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Progetto Uranus

Francesca Follini si propone
Recensione di  |   | italia/


Progetto Uranus
Progetto Uranus, Le spire dell'Ydra


Progetto Uranus

Il peso del talento

L'opera omnia di Francesca Follini occupa lo spazio di pochi centimetri. I suoi due fascicoli a fumetti, finora tutti pubblicati dal Centro Fumetti "Andrea Pazienza" si possono trattenere facilmente nella stretta del pollice e dell'indice, senza timore che scivolino via. Ma la leggerezza della carta stampata non corrisponde affatto all'intensita delle sensazioni che sono concentrate in quelle circa centocinquanta tavole, sino a oggi prodotte dall'autrice, e che possono essere assimilate attraverso una lettura coinvolgente.

Francesca Follini ha venticinque anni compiuti. Il suo primo volumetto a fumetti è stato prodotto nel 2006, quando l'autrice era appena ventiduenne. Presentata nell'ambito di una collana "riservata ai giovani talenti cremonesi", l'opera correva il rischio di apparire limitata a un ristretto ambito territoriale e promozionale. Nulla di più sbagliato. Perché la Follini è un'autrice completa in senso assoluto.

Progetto Uranus
Copertina

(c) 2006 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"

Progetto Uranus<br>Copertina<br><i>(c) 2006 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"</i>

Progetto Uranus

Il primo volume della Follini, Progetto Uranus, dà la sensazione di un prodotto ben riuscito.

C'è da dire, in primo luogo, che l'autrice cremonese fa tutto da sola, soggetto, sceneggiatura, disegni, colorazione e lettering.

E' evidente l'impostazione artistica della disegnatrice. Il suo stile rielabora in maniera personale i fumetti letti dai ragazzi degli anni Novanta. La punta della matita della Follini è calamitata dai manga, da WITCH, ma anche da autori italiani come Alessandro Barbucci e Barbara Canepa e Luca Enoch che, a loro volta, con modalità differenti, hanno saputo trasferire in ambito nostrano gli stilemi del fumetto giapponesi. Le suggestioni stilistiche vengono comunque rielaborate dalla Follini al fine di essere funzionali alla narrazione.

Lo stile narrativo è realistico e preciso, molto spesso cupo, poche volte scanzonato. Il soggetto utilizzato, è vero, potrebbe apparire come inflazionato. Temi già visti, utilizzati tante volte nella fantascienza di celluloide e a nuvole. Però, in questo caso, il rigoroso vigore realistico, supportato da una sceneggiatura veloce e senza inceppamenti, ci coinvolge completamente nella narrazione, gettandoci nella fragile sfera esistenziale dei protagonisti e costringendoci a vivere insieme a loro le loro vicende.

Smarrimento dei corpi e delle anime
Progetto Uranus, p. 33

(c) 2006 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"

Smarrimento dei corpi e delle anime<br>Progetto Uranus, p. 33<br><i>(c) 2006 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"</i>

E' particolare e suggestivo il processo di contaminazione di una storia realistica, ambientata in un futuro prossimo, tecnologico e temibile, con le tematiche proprie delle fiabe paurose. Abbiamo elementi che richiamano le classiche favole, quelle che da bimbi ci comunicavano un impalpabile ma inquietante terrore: il candore dei protagonisti, la fuga nel bosco, l'uomo nero.

Attraverso il vetro mediatico
Progetto Uranus, p. 4

(c) 2006 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"

Attraverso il vetro mediatico<br>Progetto Uranus, p. 4<br><i>(c) 2006 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"</i>

Un bildungsroman a fumetti

Se ci spostiamo su un livello di inconscio ancora più profondo, possiamo leggere la storia come la metafora della crescita e della fuga dall'adolescenza. I giovani protagonisti vivono in un ambiente iperprotettivo e che offre una effimera felicità. Avvertono il pericolo, fuggono e affrontano le proprie paure, rappresentate dal bosco minaccioso e foriero di mostruosità. I più soccombono. Quelli che sopravvivono arrivano nella città, nel mondo dei "grandi". Ma questo mondo non è capace di comprendere, è grigio e falso. Lo scontro in questo caso è spietato è senza possibilità di confronto. La giovane protagonista può lasciare, nel mondo degli adulti, solo un piccolo segno delle proprie verità, poi sparisce nuovamente nel bosco da cui era riemersa.

L'autrice, al tempo ventiduenne (la quale, per inciso, attribuisce le proprie precise fattezze alla protagonista, Omega 0358), pare abbia riversato in questa opera il proprio personale disagio nel primo confronto con il mondo degli adulti, chiuso, freddo e ipocrita. Attraverso una angosciante rappresentazione del mondo, è probabile che la Follini, come nelle migliori tradizione letterarie, ci abbia offerto un proprio personale spaccato emotivo.

