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Intervista a Silvia Ziche

i 10 anni di uBC
Intervista di uBC staff |   | interview/


Intervista a Silvia Ziche
 


Recensione

uBC ha contattato Silvia Ziche in occasione del decennale della sua nascita, e ha posto a lei (come ad altri noti esponenti del mondo del fumetto) una serie di domande per analizzare questi 10 anni appena trascorsi, e provare ad immaginare insieme i prossimi 10.

1) 1996-2006... pensando rapidamente agli ultimi dieci anni come è cambiato il fumetto e il suo mondo editoriale (in Italia e/o all'estero)?

Non mi sembra cambiato moltissimo. In Italia, almeno. Ma sono solo mie impressioni personali. Mi sembra che nel '96 avessero già chiuso Comix e Cuore, gli spazi editoriali erano già parecchio limitati. Di nuovo, negli ultimi anni c’è stata una rivalutazione del fumetto da parte di quotidiani e settimanali, che hanno allegato in edicola varie ripubblicazioni più o meno di lusso di fumetti d’autore, e varie raccolte antologiche per generi e per autori. Ma sono tutte riproposte di cose già uscite: non hanno creato nuovi spazi, finora.

2) Finito il boom di Dylan Dog si è iniziato a parlare di crisi del fumetto italiano. Ma la cosiddetta "crisi" oggi c'è veramente? In caso di risposta positiva, direbbe che la crisi riguarda principalmente quale tra le seguenti ipotesi?

  1. a) l'età media dei lettori
  2. b) il numero di copie vendute
  3. c) le idee degli autori
  4. d) il coraggio degli editori di fare nuove proposte
  5. e) il fumetto come medium

Che domanda difficile. Forse sì, un po’ di crisi c’è, ma penso che potrebbe rispondere meglio un editore. Mi sa che devo rispondere più da lettrice che da autrice di fumetti. Se c’è sofferenza, la sento più in una certa autoreferenzialità interna al fumetto stesso, cosa che a volte gli dà un respiro un po’ corto.

Alice a quel paese
di Silvia Ziche

(c) aventi diritto

Alice a quel paese<br>di Silvia Ziche<br><i>(c) aventi diritto</i>

3) A questo proposito la recente tendenza (in Italia) di allegare ristampe di fumetti a quotidiani o riviste come va valutata?

E’ un’ottima cosa. Avvicina ai fumetti chi forse prima non pensava a farlo, o riavvicina lettori che si erano persi. E comunque rivaluta il fumetto come parte della nostra cultura.

4) Immaginiamo di andare a cercare un fumetto nel 2016. La prima cosa che mi viene in mente è...

  1. a) mi vedo andare in edicola come oggi
  2. b) me lo scarico in un qualche tipo di dispositivo digitale mobile
  3. c) mi vedo da un antiquario specializzato

Esprimo una speranza più che una previsione. Vorrei andare in edicola o in libreria e poter scegliere tra un sacco di cose, tutte di carta profumata di stampa, come adesso.

5) Qual è oggi il rapporto del fumetto con gli altri media come cinema, videogiochi…?

Reciproche scopiazzature. Alcune geniali, altre banali e poco interessanti.

Olimpo S.p.A.
il consiglio degli Dei, di Silvia Ziche e Vincenzo Cerami

(c) aventi diritto

Olimpo S.p.A.<br>il consiglio degli Dei, di Silvia Ziche e Vincenzo Cerami<br><i>(c) aventi diritto</i>

6) A metà degli anni '80 abbiamo opere come Watchmen o Dark Knight Returns che influenzano schiere di autori. Nel periodo considerato esistono opere (non solo italiane) dall'impatto equivalente o comunque significativo?

Non saprei proprio rispondere.

7) Sono ormai quasi vent'anni che i manga vengono pubblicati in Italia.
Ci hanno influenzato come autori o come lettori? E in termini positivi o meno?

Penso che abbiano influenzato anche chi, come me, non ci si è mai molto appassionato. Sono entrati nel nostro immaginario, ora siamo contratti a farci i conti.

8) Italia / Francia: fuga di cervelli (e matite) o possibili sinergie editoriali per cambiare anche il mercato italiano?

