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San Francisco e santa pazienza - diario di un viaggio

in California con papà
Recensione di  |   | italia/


San Francisco e santa pazienza - diario di un viaggio
Lucrezia


San Francisco e santa pazienza - diario di un viaggio

Da affezionata fan di quel gran bel personaggio dell’ottima Silvia Ziche che è la dolcemente caustica Lucrezia, scoprirla appollaiata sulla cima del Transameric Pyramid con trolley in una mano e cartina nell’altra, abbigliamento da turista, e prendere in mano il volumetto che in tal fatta, nella cover, la ritrae, è stato tutt’uno! ;-) Nuovamente tra noi, dunque, la nostra eroina, per la mia e vostra gioia, dopo "Amore mio" e "Due", in "San Francisco e santa pazienza - diario di un viaggio". Finalmente! Attenzione però: se le vostre aspettative ruotano esclusivamente intorno ai precedenti lavori appena richiamati, alle tematiche e atmosfere in essi contenuti, alla rigida scansione delle vignette, al ritmo lento, e nondimeno frizzante, degli scambi che inesorabilmente conducono alla disarmante spassosa chiusa finale... beh, non è improbabile che la delusione sia dietro l’angolo. Vi è sì un uomo, come anticipa la quarta di copertina, accanto a Lucrezia in questa nuova avventura, anzi ve ne sono ben due ma nessun triangolo amoroso ad attenderci.

"Potevo forse evitare di accompagnare papà?"

Vi è invece un viaggio, o meglio il diario di un viaggio che ha condotto la Nostra nella lontana California per conoscere.. lo zio d’America! Quello zio Gianni, ora John, fratello del padre che non andava mai nominato in sua presenza. I casi della vita: telefonata che arriva dopo quarant’anni, una frattura familiare da ricomporre ed eccoli, padre e figlia, in volo verso San Francisco!

In giro per la rete


Silvia Ziche
sito ufficiale dell'autrice
Lizard Edizioni
sito della casa editrice
"I personaggi del viaggio sono inventanti. Il viaggio no." chiarisce la Ziche a conclusione del volumetto, quasi a sottolineare l’assenza di un qualsiasi intento autobiografico. Come dire: Lucrezia è Lucrezia, Silvia è Silvia. L’una è l’abile autrice che ha dato vita a un personaggio che conferma anche in quest’occasione la sua natura di "cartina al tornasole" quando immersa nei complessi intrecci che sostengono i rapporti umani; l’altra vive oramai di vita propria grazie a una ben connotata tipicità che la rende stimolante e provocatorio filtro attraverso il quale guardare alla società che ci circonda. E non, considerando i luoghi che la ospitano in questo frangente. ;-) Di autentico di certo vi è l’entusiasmo che si respira nelle pagine di questo "anomalo" diario che si snoda lungo i sedici giorni di permanenza della nostra eroina in terra americana...

Turisti...
San Francisco stiamo arrivando!

(c) 2007 Lizard Edizioni

Turisti...<br>San Francisco stiamo arrivando!<br><i>(c) 2007 Lizard Edizioni</i>

Sedici giorni dunque nella San Francisco attraversata dalla "spaccatura lunga lunga e diritta sul terreno" - la faglia di Sant’Andrea - e in costante attesa del famoso "Big One",

Può mai smentirsi la nostra Lucrezia? ;-) "Il Big One lo sto aspettando anche io. Ma finora nessun uomo è stato degno di tale nome"
vissuti come si conviene a ogni buon turista: sempre di corsa per vedere tutto, e se possibile di più, macchina fotografica incollata alla mano, meglio se digitale.. per intenderci quella che "dà dipendenza. Nei casi più gravi delirio di onnipotenza. All’estremo (dopo 128 El Capitain, 213 Half Dome, 337 Yosemite Falls) catatonia", tanta voglia di stupirsi e meravigliarsi davanti al nuovo e inaspettato e insieme magari rassicurarsi al pensiero del consueto e familiare che ci attende al rientro a casa. Ed è proprio l’atmosfera un po’ sospesa tipica di ogni viaggio, che appunto sospende e altera ritmi e pensieri consolidati dall’abitudine e dal tempo, che offre alla Ziche la ghiotta occasione per indagare, allontanandosi un poco dai territori finora ben esplorati, un altro dei tanti volti del contraddittorio sentire umano. Attraverso lo sguardo attento e curioso della nostra Lucrezia, accompagnatrice discreta e partecipe dell’evento, l’autrice coglie con la consueta sensibilità e ironia, i timidi passi verso un primo riavvicinamento di due fratelli che hanno vissuto oltre quarant’anni lontani e che ora si ritrovano estranei l’uno all’altro. "Ma tu ti ricordi perché abbiamo litigato?" - tenta di ricostruire il padre di Lucrezia volgendosi al passato. E’ poi così importante? - pare contrapporgli il fratello più propenso a scansare i perché e a renderlo parte di quel nuovo che lo ha reso lo zio John, non più Gianni..

