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Scene da una quotidianità molto delirante

nascita di un Don
Recensione di  |   | italia/


Scene da una quotidianità molto delirante
Don Zauker - Santo subito


Scene da una quotidianità molto delirante

Anteprima

Recensione

Lo stato delle cose I

Non ce n'è per nessuno. In stretto ordine alfabetico, non per Giancarlo Berardi che con Julia va narrando ormai da anni la quotidianità delirante della nostra vita e della realtà che circonda la nostra presunta normalità e ha raggiunto un equilibrio narrativo perfetto; non per Gianfranco Manfredi che in Magico Vento ha restituito nuova vita al genere per eccellenza, il western, coniugando realismo prosaico, fantasia e visionarietà sbrigliate e un personaggio cresciuto nel tempo fino ad assumere quasi su di sé il peso di rappresentare l'intera storia di due popoli; né per Michele Medda che più di recente, con Caravan, approdo al momento conclusivo di una coerente evoluzione mostrata sulle pagine di Nathan Never e Dylan Dog, ha schiuso la porta del fumetto bonelliano alla quotidianità pura sebbene temperata dalla tradizione avventurosa (e vedremo se lo spiraglio verrà in futuro chiuso con brutalità o si aprirà invece una nuova via parallela nella storia della Grande B) scrivendo così la prima miniserie bonelliana che sia autenticamente un romanzo in costante fluire. Neppure ce n'è per Leo Ortolani, che con Rat-Man si è introdotto in questi ultimi anni in tutte le convenzioni del narrare: scardinandole, riflettendoci sopra, decostruendole e rimodellandole a piacere - senza mai smettere di far ridere, e costringendo i suoi lettori a riflessioni anche amarissime mai facendo uso della retorica e anzi rappresentandone il migliore antidoto. Per nessuno. Tutti costoro, passaggi a vuoto che si possono avere a parte, si "limitano" a fare dell'ottima narrativa, sorreggendo dal lato creativo la barca un po' traballante dell'italico fumetto. Emiliano Pagani e Daniele Caluri con Don Zauker non si limitano a questo, aggiungendo una nuova dimensione: la necessità.

Il Don
Nella sua... magnificenza ;-)

(c) 2009 Double Shot, disegni di Daniele Caluri

Il Don<br>Nella sua... magnificenza ;-)<br><i>(c) 2009 Double Shot, disegni di Daniele Caluri</i>

Lo stato delle cose II

Rinunciando in questo "Santo subito", prima storia lunga del personaggio, al sapido vernacolo livornese, per altro in genere comprensibilissimo, i due autori allargano senza dubbio su base nazionale l'obiettivo potenziale del loro lavoro, realizzando un fumetto ancora più necessario. Confesso senza remore di essere di parte, la parte della razionalità; in un'Italia dove superstizione e ignoranza recuperano terreno ogni giorno se mai ne hanno perduto, sui mezzi di informazione come nella vita quotidiana, e dove l'elaborazione critica è sempre più sostituita da slogan emozionali, un fumetto come Don Zauker è davvero necessario. Ne è necessaria la lucidità, la chiarezza, l'incapacità di scendere a compromessi. La razionalità. In poche decine di pagine, senza fare sconti a tutte quelle piccole e grandi meschinità da cui nessuno di noi è immune, Emiliano Pagani e Daniele Caluri imbastiscono una vera e propria storia morale, politica, sociale e psicologica dell'Italia degli ultimi decenni. Italia dove la Chiesa delle gerarchie, se mai lo è stata in passato, è del tutto indistinguibile da una setta molto più sinistra che folkloristica; indistinguibile da comitati d'affari o lobby corporative: solo molto più potente. Dove lo Stato, nei suoi rappresentanti, è pronto e prono ai desiderata di quella, e dove il confine tra potere politico e potere criminale è labile se non inesistente; e l'Istituzione ecclesiastica non ha remore a sfruttare tali interstizi d'ombra, inserendosi e prosperando nell'ambiguità. Un paese dove ogni indipendenza critica è ormai perduta - la capacità di riflettere in autonomia è assente - e che va omologando le strutture di elaborazione del pensare al ribasso di una semplicità elementare se non rozza. Italia dove quella Chiesa istituzionale sfrutta il sentimento religioso come pratica di superstizione o peggio: quel "Pietrelcina" che Pagani e Caluri non lasciano suggerito ma scandiscono con nettezza riassume davvero molta della storia italiana del XX secolo e fino a questo scorcio di XXI. Sono di parte, ripeto, e quella della razionalità. Ma razionalità a parte, tra la schiettezza di un autentico sentire religioso e l'approfittarsi con scaltrezza della mal riposta devozione di tanti deve comunque ravvisarsi una differenza etica di comportamento, ed è su questo secondo aspetto che più si appunta la durezza della satira di Pagani e Caluri, pur senza fare sconto alcuno, come si diceva, a un'istituzione che nel suo agire appunto istituzionale tende costantemente alla summenzionata scaltrezza. E per questo il loro Don Zauker è necessario. E' per questo che dovremmo ringraziarli: lo dovremmo fare tutti nessuno escluso, a parte chi si approfitta.

