Sono tra noi

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Sono tra noi

Paucis verbis

Diego Cajelli è un giovane e promettente autore di fumetti.

No, iniziare così vuol dire fargli un brutto torto. Diego Cajelli non è un giovane né una promessa. Come dicono la sua età e il suo lavoro è un uomo, e nel pieno della maturità e della consapevolezza dei suoi mezzi espressivi.

Come mostra una cosa piccola piccola come Il nuovo ordine, racconto di dodici pagine pubblicato sul Lanciostory n.37 di questo 2008 per i disegni di Pagliarini (ecco, Pagliarini come è anche scritto nel tamburino di Lanciostory, o magari Pagliarani come è scritto sulla prima tavola del fumetto: grazie, Eura, e grazie per non mettere uno straccio di nome proprio).

In giro per la rete

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Cajelliblog

Piccola, ma ricca e complessa; piccola ma affilata come un bisturi, impugnato dal dottor Black Jack con la maschera del dottor Patch Adams sul viso.

I racconti pubblicati sui settimanali Eura - quelli che la redazione definisce "liberi" (chiamarli racconti - come sono - no, eh?) - non godono di grande fama né generano grandi aspettative nei lettori, e non è per caso (sarà perché in genere sono fondi di magazzino? ;-)): la stagione dei racconti realizzati da Roberto Recchioni ha rappresentato una irripetuta eccezione, terminata con il dedicarsi di Recchioni ad altri progetti. Diego Cajelli qui ribadisce come a volte sia possibile dire in dodici pagine, e pur con una storia piccola piccola, cose più interessanti che magari in decine di albi. Raccontare il mondo col sorriso sulle labbra e senza fare sconti.

Il nuovo ordine
la pagina iniziale, disegni di Pagliarini

(c) 2008 Eura

Il nuovo ordine<br>la pagina iniziale, disegni di Pagliarini<br><i>(c) 2008 Eura</i>

Un piccolo racconto a tesi. Spesso inevitabile nella limitatezza del numero delle pagine. L'abilità di Cajelli consiste nel precipitare la parte retorica - quindi pesante - della tesi nella concitazione dell'ultima tavola, attutendola.

In dodici pagine il pienamente maturo Cajelli si produce in un piccolo manuale del narrare avventuroso [...] E vi si produce sfoggiando uno stile di scrittura e una personalità di tutto rispetto; che è ciò che fa la differenza.
Se ne poteva fare a meno, le immagini erano eloquenti per sé, le pagine precedenti erano state più che eloquenti, ma le didascalie disturbano meno di quanto ci si aspetterebbe. Sicuramente per la superba preparazione fornita dagli autori. L'inizio del racconto è perfino fuorviante, una parodia della fantascienza e del racconto d'avventura in genere di qualche (parecchi) decennio fa: non manca neppure il vecchio Fu Manchu (be', più o meno). Ma parodia non stucchevole o ruffiana e ammiccante, facile e scontata. Complice il disegnatore, che cala alla perfezione il lettore nell'atmosfera del racconto, ricreando il vero e proprio sapore di storie ingenue e semplici, fatte seguendo la ricetta della nonna, lo scrittore imbastisce un gioco che diverte senza cialtronerie, svolazzi o esibizioni: senza dare di gomito al lettore. Non troppo, almeno ;-). In dodici pagine il pienamente maturo Cajelli si produce in un piccolo manuale del narrare avventuroso: il Grande Pericolo, il Cattivissimo, i Corrotti, l'Eroe Biondo - cioé, la Bella Eroina Bionda ;-). Non manca quel tocco sexy che ci sta sempre bene. E vi si produce sfoggiando uno stile di scrittura e una personalità di tutto rispetto; che è ciò che fa la differenza. Certo, la Bella Eroina Bionda non finisce esattamente come il Flash Gordon di turno, ma questo è il valore aggiunto. Questo, e l'eleganza nel dire qualcosa sulla realtà che ci va sempre più circondando e soffocando. L'eleganza dello scrittore nell'affermare divertendo e senza urlare; la raffinatezza del disegnatore nel creare uno straniamento temporale che rende la conclusione della storia anche più abrasiva.

In dodici pagine.

Il nuovo ordine, soggetto e sceneggiatura di Diego Cajelli; disegni di Pagliarini - Lanciostory n.37 2008, edito da Eura.