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Intervista a Roberto Baldazzini

i 10 anni di uBC
Intervista di uBC staff |   | interview/


Intervista a Roberto Baldazzini
 


Intervista a Roberto Baldazzini

uBC ha contattato Roberto Baldazzini in occasione del decennale della sua nascita, e ha posto a lui (come ad altri noti esponenti del mondo del fumetto) una serie di domande per analizzare questi 10 anni appena trascorsi, e provare ad immaginare insieme i prossimi 10.

1) 1996-2006... pensando rapidamente agli ultimi dieci anni come è cambiato il fumetto e il suo mondo editoriale (in Italia e/o all'estero)?

Quando si cresce c’è sempre il rischio di invecchiare, cioè di non accettare i cambiamenti che invece sono inevitabili e necessari... così è, anche per il magico mondo dei fumetti. Sono reduce da Lucca Comics, quest’anno mi ci sono calato come dentro a un vestito fatto su misura, ed è stato bello vedere e scoprire quanta intraprendenza e creatività venga espressa attraverso questo linguaggio.
Un cambiamento l’ho visto, e l’ho accettato, ed è stato repentino e inevitabile... lavorare per un mercato più allargato, vendere le mie opere prima all’estero e poi in Italia. Cercare un approccio con il mercato francese per storie non di carattere erotico... insomma ho instaurato un dialogo con il mercato internazionale e quindi con una platea molto più vasta di lettori.

Un cambiamento l’ho visto, e l’ho accettato, ed è stato repentino e inevitabile... lavorare per un mercato più allargato, vendere le mie opere prima all’estero e poi in Italia

2) Finito il boom di Dylan Dog si è iniziato a parlare di crisi del fumetto italiano. Ma la cosiddetta "crisi" oggi c'è veramente? In caso di risposta positiva, direbbe che la crisi riguarda principalmente quale tra le seguenti ipotesi?

  1. a) l'età media dei lettori
  2. b) il numero di copie vendute
  3. c) le idee degli autori
  4. d) il coraggio degli editori di fare nuove proposte
  5. e) il fumetto come medium

Trovo che la crisi sia una naturale conseguenza dei tempi che cambiano, quando avevo 10 anni, nel 1968, le edicole traboccavano di fumetti e la gente faceva la fila per comprarli. Senza sottolineare la qualità di quello che veniva proposto è interessante notare che allora, per i ragazzi, il fumetto era uno dei più importanti fenomeni di intrattenimento.
Penso che ora, anche se il fumetto si vende meno, sia diventato più "adulto". Quasi che la tendenza porti a valorizzare veramente il fumetto come un’opera d’arte.

Stella Noris, il primo personagio femminile di Baldazzini
dalla storia "Forever"

(c) 1990 Roberto Baldazzini

Stella Noris, il primo personagio femminile di Baldazzini<br>dalla storia "Forever"<br><i>(c) 1990 Roberto Baldazzini</i>

3) A questo proposito la recente tendenza (in Italia) di allegare ristampe di fumetti a quotidiani o riviste come va valutata?

Mi sembra positivo proporre il fumetto in questo modo, d’altra parte è un sistema “diverso” dal solito, ma anche sempre “uguale”, cioè, vendere albi a fumetti attraverso l’edicola. Qui in Italia l’edicola è sempre stato il punto vendita più importante per i fumetti anche se negli ultimi anni la tendenza è stata quella di creare negozi specializzati, le fumetterie.

Penso che ora, anche se il fumetto si vende meno, sia diventato più "adulto". Quasi che la tendenza porti a valorizzare veramente il fumetto come un’opera d’arte.

4) Immaginiamo di andare a cercare un fumetto nel 2016. La prima cosa che mi viene in mente è...

  1. a) mi vedo andare in edicola come oggi
  2. b) me lo scarico in un qualche tipo di dispositivo digitale mobile
  3. c) mi vedo da un antiquario specializzato

Certamente il digitale sostituirà tutta una seria di materiali cartacei compresi i fumetti... ho sempre amato gli antiquari specializzati, quindi credo che nel futuro continuerò a frequentarli.