La scienza contro l'umanità
Progetto Uranus, p. 8

(c) 2006 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"

La scienza contro l'umanità<br>Progetto Uranus, p. 8<br><i>(c) 2006 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"</i>

Questa analisi che ho condotto dell'opera, più profonda, con implicazioni addirittura psicanalitiche, non vuole, si badi bene, sovrapporsi o addirittura sostituire la rappresentazione della storia che è, come detto, lineare, realistica e perfettamente comprensibile.

Si diceva del soggetto abbastanza abusato. Verso la conclusione della storia è la stessa autrice a rifletterci su. Nell'ultima vignetta della penultima tavola una voce commenta: "Ma dai, ci credete sul serio? Ma se è tale e quale alla trama di un film di dieci anni fa!!!". E un'altra voce fuori campo ribatte: "Ah! Perché non credi che ne siano capaci davvero?!" La banalità del male è indiscutibile, sempre.

Le spire dell'Ydra
Copertina di Progetto Uranus II

(c) 2008 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"

Le spire dell'Ydra<br>Copertina di Progetto Uranus II<br><i>(c) 2008 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"</i>
Le spire dell'ydra

La prima storia della Follini si sarebbe potuto tranquillamente concludere con il ritorno simbolico della protagonista fra le ombre inquietanti del bosco, che trova addirittura rassicuranti rispetto alla opaca freddezza della città malata.

Il racconto invece prosegue con una nuova storia che viene pubblicata, due anni dopo, nel 2008.

Le spire dell'ydra inizia, quindi, dove finisce il primo volume. I due anni trascorsi si notano in termini di maturazione dell'artista in termini di tratto e di scorrevolezza della sceneggiatura.

Deformazioni mediatiche
Le spire dell'Hydra, p. 84

(c) 2008 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"

Deformazioni mediatiche<br>Le spire dell'Hydra, p. 84<br><i>(c) 2008 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"</i>

L'inquietante simbolismo rimane sempre alto. Ci troviamo di fronte alla rappresentazione di una società disumana, quella prossima. O forse anche quella presente, magari quella in cui stiamo vivendo, adesso, noi stessi. Questa società è immersa in una democrazia mediatica, falsa e ipocrita, che ripropone la realtà filtrandola attraverso il vetro di un inscalfibile schermo televisivo. Tale deformazione della realtà è evidenziata dalla disegnatrice attraverso le sovrimpressioni televisive, le righe di disturbo orizzontale nello schermo, i volti deformate delle comparse.

Rosso circondato da grigio e blu
Le spire dell'Hydra, p. 56

(c) 2008 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"

Rosso circondato da grigio e blu<br>Le spire dell'Hydra, p. 56<br><i>(c) 2008 Centro Fumetto "Andrea Pazienza"</i>

L'autrice sviluppa sensibilità nell'uso del colore come elemento che contribuisce a offrire significati complementari alla narrazione. In particolare il rosso incendiato della chioma della protagonista collocato tra una uniformità di grigi e di blu, rappresenta il contrasto fra il puro e il torbido, tra l'innocenza e la colpa, la trasparenza e l'ipocrisia.

Appare pleonastico all'assieme invece lo sforzo della disegnatrice di dare corposità tridimensionale ai volti e agli oggetti. Il tentativo di offrire al fumetto una innaturale dimensione cartoonistica 3D, per quanto denoti indiscusse capacità, toglie all'insieme quella spontaneità che si poteva apprezzare nel tratto piatto, ma comunque sapientemente modulato dal colore, del primo episodio. Nel secondo episodio si nota, peraltro, un uso più invasivo della colorazione computerizzata. Il risultato non è disprezzabile, tutt'altro. Quel che ci si chiede è se ce n'è veramente bisogno ai fini dell'espressione artistica. La disegnatrice ha la grazia di un tratto nervoso e incisivo, che bisogno ha di nasconderlo dietro effetti appariscenti e una colorazione, talvolta, poco naturale? Ad ogni modo, tale considerazione, legata anche al gusto del recensore, non può adombrare un giudizio totalmente positivo che non vuole sfociare in entusiasmi solo per la prudenza doverosa nei confronti dei primi passi di una giovane autrice.

In conclusione, nell'apprezzare l'opera di Francesca Follini, non si può non segnalare la meritoria fatica editoriale del Centro Fumetti "Andrea Pazienza" che mette a disposizione le sue collane per dare spazio ad autori giovani e di talento.

Progetto Uranus . Testi, disegni. lettering. copertina e colori di Francesca Follini. Albo brossurato di 82 pagine più copertina (con alette), formato comic book americano. Centro Fumetto Andrea Pazienza. € 10,00. Le spire dell'Ydra - Progetto Uranus II . Testi, disegni. lettering. copertina e colori di Francesca Follini. Albo brossurato di 88 pagine più copertina (con alette), formato comic book americano. Centro Fumetto Andrea Pazienza. € 12,00

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