firma i disegni del n.1. Una prova che accompagna con eleganza la brillante sceneggiatura della Barbato, dandole una marcia in più con tavole organizzate nei modi più disparati che rompono spesso e volentieri la tradizionale "gabbia" bonelliana (la tavola qui riportata, in cui le certezze di Martina si sgretolano, o la splash-page delle pag.78-79 che introduce per la prima volta i coinquilini), e con alcune scenografiche trovate visive (le foto "polaroid" per sottolineare i momenti più "carichi" e i nuovi personaggi). Disegni emozionali, che trasmettono empaticamente le sensazioni dei personaggi, dei quali è molto efficace il linguaggio del corpo. Esattamente come per l'ottima copertina firmata da Andrea Meloni, che non passa inosservata: la posa e lo sguardo di Martina riassumono perfettamente il suo senso di disagio che pervade l'albo.

Il mondo di Martina va in frantumi
disegni di Walter Trono, Davvero n.1, pag.29

(c) 2012 Paola Barbato, Edizioni Star Comics

Il mondo di Martina va in frantumi<br>disegni di Walter Trono, Davvero n.1, pag.29<br><i>(c) 2012 Paola Barbato, Edizioni Star Comics</i>

Un esordio (con)vincente

Può davvero una storia del genere avere successo in edicola, in Italia? Una storia vicina per molti aspetti agli shojo manga, ma ambientata nel nostro paese di oggi, scritta e disegnata in modo realistico? Davvero è senz'altro qualcosa di diverso dal fumetto italiano seriale a cui siamo abituati, e proprio per questo potrebbe essere un fiasco colossale o un successo clamoroso. Chiaramente non ci sono ancora numeri a supporto di una tesi o dell'altra, ma resta il fatto che l'esperienza di lettura procurata dal numero 1 è senz'altro positiva: l'albo piace, la storia prende e si resta in attesa del numero 2 con curiosità... e questo è di certo il maggior riconoscimento che un albo di esordio possa vantare.

"Cambiamenti", Davvero n.1, dicembre 2012, testi di Paola Barbato, disegni di Walter Trono, copertina di Andrea Meloni, 100 pg. b/n, brossurato, Edizioni Star Comics, miniserie di 12 albi, € 2.90

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