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Intervista a Luca Enoch

i 10 anni di uBC
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Intervista a Luca Enoch
 


Intervista a Luca Enoch

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IT-GE

  • Gea
    il baluardo creato da Luca Enoch

uBC ha contattato Luca Enoch in occasione del decennale della sua nascita, e ha posto a lui (come ad altri noti esponenti del mondo del fumetto) una serie di domande per analizzare questi 10 anni appena trascorsi, e provare ad immaginare insieme i prossimi 10.

1) 1996-2006... pensando rapidamente agli ultimi dieci anni come è cambiato il fumetto e il suo mondo editoriale (in Italia e/o all'estero)?

Paradossalmente è cambiato meno rispetto al decennio precedente, che aveva visto il fiorire e il decadere delle “riviste contenitore” come Pilot, Orient Express, Corto Maltese. Nel ’96 ero già un professionista, già lavoravo per Bonelli e già facevo Gea. I cambiamenti che mi hanno coinvolto personalmente riguardano il valico delle Alpi e l’esordio in Francia con Morgana, terra dove il fumetto ha lo status di linguaggio narrativo a tutti gli effetti e dove sto molto bene – per ora – visto che ho altre due serie in preparazione con disegnatori italiani (Maurizio Di Vincenzo e Matteo Lolli). In generale la novità più interessante che vedo – come fruitore di fumetto – è la progressiva diffusione del format narrativo del “romanzo a fumetti” o graphic novel. Novità editoriale - almeno per l’Italia - che Stefano Vietti e io avremmo voluto far approdare anche in Bonelli e che per ora riposa, sconfitta, in un cassetto.

Gea e il suo mondo
disegni di Luca Enoch

(c) aventi diritto

Gea e il suo mondo<br>disegni di Luca Enoch<br><i>(c) aventi diritto</i>
Personalmente non avrei alcun godimento a leggere un libro o un fumetto che non sia su supporto cartaceo...

2) Finito il boom di Dylan Dog si è iniziato a parlare di crisi del fumetto italiano. Ma la cosiddetta "crisi" oggi c'è veramente? In caso di risposta positiva, direbbe che la crisi riguarda principalmente quale tra le seguenti ipotesi?

  1. a) l'età media dei lettori
  2. b) il numero di copie vendute
  3. c) le idee degli autori
  4. d) il coraggio degli editori di fare nuove proposte
  5. e) il fumetto come medium

Direi tutte queste tranne l’ultima. La validità del fumetto come medium è fuori discussione. Semmai in Italia esso non ha mai ricevuto degno riconoscimento, a parte la celebrazione di poche figure d’autore, come Pratt o Manara.

3) A questo proposito la recente tendenza (in Italia) di allegare ristampe di fumetti a quotidiani o riviste come va valutata?

Quanti di quelli che comprano saltuariamente un fumetto allegato a un quotidiano fanno poi il passo da lettori occasionali a lettori di fumetti? Certi numeri di vendita legati a queste iniziative fanno paura ma ancora non ho capito se si sono tradotti, anche in minima parte, in un aumento delle vendite dei fumetti seriali.

In giro per la rete


Sergio Bonelli Editore
sito ufficiale della casa editrice
lucaenoch
il blog dell'autore
Dossier Morgana
l'opera di Enoch e Alberti

4) Immaginiamo di andare a cercare un fumetto nel 2016. La prima cosa che mi viene in mente è...

  1. a) mi vedo andare in edicola come oggi
  2. b) me lo scarico in un qualche tipo di dispositivo digitale mobile
  3. c) mi vedo da un antiquario specializzato

Vado su un sito di PrintOnDemand e mi scelgo carta, formato e rilegatura. Poi me lo faccio inviare a casa a zero spese di spedizione, come faccio oggi con alcuni siti inglesi di cd musicali e dvd. Questo per quanto riguarda le scelte oculate. Ma nulla sostituirà il piacere di vagare per una libreria e spulciare tra gli scaffali, in cerca di qualcosa di cui nessuno ti ha ancora parlato e di cui non sai nulla.

5) Qual è oggi il rapporto del fumetto con gli altri media come cinema, videogiochi…?

Sempre più intrecciato. I produttori televisivi e cinematografici hanno capito – o qualcuno gli ha fatto notare – che i fumetti sono degli storyboard belli e pronti e che questo medium, per l’economia dei mezzi di realizzazione e la facilità di fruizione, offre possibilità di sperimentazione narrativa che gli altri media non hanno. Un bel serbatoio di idee a cui attingere.

6) A metà degli anni '80 abbiamo opere come Watchmen o Dark Knight Returns che influenzano schiere di autori. Nel periodo considerato esistono opere (non solo italiane) dall'impatto equivalente o comunque significativo?

L’immenso Akira di Otomo. Anche se fa storcere il naso ai puristi estimatori del vero fumetto giapponese, questa opera è stata per me di importanza epocale, pari forse ai primi Briganti di Magnus. A livello più generale non saprei… da buon autore di fumetti sono tutto ripiegato su me stesso! ;-)

In generale la novità più interessante che vedo – come fruitore di fumetto – è la progressiva diffusione del format narrativo del “romanzo a fumetti” o graphic novel...

