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Intervista a Decio Canzio

i 10 anni di uBC
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Intervista a Decio Canzio
 


Intervista a Decio Canzio

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uBC ha contattato Decio Canzio in occasione del decennale della sua nascita, e ha posto a lui (come ad altri noti esponenti del mondo del fumetto) una serie di domande per analizzare questi 10 anni appena trascorsi, e provare ad immaginare insieme i prossimi 10.

1) 1996-2006... pensando rapidamente agli ultimi dieci anni come è cambiato il fumetto e il suo mondo editoriale (in Italia e/o all'estero)?

In questi ultimi dieci anni il mondo intorno a noi (e quindi anche il fumetto) è molto cambiato, come del resto è naturale che fosse. I mutamenti dovuti all'informatica e ad altre (per me) mysteriose tecnologie sono mille e sono sotto gli occhi di tutti. Cambiato poco, invece, è il fumetto bonelliano. E non è una sorpresa. Bonelli è ancorato alla tradizione del racconto avventuroso i cui padri (Salgari, Verne, Grey, Conrad, ecc...) brillano ancora di luce propria. E così facendo la Casa editrice segue moduli culturali collaudatissimi. Giusto o sbagliato? Sono (saranno) i lettori a dirlo.

2) Finito il boom di Dylan Dog si è iniziato a parlare di crisi del fumetto italiano. Ma la cosiddetta "crisi" oggi c'è veramente? In caso di risposta positiva, direbbe che la crisi riguarda principalmente quale tra le seguenti ipotesi?

  1. a) l'età media dei lettori
  2. b) il numero di copie vendute
  3. c) le idee degli autori
  4. d) il coraggio degli editori di fare nuove proposte
  5. e) il fumetto come medium

Sì, la crisi del fumetto italiano c'è. Sono i numeri a confermarlo. Il numero delle Case editrici che hanno chiuso, le tirature, le vendite, le rese. Quest'ultimo dato, forse, più di tutti dà un'idea della gravità della situazione. Riguardo alle cause della crisi, fra i motivi indicati, opterei per il problema della povertà del fumetto come medium. Senza contare tante altre cause. Per esempio, il fermo proposito dei

Parafrasando un noto magistrato, per i prosssimi dieci anni il motto di noi fumettari dovrà essere: resistere, resistere, resistere.
genitori italiani di oggi di introdurre i pargoli all'uso del computer fin dalla più tenera età (a scapito, dunque, di altri investimenti. Come, per esempio, quelli cartacei: libri e fumetti).

3) A questo proposito la recente tendenza (in Italia) di allegare ristampe di fumetti a quotidiani o riviste come va valutata?

La tendenza (italiana) di allegare ristampe di fumetti ai quotidiani e periodici va senz'altro valutata positivamente. Abbiamo detto che c'è la crisi, no? E allora combattiamola con tutti i mezzi possibili, anche se a qualcuno certi abbinamenti possono far storcere la bocca.

4) Immaginiamo di andare a cercare un fumetto nel 2016. La prima cosa che mi viene in mente è...

  1. a) mi vedo andare in edicola come oggi
  2. b) me lo scarico in un qualche tipo di dispositivo digitale mobile
  3. c) mi vedo da un antiquario specializzato

Andando a cercare un fumetto nel 2016, la prima cosa che mi verrebbe in mente è di poterlo ancora trovare in un'edicola. Può darsi che sia solo un sogno, ma perchè rinunciare a sognare?

5) Qual è oggi il rapporto del fumetto con gli altri media come cinema, videogiochi�?

Il rapporto odierno del fumetto con gli altri media (cinema, videogiochi, cellulari, televisione...) è caratterizzato dalla povertà del prodotto fumetto. Non povertà intelettuale, sia ben chiaro, bensì materiale. E' una competizione a handicap. Ma gli ottimisti non mancano: e io sono tra loro.

6) A metà degli anni '80 abbiamo opere come Watchmen o Dark Knight Returns che influenzano schiere di autori. Nel periodo considerato esistono opere (non solo italiane) dall'impatto equivalente o comunque significativo?

Visti i risultati degli ultimi dieci anni, non mi pare che ci siano state opere (italiane e non) tali da aver avuto un forte impatto sulle tematiche e sulla grafica del fumetto.

4°di copertina dedicata ad Un uomo un'avventura
pubblicata in alcuni albi Bonelli del 1976

(c) SBE

4°di copertina dedicata ad Un uomo un'avventura<br>pubblicata in alcuni albi Bonelli del 1976<br><i>(c) SBE</i>

7) Sono ormai quasi vent'anni che i manga vengono pubblicati in Italia.
Ci hanno influenzato come autori o come lettori? E in termini positivi o meno?