Purtroppo non capisco molto di editoria. Direi che in Francia ci sono più possibilità di lavoro per tanti autori italiani. Mi dispiace che poi queste cose non sempre vengano pubblicate anche in italia. Per fortuna non è così difficile trovare le edizioni francesi.

9) Nel 1995 inizia a diffondersi internet come fenomeno di massa. Nel 2001 appaiono nella rete italiana i primi esperimenti di "fumetto elettronico" (nato per il web e non trasposto dalla carta).
Nel 2006 la giapponese NTTSolmare dichiara che in un mese vengono scaricati a pagamento nei cellulari "3 milioni di manga digitali".
I cosidetti webcomics sembrano però ancora cercare una propria identità e molti autori sembrano tuttora non riconoscergli una vera dignità.
C'è futuro per questa particolare forma di fumetto?
E si può parlare di fumetto senza carta?

Immagino che possa esistere un fumetto digitale. Forse l’equivalente della striscia a fumetti nei quotidiani potrebbe finire sui cellulari. A me però piacciono quelli su carta, quelli che si possono tenere in mano e sfogliare.

Zio Paperone e il Mistero del Papero del Mistero
ovvero la Papernovela di Silvia Ziche

(c) Disney

Zio Paperone e il Mistero del Papero del Mistero<br>ovvero la Papernovela di Silvia Ziche<br><i>(c) Disney</i>

10) Le fanzine cartacee dalla incerta diffusione e certissima passione dei produttori sono scomparse. Al loro posto le varie web-zine. Abbiamo perso o guadagnato qualcosa nel cambio?

Guadagnato. Sul web è tutto più accessibile a chiunque.

...adoravo aspettare l’uscita delle loro opere, in quelle c’erano tutte le risposte alle mie eventuali domande.

11) Internet pone un'altra domanda: quale rapporto tra autori e "forum di discussione"? L’interazione tra autore e lettore non è mai stata così facile e pubblica come oggi. Fermo restando il diritto di ognuno di scegliere la propria “politica” in questo senso, se doveste consigliare un collega, suggerireste come Clifford D.Simak al neoscrittore Asimov: "Isaac, ora che sei dall'altra parte della barricata non puoi più battibeccare con i lettori sulla pagina della posta delle riviste"?

Credo che sia una cosa molto libera e soggettiva. Se a qualcuno piace, può benissimo dialogare con tutti i lettori che lo vogliono fare. Può essere utile, ma più all’orgoglio dell’autore che al suo lavoro, mi sa. Io ho conosciuto pochi dei miei autori preferiti. Ho sempre avuto paura ad avvicinarli (o meglio, lo facevo, ma poi mi esprimevo a monosillabi, in preda a una patologica timidezza), adoravo aspettare l’uscita delle loro opere, in quelle c’erano tutte le risposte alle mie eventuali domande. Certo, a quindici anni ero più invadente di adesso. Temo che se avessi avuto la possibilità di un forum con un autore, l’avrei perseguitato. Più “Misery” di Stephen King che Asimov, insomma.

Infierno!
di Tito Faraci e Silvia Ziche

(c) aventi diritto

Infierno!<br>di Tito Faraci e Silvia Ziche<br><i>(c) aventi diritto</i>

12) Uno sguardo al passato. Recentemente è stato finalmente ristampato il Commissario Spada. Ci sono altri fumetti italiani immeritatamente sepolti di cui le ultime generazioni di lettori non hanno potuto usufruire?

Tutto Jacovitti. Mi pare che si trovino solo alcune cose della sua sterminata produzione. Valentina Mela Verde e la Stefi di Grazia Nidasio. Ma magari mi sbaglio, sono stati ristampati e non me ne sono accorta (lo ammetto, sono distratta).

13) Uno sguardo al futuro. Tra i nuovi autori italiani pubblicati negli ultimi 10 anni, salta in mente qualche nome come possibile nuovo Pratt / Bonvi / Caprioli / Bonelli...?

Non saprei proprio.

14) 2006-2016... pensando ai prossimi dieci anni che linee di tendenza si possono vedere nel futuro dei fumetti (in Italia e/o all'estero)?

Anche qui mi sa che non so rispondere.

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