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Detective Dante n.8 e n.9

Henry Dante ascende dall'inferno al purgatorio
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Detective Dante n.8 e n.9
 


Detective Dante n.8 e n.9

Scheda IT-DEDANT-8

Scheda IT-DEDANT-9

I numeri 8 e 9 rappresentano uno snodo cruciale per la vita di Henry Dante, il personaggio creato da Bartoli e Recchioni per la casa editrice Eura. Le due storie fungono infatti da raccordo tra il primo e il secondo dei tre cicli narrativi in cui la serie, salvo sorprese, si dovrebbe articolare. Dopo averne messo in scena le infernali pene dell'anima, i due autori fanno dunque incamminare il loro personaggio verso la redenzione. Ma il purgatorio urbano che si para dinanzi al rude detective sembra tutt'altro che rassicurante.

Le serie ideate dalla prolifica coppia Bartoli/Recchioni sono paragonabili, per organizzazione della materia narrativa, ai serials televisivi americani. John Doe, di cui Detective Dante è una sorta di sorella minore, ha messo in luce in questi primi due anni le conseguenze positive di questo tipo di impostazione. Suddividendo la serie in minicicli strettamente collegati, paragonabili alle "stagioni" dei telefilm, John Doe è riuscito a mantenere una continuity serrata e allo stesso tempo più appagante per il lettore, troppo spesso costretto ad aspettare decine di numeri per avere tutte le risposte (come succede ad esempio su Nathan Never). Un'altra nota positiva

Ci aspettavamo quindi rivelazioni, cambiamenti, nuovi personaggi, ribaltoni, insomma: la deflagrazione di una dinamite creativa. Putroppo lo scoppio è stato quello di un petardo bagnato.
consiste nella ventata d'aria fresca che il nuovo miniciclo può significare per la serie: nuovi personaggi, nuove situazioni, nuovi ruoli da ricoprire. Un aspetto, questo, che sta rendendo la "seconda stagione" di John Doe persino migliore della prima.

Lo stesso non si può invece dire di Detective Dante.
Una delle regole base che tutti i serials si impongono di rispettare prescrive di concentrare il massimo sforzo creativo sul primo e sull'ultimo episodio di ogni stagione, in modo da invogliare il telespettatore a seguire anche il nuovo ciclo narrativo che ci si appresta a raccontare.
I numeri 8 e 9 erano allora potenzialmente interessanti proprio in virtù della loro natura liminale: il primo in quanto episodio terminale del miniciclo "infernale", il secondo in quanto principio di quello dedicato al purgatorio. Ci aspettavamo quindi rivelazioni, cambiamenti, nuovi personaggi, ribaltoni, insomma: la deflagrazione di una dinamite creativa. Putroppo lo scoppio è stato quello di un petardo bagnato.

Maria e Dante
disegni di Casalanguida

(c) aventi diritto

Maria e Dante<br>disegni di Casalanguida<br><i>(c) aventi diritto</i>

Il n.8, va detto, quantomeno ci prova: con un coupe de theatre gli autori ribaltano la prospettiva valoriale del protagonista, trasformandolo da vittima in carnefice suo malgrado. Ma, sfortunatamente, l'escamotage con il quale Bartoli e Recchioni rivelano il vero volto di Dante, quello di un uomo instabile e in preda alle proprie ossessioni compulsive, rimane tale: un escamotage, un puro artificio narrativo, meccanicamente sceneggiato in tutta la sua schematicità. Niente viene fatto affinchè la nuda concatenazione di eventi possa germogliare e rivelare (anche solo parzialmente) la propria ricchezza di implicazioni, la complessità delle psicologie che mette in scena. Le didascalie, attraverso le quali le profondità dei personaggi dovrebbero essere scandagliate, testimoniano soltanto la sclerotizzazione e la conseguente sterilità di un linguaggio inutilmente barocco e ridondante, le cui risorse erano già state ampiamente prosciugate nei primi sette numeri.

Se il n.8, con tutti i suoi difetti, poteva tuttavia lasciarci almeno la speranza che in seguito la musica sarebbe cambiata, che sette anni di manicomio potessero generare un'inerzia sufficiente ad imprimere una svolta nel registro e nelle dinamiche della serie, allora ci sbagliavamo di grosso. A conti fatti, l'unica differenza apprezzabile tra il primo e il secondo miniciclo pare consistere nella trasformazione di Henry Dante da folle impiombatore senza remore a bel tenebroso con crisi di coscienza, che preme il grilletto solo come estremo rimedio. In questo n.9, a partire dall'insoddisfacente relazione con Meridiana, passando per un fantasma di cui non solo Dante comincia seriamente a stancarsi, tutto il resto testimonia soltanto a favore di chi aveva già subodorato che no, nonostante tutto, non sarebbe cambiato praticamente nulla. Le stesse indagini, a base di piombo caldo, cuori neri e boss malavitosi, riprendono esattamente da dove si erano interrotte, proponendo un altro dei possibili risultati ottenuti dal calcolo combinatorio degli elementi che costituiscono il repertorio di situazioni e personaggi dell'immaginario hard boiled e pulp.

La malattia di Henry
disegni di Simone Guglielmini

(c) aventi diritto

La malattia di Henry<br>disegni di Simone Guglielmini <br><i>(c) aventi diritto</i>

In giro per la rete

Eura Editoriale
sito ufficiale della casa editrice
Detective Dante
sito ufficiale della serie Una ulteriore delusione ci arriva dalle inspiegabili scelte operate in merito all'impostazione grafica dell'albo. Il cambiamento, preannunciato all'inizio della serie per connotare il secondo ciclo (allo stesso modo del cambio di logo avvenuto in John Doe), si è alla fine rivelato in tutta la sua drammatica realtà: copertine affidate ad un Garcia Duran assolutamente a digiuno delle caratteristiche fisiche del personaggio e logo e grafica complessiva rifatti seconda la logica del più elementare "Eura style" mai visto in edicola. Per un albo che si era distinto inizialmente per una grafica che non fosse un semplice accessorio alla pubblicazione (un ottimo Leomacs affiancato da una efficacissima e insolita impostazione "pulpeggiante") la scelta risulta ancora più incomprensibile.

In conclusione, ci spiace constatare il naufragio delle buone intenzioni, espresse dal primo numero e dalle anticipazioni degli autori. Ci spiace perchè a noi il progetto di questa serie, a partire dall'insolente richiamo dantesco, aveva intrigato non poco.

Detective Dante nn.8 e 9 - testi di Bartoli/Recchioni (testi); disegni di Casalanguida (n.8) e Guglielmini (n.9), Eura Editoriale, albi brossurati, gennaio e febbraio 2006 in edicola e libreria, € 2,70

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