7) Sono ormai quasi vent'anni che i manga vengono pubblicati in Italia.
Ci hanno influenzato come autori o come lettori? E in termini positivi o meno?

Noi autori senza dubbio e penso in termini più positivi che negativi. Per i lettori, l’invasione giappo ha forse creato una massificazione dei gusti nei più giovani ma ha avuto – e ha ancora – il merito di avere avvicinato e fatto affezionare migliaia di giovanissimi lettori al fumetto.

8) Italia / Francia: fuga di cervelli (e matite) o possibili sinergie editoriali per cambiare anche il mercato italiano?

“Fuga in Francia” per approdare in un mercato diverso da quello italiano. Diverso non vuol dire necessariamente migliore. Ciò che muove un autore già affermato in Italia a cercare nuovi spazi all’estero non è tanto il desiderio di una ribalta internazionale ma il desiderio di realizzare qualcosa che a casa non gli viene concesso o semplicemente non ha la possibilità di fare, per tutta una serie di motivi che hanno poco a che fare con la “miopia degli editori”. Quante possibilità avrei avuto in Italia di realizzare un fumetto come Morgana o di partecipare a una serie di gialli storici come la collana Dédales?

Una pin-up di Morgana
il personaggio di Alberti ed Enoch

(c) aventi diritto

Una pin-up di Morgana<br>il personaggio di Alberti ed Enoch<br><i>(c) aventi diritto</i>

9) Nel 1995 inizia a diffondersi internet come fenomeno di massa. Nel 2001 appaiono nella rete italiana i primi esperimenti di "fumetto elettronico" (nato per il web e non trasposto dalla carta).
Nel 2006 la giapponese NTTSolmare dichiara che in un mese vengono scaricati a pagamento nei cellulari "3 milioni di manga digitali".
I cosidetti webcomics sembrano però ancora cercare una propria identità e molti autori sembrano tuttora non riconoscergli una vera dignità.
C'è futuro per questa particolare forma di fumetto?
E si può parlare di fumetto senza carta?

Personalmente non avrei alcun godimento a leggere un libro o un fumetto che non sia su supporto cartaceo, ma non bisogna dimenticare che le nuove generazioni non hanno il nostro stesso bagaglio culturale e di esperienze; quindi chi lo sa che cosa loro apprezzeranno e preferiranno? Trovo estremamente interessante il fenomeno del webcomics, come luogo di proposte personali, esattamente come possono essere i vari blog per i romanzi o spazi virtuali come YouTube e MySpace per i cineamatori o i musicisti in erba.

10) Le fanzine cartacee dalla incerta diffusione e certissima passione dei produttori sono scomparse. Al loro posto le varie web-zine. Abbiamo perso o guadagnato qualcosa nel cambio?

Le informazioni testuali e visive viaggiano su Internet a una velocità immensamente maggiore rispetto a quelle su carta e la loro diffusione è virtualmente globale, mentre quelle delle fanzine cartacee era per forza di cosa estremamente limitata. Quindi tutti ci hanno guadagnato, autori e fruitori.

11) Internet pone un'altra domanda: quale rapporto tra autori e "forum di discussione"? L’interazione tra autore e lettore non è mai stata così facile e pubblica come oggi. Fermo restando il diritto di ognuno di scegliere la propria “politica” in questo senso, se doveste consigliare un collega, suggerireste come Clifford D.Simak al neoscrittore Asimov: "Isaac, ora che sei dall'altra parte della barricata non puoi più battibeccare con i lettori sulla pagina della posta delle riviste"?

Io ho un blog personale dove cerco di tenere un tenue contatto con i lettori che seguono le mie opere. Intervengo di rado e solo per chiarire alcuni punti oscuri o palesi fraintendimenti. Ma trovo questa forma di contatto molto stimolante, soprattutto per le discussioni che nascono tra i lettori.

12) Uno sguardo al passato. Recentemente è stato finalmente ristampato il Commissario Spada. Ci sono altri fumetti italiani immeritatamente sepolti di cui le ultime generazioni di lettori non hanno potuto usufruire?

Beh, Alta Fedeltà sta ristampando le storie di Sprayliz, quindi direi che le ultime generazioni di lettori sono a posto! ;-P

Sprayliz
la prima adolescente ribelle creata da Enoch

(c) aventi diritto

Sprayliz<br>la prima adolescente ribelle creata da Enoch<br><i>(c) aventi diritto</i>

13) Uno sguardo al futuro. Tra i nuovi autori italiani pubblicati negli ultimi 10 anni, salta in mente qualche nome come possibile nuovo Pratt / Bonvi / Caprioli / Bonelli...?

Nomi come Gipi e Igort sono già di caratura internazionale.

14) 2006-2016... pensando ai prossimi dieci anni che linee di tendenza si possono vedere nel futuro dei fumetti (in Italia e/o all'estero)?

Fermo restando che in Italia il fumetto di larga diffusione sarà sempre seriale e legato a un singolo personaggio, vedo con grande interesse l’affermarsi del format narrativo delle mini serie che sta prendendo piede anche in una casa editrice come la Bonelli, tradizionalmente affezionata allo standard classico del personaggio immutabile. Chissà che in un prossimo futuro possa essere accettato anche il format delle graphic novel?

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