5) Qual è oggi il rapporto del fumetto con gli altri media come cinema, videogiochi…?

Lo vedo molto vivace, c’è un interscambio di idee e di possibili interazioni, commerciali e creative, il rapporto fumetto/ animazione è un binomio che mi piace tanto vedere concretizzato, forse un po’ meno la relazione cinema/fumetto... che, anche se ora con la tecnologia si possono creare in 3D dei “capolavori di realtà”, nell’accezione più spinta, rimane molto lontano da quella sensibilità che il cartone animato possiede a livello di “fare sognare”.

In giro per la rete


Roberto Baldazzini
sito ufficiale dell'autore (il sito è inteso per adulti)

6) A metà degli anni '80 abbiamo opere come Watchmen o Dark Knight Returns che influenzano schiere di autori. Nel periodo considerato esistono opere (non solo italiane) dall'impatto equivalente o comunque significativo?

Non saprei rispondere a questa domanda, forse da un lato non seguo dei fenomeni popolari, e non ne sono neppure un lettore accanito... le mie letture si sono inoltrate sempre più in sottoboschi underground, poi distrattamente leggo un po’ di tutto... Forse si è assistito a una graduale presenza e influenza del fumetto giapponese, questo sì.

7) Sono ormai quasi vent'anni che i manga vengono pubblicati in Italia.
Ci hanno influenzato come autori o come lettori? E in termini positivi o meno?

Le influenze sono inevitabili, il Giappone è un grande mercato, l’Oriente, nei secoli è sempre stato un grande mercato a cui l’Occidente ha attinto in termini di cultura, sofisticate leggende e cibi prelibati. Ora l’Oriente è molto più vicino a noi, in tutti i sensi e in tutte le direzioni, se qualcuno non se ne rende conto è perché non lo vuole vedere. Trovo positivo che questo avvenga, lo scambio di conoscenza è importante... uno dei fumetti giapponesi che mi piacque tante fu Video Girl Ai.

Diabolik e Eva visti da Baldazzini
da "La Maschera e il Volto", pubblicato nello speciale "Diabolik visto da Lontano"

(c) 2002 Astorina

Diabolik e Eva visti da Baldazzini<br>da "La Maschera e il Volto", pubblicato nello speciale "Diabolik visto da Lontano"<br><i>(c) 2002 Astorina</i>

8) Italia / Francia: fuga di cervelli (e matite) o possibili sinergie editoriali per cambiare anche il mercato italiano?

Gli italiani sono sempre stati degli emigranti, così lo sono anche i disegnatori di fumetti, lo spostamento all’estero è dovuto alla carenza di strutture editoriali capaci di accogliere i nostri talenti. Ma è giusto sottolineare che questo è sempre avvenuto. Una nota importante è che all’estero oltre al riconoscimento economico si aggiunge quello morale, che è un sostegno fondamentale per chi crea e fa ricerca. Non so se e come questo fenomeno possa aiutare a trasformare il mercato italiano...

9) Nel 1995 inizia a diffondersi internet come fenomeno di massa. Nel 2001 appaiono nella rete italiana i primi esperimenti di "fumetto elettronico" (nato per il web e non trasposto dalla carta).
Nel 2006 la giapponese NTTSolmare dichiara che in un mese vengono scaricati a pagamento nei cellulari "3 milioni di manga digitali".
I cosidetti webcomics sembrano però ancora cercare una propria identità e molti autori sembrano tuttora non riconoscergli una vera dignità.
C'è futuro per questa particolare forma di fumetto?
E si può parlare di fumetto senza carta?

E' necessario trovare una forma narrativa, soprattutto a livello grafico, per rendere scorrevole la lettura attraverso il click del mouse. Le classiche tavole verticali, di un certo fumetto alla francese, le trovo molto difficili e noiose da leggere attraverso il monitor...