Che i manga abbiano inciso sul mercato dei lettori di fumetti è fuori discussione, ovviamente. Secondo me, è stata un'influenza positiva: come sempre avviene quando ci si apre a nuove culture.

8) Italia / Francia: fuga di cervelli (e matite) o possibili sinergie editoriali per cambiare anche il mercato italiano?

Sulla fuga di "cervelli" dall'Italia alla Francia nutro parecchi dubbi. Se ne è parlato molto, è vero, ma credo che si sia concluso poco. E, forse, torme di autori sconfitti stanno attualmente ripiegando in disordine fra quelle valli delle Alpi Marittime che avevano orgogliosamente risalito...

9) Nel 1995 inizia a diffondersi internet come fenomeno di massa. Nel 2001 appaiono nella rete italiana i primi esperimenti di "fumetto elettronico" (nato per il web e non trasposto dalla carta).
Nel 2006 la giapponese NTTSolmare dichiara che in un mese vengono scaricati a pagamento nei cellulari "3 milioni di manga digitali".
I cosidetti webcomics sembrano però ancora cercare una propria identità e molti autori sembrano tuttora non riconoscergli una vera dignità.
C'è futuro per questa particolare forma di fumetto?
E si può parlare di fumetto senza carta?

Bonelli è ancorato alla tradizione del racconto avventuroso... così facendo la Casa editrice segue moduli culturali collaudatissimi. Giusto o sbagliato? Sono (saranno) i lettori a dirlo.

Per incompetenza su quella materia nota come futurologia non posso pronunciarmi sulla eventualità che possa esserci un futuro per un fumetto senza carta.

10) Le fanzine cartacee dalla incerta diffusione e certissima passione dei produttori sono scomparse. Al loro posto le varie web-zine. Abbiamo perso o guadagnato qualcosa nel cambio?

Per quel che mi risulta, il passaggio alle web-zine ha dato più spessore ai dibattiti sul fumetto e ne ha ampliato la platea. Personalmente, per ragioni anagrafiche, rimpiango comunque gli anni della "carta".

11) Internet pone un'altra domanda: quale rapporto tra autori e "forum di discussione"? L�interazione tra autore e lettore non è mai stata così facile e pubblica come oggi. Fermo restando il diritto di ognuno di scegliere la propria �politica� in questo senso, se doveste consigliare un collega, suggerireste come Clifford D.Simak al neoscrittore Asimov: "Isaac, ora che sei dall'altra parte della barricata non puoi più battibeccare con i lettori sulla pagina della posta delle riviste"?

Riguardo ai rapporti tra autorie "forum di discussione", sono sempre stato dell'idea che l'autore debba essere schivo, sfuggente e refrattario ai dibattiti sui contenuti della sua opera. Il libro (o il fumetto) parlano per lui.

12) Uno sguardo al passato. Recentemente è stato finalmente ristampato il Commissario Spada. Ci sono altri fumetti italiani immeritatamente sepolti di cui le ultime generazioni di lettori non hanno potuto usufruire?

Considerata la mia età, non posso non essere favorevole alla pubblicazione di antichi fumetti italiani immeritatamente sepolti. Mi piacerebbe, per esempio, un revival editoriale che andasse, grosso modo, dal 1935 al 1942. Mi chiedo soltanto se esiste oggi un pubblico abbastanza vasto (al di là della frangia amatoriale) e filologicamente preparato per accogliere questa resurrezione.

In giro per la rete


Sergio Bonelli Editore
sito ufficiale della casa editrice

13) Uno sguardo al futuro. Tra i nuovi autori italiani pubblicati negli ultimi 10 anni, salta in mente qualche nome come possibile nuovo Hugo Pratt / Bonvi / Caprioli / Sergio Bonelli...?

Sì. Tra i nuovi autori italiani pubblicati negli ultimi anno credo di poter scorgere un futuro Pratt o un Bonelli. Ma non dico chi, perchè per accontentare un paio di amici e collaboratori ne scontenterei un centinaio.

14) 2006-2016... pensando ai prossimi dieci anni che linee di tendenza si possono vedere nel futuro dei fumetti (in Italia e/o all'estero)?

Parafrasando un noto magistrato, per i prosssimi dieci anni il motto di noi fumettari dovrà essere: resistere, resistere, resistere.

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