Questo per la necessità di Don Zauker e in particolare di "Santo subito". Si tratta però di un fumetto che non è solo necessario, esso è anche parte di quell'ottimo e sparuto gruppo richiamato all'inizio che esprime la creatività migliore del fumetto nostrano.

Lo stato dei disegni, dei dialoghi, del Don

A partire da quella copertina dove Daniele Caluri si fa da parte per lasciare il campo a un ospite di eccezione. Il sulfureo, acido Don Zauker dal ghigno luciferino nei colori lividi e ribollenti della cover porta la firma di Massimo Carnevale il quale ha saputo cogliere perfettamente lo spirito del personaggio e della serie. La ferocia del Don e la grottesca deformazione iperrealistica della sua realtà. E' con tale viatico che ci si immette nelle pagine del volume.

Qui, ci accolgono le tavole di Caluri. Il suo segno è dettagliato, dinamico, descrittivo, espressivo. Espressivissimo. Il tono grottesco delle storie non potrebbe essere senza la virulenza grottesca del disegno. Senza la grinta sghemba e ghignante di questo pretaccio che nella sua blasfemia è il rappresentante più vero della sincerità. La galleria dei personaggi ritratti da Caluri, il politicante corrotto e i suoi sgherri, la fauna umana da strapaese, i preti laidi, vanno a formare un lombrosario completo dei difetti e vizi italici. Vizi e difetti spirituali. Se un disegno può essere beffardo, corrosivo, capace di staffilare a sangue i personaggi nei quali punisce le storture che ritrae, questo è senza dubbio il disegno di Caluri. Che sa tuttavia distendersi arioso ed elegante laddove serve. Che nondimeno cura con attenzione il segno, con un'accuratezza che pare perfino maniacale, e che la mezza tinta arricchisce di sfumature e al quale dona corpo. Quello stesso segno che ha dato vita grafica alla pura incontinenza verbale e di costume di Luana la Bèbisitter, il personaggio che Caluri ha creato e scritto prima di dedicarsi a Don Zauker, è qui declinato in tonalità più oscure, al servizio di una storia un po' meno carnascialesca ma un po' più grottesca, e comunque non meno incontinente.

I Paguri
Daniele Caluri ed Emiliano Pagani (in primo piano)

(c) aventi diritto

I Paguri<br>Daniele Caluri ed Emiliano Pagani (in primo piano)<br><i>(c) aventi diritto</i>
Da parte sua Emiliano Pagani fornisce una prova di non minor virtuosismo del suo collega. I continui salti temporali che si inseguono tra scena e scena, senza tregua, e che sulle prime possono spiazzare il lettore, d'altronde imprimono alla storia un ritmo indiavolato e costringono a mantenere desta l'attenzione. Non fosse sufficiente, la proprietà, precisione ed esuberanza dei dialoghi che sconfinano nel parossismo verbale testimoniano anche l'abilità con la quale Pagani sa manipolare la lingua e la frase per ricavarne gli effetti più elettrizzanti per il lettore. Non c'è un fumetto da leggere passivamente in questo volume della Double Shot, e si tratta di un attestato di stima da parte degli autori. Il numero di pagine consente a Pagani di allargarsi nel respiro narrativo, ed è così che ci è dato leggere una sorta delle "origini di Don Zauker". Ci è dato conoscere come egli sia "entrato" a far parte della Chiesa. Di come in questa, e nella nostra povera Italia, il Don sia a proprio agio. Ladro, truffatore, assassino, Don Zauker possiede ogni vizio e commette ogni crimine: in modo ipercaricaturale - e dunque terribilmente reale - egli riassume in sé i vizi e i crimini dello Stivale. Ma nell'esibizione che di essi dà con la massima impudicizia e sfrontatezza egli mette in mostra anche una qualità per la quale noi italiani non brilliamo molto: la sincerità. Don Zauker si mostra per come egli è, senza nascondersi né nascondere alcunché a nessuno. Sono gli altri che si fanno fuorviare da quella tonaca e in lui vedono quel che vogliono vedere ed è stato loro insegnato a vedere da una storia plurisecolare di subalternità. Mai come in questo volume Pagani e Caluri sono stati così efficaci nel mostrarci la tristezza di questa verità.


Leggere anche la "controrecensione" sullo stesso albo:
Il doppio fallimento di Don Zauker.

Don Zauker - Santo subito, testi di Emiliano Pagani, disegni di Daniele Caluri, edito 2009 da Double Shot - prezzo € 12,00.

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