Sedici giorni si diceva, diligentemente rendicontati.

Panico!
l'idioma incomprensibile.

(c) Lizard Edizioni

Panico!<br>l'idioma incomprensibile.<br><i>(c) Lizard Edizioni</i>

Uno scanzonato "diario di bordo" dove ogni emozione e pensiero trova asilo e giusta collocazione.
Seguendo il filo dei pensieri di Lucrezia ci si ritrova a condividere la sua perplessità davanti alle contraddizioni del vivere americano ("la porta d’ingresso è una specie di sottiletta" versus "qui quasi tutti hanno un’arma in casa") ma anche a sorridere davanti alle tipiche disavventure dell’italiano all’estero ("[papà] non parla l’inglese. Rimane ipnotizzato se qualcuno gli si rivolge in questo idioma incomprensibile."), a condividere il senso di precarietà della gente di Los Angeles nel 101° anniversario del terremoto del 1906 ("difficile sfuggire alla consapevolezza") e pure a commuoversi davanti a "quello che stiamo distruggendo" ("Uscendo da Yosemite due coyote ci attraversano la strada. Tranquilli, bellissimi. Rassegnati")...

Graficamente...

La naturalezza con la quale i due temi, il viaggio a San Francisco e il ritrovarsi dei due fratelli, si sposano in parte è sicuramente figlia di una narrazione graficamente dall’ampio respiro. Le tavole dallo schema libero consentono alla Ziche di diluire al meglio la corposa componente testuale senza sacrificare in alcun modo la gestione degli spazi. Il ritmo è lento come ben si addice a un resoconto vacanziero.

Montagne russe
come visitare San Francisco in tre ore

(c) 2007 Lizard Edizioni

Montagne russe<br>come visitare San Francisco in tre ore<br><i>(c) 2007 Lizard Edizioni</i>

Si ha così modo di apprezzare un piccolo omaggio alla lezione di Gianni de Luca nella rilassata passeggiata dei due fratelli nei pressi di un lago artificiale (pag.16), divertirsi davanti alla trovata di un percorso stile montagne russe lungo il quale arrancano dei piccolissimi Lucrezia e il padre per stare dietro all’impassibile e indistruttibile zio John - ovvero come vedere l’intera San Francisco in sole tre ore! - (pagg.22-25) e magari chiedersi se si è davvero intravisto un piccolo scalmanato di nome Calvin in mezzo alla scolaresca in gita allo zoo di Oakland (pag.56). Più semplicemente ogni singola pagina ripaga ampiamente del tempo che gli si dedica.
Un neo non da poco il formato pocket, di certo non il più adeguato, che spezza le tavole e fa perdere il senso dell’interezza e insieme talvolta induce in errore nella lettura delle stesse. Un vero peccato!

"Che dire?" si chiede Lucrezia a conclusione del suo viaggio. Le facciamo eco: che dire ancora? Benché un pizzico defilata davanti ai due personaggi maschili, la nostra eroina anche nelle vesti filiali non manca di confermarsi protagonista di razza grazie alla sua simpaticissima ironica umanità. Ci ha fatto un mondo di piacere ritrovarla. Speriamo sia così anche per voi.

San Francisco e santa pazienza - diario di un viaggio di Silvia Ziche- Lizard edizioni srl, Collana Classic - cartonato, b/n, 104 pagine, 12,50 euro

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