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La profezia dell'Armadillo

l'opera prima di Zerocalcare
Recensione di  |   | italia/


La profezia dell'Armadillo
Zerocalcare


Al momento in cui questo pezzo viene scritto, se si digita "zero calcare" (staccato) su un motore di ricerca, bisogna arrivare in fondo alla seconda pagina perché qualcuno ci parli di lavatrici. Le prime posizioni sono invece tutte sue, di Zerocalcare tutto attaccato, o di qualcuno che parla di lui.

Dato che state leggendo una critica online, è molto probabile che di lui abbiate già sentito parlare, magari su Facebook, dove i suoi fumetti (perlomeno, quelli pubblicati online) sono tra i più condivisi dagli utenti, oppure su Repubblica, dove è stato segnalato come autore emergente.

Altrimenti, potreste aver visto qualche sua produzione sul Canemucco, o in giro in qualche centro sociale, ma più probabilmente lo conoscete (e, se non lo conosceste, fareste bene a rimediate subito) tramite il suo blog a fumetti.

Lui si chiama Michele Rech, ma probabilmente è il primo a essersene dimenticato.

Il suo primo libro a fumetti si intitola "La profezia dell'Armadillo" ed è stato prodotto con astuzia e lungimiranza da Marco "Makkox" Dambrosio.

Zerocalcare - La profezia dell'Armadillo

(c) 2011 Michele Rech

Zerocalcare - La profezia dell'Armadillo<br><i>(c) 2011 Michele Rech</i>
Il volume racconta una storia, ma lo fa raccontandone molte. Lo stile e le tematiche sono le stesse che si trovano sul blog: vicende autobiografiche, indubbiamente romanzate ma soprattutto filtrate da una lente che le rende atemporali e universali. Anche il ritmo è lo stesso: episodi di pochissime pagine si rincorrono, apparentemente in un lungo non sequitur. Ci sono però due storie che vengono raccontate tra le righe: la prima è quella, più scoperta, relativa alle vicende di Camille; la seconda, più nascosta, emerge dall'accostamento di tutti i siparietti non direttamente collegati alla trama principale, e ci mostra la continua lotta di Calcare nell'affrontare il passaggio all'età adulta, in una sorta di romanzo di formazione al contrario, in cui il risultato finale è proprio quello della non-accettazione, dell'incapacità postmoderna di rinunciare alle sicurezze e alle illusioni dell'infanzia.

L'autore è giovane ma l'impronta autoriale appare già molto forte. Per esempio, nel modo in cui vengono presentati e resi riconoscibili i vari personaggi, e per come viene gestita la difficile dinamica dell'introspezione del protagonista. Abbandonata infatti la facile soluzione delle didascalie "introspettive" (ma la didascalia rimane presente in modo forte, principalmente come voce narrante), ZC sceglie di personificare direttamente le sue inclinazioni e le sue numerose "voci interiori". Non è certo un'idea nuova: per rimanere in tema di "giovani autori web italiani", il primo ad aver stressato questo concetto fino alle sue estreme conseguenze è stato eriadan, ma mentre quest'ultimo trasforma le voci della coscienza in diverse caricature di se stesso, Calcare sceglie di incarnare gli stereotipi utilizzando personaggi ben diversi dal protagonista e comunque spesso assai radicati nell'immaginario collettivo.

Il risultato è che ogni personaggio, appena introdotto, dà subito l'impressione di essere conosciuto da sempre.

Degno di nota, e vero e proprio coprotagonista della vicenda, è l'Armadillo citato nel titolo, anch'esso proiezione mentale dell'autore e che di esso incarna una specie di coscienza al contrario, mostrandone le paure e le paranoie.

"La profezia dell'Armadillo" inizia come rielaborazione di alcune vecchie tavole realizzate da ZC sul suo vecchio blog. Le differenze con questa prima stesura sono ben visibili e anche interessanti da notare.

Ospiti, prima stesura

(c) 2009 Michele Rech

Ospiti, prima stesura<br><i>(c) 2009 Michele Rech</i>
La prima è di tipo grafico: sebbene lo stile, il ritmo e la scansione delle vignette siano sostanzialmente rimaste immutate, il protagonista è cambiato, il contrasto tra bianco e nero nelle tavole si è fatto più marcato, più pulito. Anche i nomi sono cambiati: sparisce Michele che diventa definitivamente Zero; Molière e Francesca vengono rimpiazzati dal Secco e da Greta (saranno le stesse persone? In fondo non ha importanza).

Ma il cambiamento vero è nei testi, che in questa prima versione si lasciano scappare qualche parola di troppo, mentre nella stesura definitiva nascondono sapientemente alcune informazioni importanti occultandole con un po' di caciara e per poi rivelarle all'improvviso, en passant mentre si parla di tutt'altro, con l'effetto di un cazzotto nello stomaco.

Ospiti, seconda stesura

(c) 2011 Michele Rech

Ospiti, seconda stesura<br><i>(c) 2011 Michele Rech</i>
Per concludere, questa "Profezia dell'Armadillo" risulta essere una lettura tutto sommato facile, perché si fa divorare avidamente. Ma è molto meno facile di quanto sembri, perché si fa rileggere più volte. E, al giorno d'oggi, trovare un fumetto che faccia venire voglia di essere riletto è davvero merce rara.

Il giudizio positivo su quest'opera può farci fare un passo ulteriore. Il talento c'è, ed è ben visibile. Ciò ci consente di profetizzare un destino di fama e gloria imperitura per Zerocalcare nel mondo del fumetto? L'Armadillo che è in ciascuno di noi non esita nemmeno un secondo nel trovare la risposta. Che è sì; immotivatamente, emotivamente, drammaticamente sì. "La profezia dell'armadillo", testi e disegni di Zerocalcare, brossurato, Autoproduzione, 144 pagine in b/n, € 12

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