Beh, nel 2003 ho iniziato a produrre un fumetto per un sito web a pagamento, proprio con il personaggio di Beba. E’ stato interessante fare questa esperienza, la mia opinione è che sia necessario trovare una forma narrativa, soprattutto a livello grafico, per rendere scorrevole la lettura attraverso il click del mouse.
Le classiche tavole verticali, di un certo fumetto alla francese, le trovo molto difficili e noiose da leggere attraverso il monitor, è quasi preferibile, dal mio punto di vista, leggere una vignetta alla volta, a schermo pieno. D’altra parte come il fumetto si è sempre adattato alle diverse esigenze editoriali, quotidiani, mensili, libri, televisione, pocket... così può trovare la maniera giusta per “adattarsi” al web.

10) Le fanzine cartacee dalla incerta diffusione e certissima passione dei produttori sono scomparse. Al loro posto le varie web-zine. Abbiamo perso o guadagnato qualcosa nel cambio?

La cosa importante è che anche l’attenzione dei lettori si sposti sul web. Ma credo che questo succederà, con le nuove generazioni, in maniera esponenziale.

11) Internet pone un'altra domanda: quale rapporto tra autori e "forum di discussione"? L’interazione tra autore e lettore non è mai stata così facile e pubblica come oggi. Fermo restando il diritto di ognuno di scegliere la propria “politica” in questo senso, se doveste consigliare un collega, suggerireste come Clifford D.Simak al neoscrittore Asimov: "Isaac, ora che sei dall'altra parte della barricata non puoi più battibeccare con i lettori sulla pagina della posta delle riviste"?

Il piacere di scambiare delle opinioni e di avere un confronto è fondamentale in un processo culturale e conoscitivo del mondo. L’incontro, in qualsiasi modo avvenga, è la vita stessa. Infatti, ora è possibile, attraverso il web ancora di più, incontrarsi. Dipende sempre da ognuno di noi, accettare di mettersi in discussione, è molto positivo che l’autore voglia confrontarsi con i lettori.

L’incontro, in qualsiasi modo avvenga, è la vita stessa. Infatti, ora è possibile, attraverso il web ancora di più, incontrarsi. Dipende sempre da ognuno di noi, accettare di mettersi in discussione, è molto positivo che l’autore voglia confrontarsi con i lettori.

12) Uno sguardo al passato. Recentemente è stato finalmente ristampato il Commissario Spada. Ci sono altri fumetti italiani immeritatamente sepolti di cui le ultime generazioni di lettori non hanno potuto usufruire?

Oh, il Commissario Spada, scoperto tanto tempo fa su “Il Giornalino”... mi piacque tantissimo, geniale, De Luca un bravissimo disegnatore...
Non saprei che cosa rispondere, a me certi fumetti, classici o meno, piacciono tutti, sulle pagine de “Il corrierino dei piccoli” ce n’erano tanti... ma credo che più che andare a scoprire, sarebbe necessario avere il coraggio di lavorare su progetti nuovi... proprio a Lucca, quest’anno, qualcuno mi faceva notare che tra le nuove uscite editoriali molte erano riproposte! Problema economico o culturale? Per riproporre c’è sempre tempo...

13) Uno sguardo al futuro. Tra i nuovi autori italiani pubblicati negli ultimi 10 anni, salta in mente qualche nome come possibile nuovo Pratt / Bonvi / Caprioli / Bonelli...?

Io credo e spero che i nomi si possano moltiplicare invece che ridursi a “pochi grandi”... il talento degli autori italiani è indiscusso, tra i disegnatori ce ne sono tanti di bravissimi. Auguro ogni successo a tutti quelli che amano il proprio lavoro. E’ difficile scegliere, perché ci sono tanti generi e ambiti editoriali, il mercato si è molto frammentato.

14) 2006-2016... pensando ai prossimi dieci anni che linee di tendenza si possono vedere nel futuro dei fumetti (in Italia e/o all'estero)?

Vorrei chiudere con un augurio (direi esclusivo per il mercato italiano). Cioè che il fumetto possa entrare in libreria senza essere considerato scomodo, alla stregua della letteratura più in voga. Sto annusando una certa tendenza in questo senso... se prima o poi il mercato librario riuscisse a notare il fumetto come un veicolo importante di significati e valori allora si potrebbe veramente aprire una nuova era.

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