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Intervista ad Ade Capone

i 10 anni di uBC
Intervista di uBC staff |   | interview/


Intervista ad Ade Capone
 


Intervista ad Ade Capone

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uBC ha contattato Ade Capone, in occasione del decennale della sua nascita, e ha posto a lui (come ad altri noti esponenti del mondo del fumetto) una serie di domande per analizzare questi 10 anni appena trascorsi, e provare ad immaginare insieme i prossimi 10.

uBC:1 1996-2006... pensando rapidamente agli ultimi dieci anni come è cambiato il fumetto e il suo mondo editoriale (in Italia e/o all'estero)?

Capone: Il fumetto occidentale ha visto un calo generale del fatturato, eccezion fatta per la Francia, divenuta non a caso un approdo per molti artisti stranieri. Il fumetto orientale ha invece conosciuto una costante crescita, sia nelle terre di origine che altrove. Questo è ciò che dicono le cifre nude e crude in termini di mercato globale.
Uso questo aggettivo non a caso: anche per noi la globalizzazione è ormai un dato di fatto. A livello contenutistico e strutturale, mi sembra che il fumetto occidentale si sia fatto più maturo e complesso. E anche i suoi lettori sono invecchiati come età media. E' mancato insomma un ricambio generazionale.


I manga ci hanno influenzato sia come autori che come lettori. E da come la vedo io, le contaminazioni sono sempre una cosa molto positiva.
2) Finito il boom di Dylan Dog si è iniziato a parlare di crisi del fumetto italiano. Ma la cosiddetta "crisi" oggi c'è veramente? In caso di risposta positiva, direbbe che la crisi riguarda principalmente quale tra le seguenti ipotesi?
  1. l'età media dei lettori
  2. il numero di copie vendute
  3. le idee degli autori
  4. il coraggio degli editori di fare nuove proposte
  5. il fumetto come medium
La crisi è nelle cifre, ma non solo. A me pare che riguardi i punti a), b), c), d) da voi elencati. Non credo invece che il medium in sè sia in crisi. Anzi, lo vedo utilizzato da tanti settori (cinema, TV, videogiochi, eccetera) che godono di maggiori investimenti. Noi insomma ci mettiamo spunti, idee, personaggi, storyboard... Ma a far fruttare il tutto sono altri. In questo senso (e SOLO in questo senso) il fumetto resta il parente povero degli altri media. Il nostro, tra l'altro, è l'unico medium che non investa in pubblicità e che non ne contenga, salvo rare eccezioni.


Erinni. Una copertina della serie creata Ade Capone per Liberty Casa Editrice Indipendente
Disegno di Luca Panciroli

(c) Ade Capone

Erinni. Una copertina della serie creata Ade Capone per Liberty Casa Editrice Indipendente<br>Disegno di Luca Panciroli<br><i>(c) Ade Capone</i>

In giro per la rete


Lazarus Ledd
sito ufficiale del personaggio
Star Comics
sito ufficiale della casa editrice
Ade su Star Comics
Pagina dell'autore sul sito ufficiale della casa editrice
Ade su Wikipedia
Pagina dedicata all'autore sull'enciclopedia "open source"
3) A questo proposito la recente tendenza (in Italia) di allegare ristampe di fumetti a quotidiani o riviste come va valutata?

In nessuno di tali volumi è mai comparso un elenco parziale o completo delle fumetterie italiane.
Abbiamo perso un'altra grande occasione: quella di potenziare un mercato nuovo che potrebbe essere la fondamentale alternativa alle edicole, dove i fumetti si vedono e si vendono sempre meno. Più in generale, i volumi non hanno fatto crescere le vendite dei periodici da cui sono tratti i personaggi, salvo rarissime eccezioni. Dunque, è un'ottima e intelligente operazione commerciale per chi li ha realizzati, ma non certo una cosa che aiuti il fumetto a uscire dalla crisi. Per esempio, mi chiedo perché non mettere nei volumi un coupon grazie a cui poter acquistare con uno sconto i periodici correlati. In questo modo avremmo fatto pensare a un mercato ancora vivo e dinamico. Invece a molti i volumi sono sembrati la celebrazione dei bei tempi andati. Una celebrazione postuma. 4) Immaginiamo di andare a cercare un fumetto nel 2016. La prima cosa che mi viene in mente è...
  1. mi vedo andare in edicola come oggi
  2. me lo scarico in un qualche tipo di dispositivo digitale mobile
  3. mi vedo da un antiquario specializzato
La prima che avete detto. Comunque sia, credo che il fumetto da edicola non morirà mai, qui in Italia. Ma anche le fumetterie continueranno a essere una realtà concreta.


5) Qual è oggi il rapporto del fumetto con gli altri media come cinema, videogiochi...

Credo di aver già risposto nel punto 2) dell'intervista.

Credo che ogni autore debba restare un po' lettore (e anche un po' fanzinaro), per mantenere quel senso di stupore ingenuo verso le cose che scrive o disegna. Anche i forum sarebbero okay, se adeguatamente moderati.
6) A metà degli anni '80 abbiamo opere come Watchmen o Dark Knight Returns che influenzano schiere di autori. Nel periodo considerato esistono opere (non solo italiane) dall'impatto equivalente o comunque significativo?

Direi alcune storie di Dylan Dog scritte da Sclavi.


7) Sono ormai quasi vent'anni che i manga vengono pubblicati in Italia.
Ci hanno influenzato come autori o come lettori? E in termini positivi o meno?

Ci hanno influenzato sia come autori che come lettori. E da come la vedo io, le contaminazioni sono sempre una cosa molto positiva.
Il problema riguarda il come i manga vengono percepiti dai lettori più giovani, che li considerano come dei cartoon su carta, non come dei fumetti. Non a caso, non leggono altro, e quando smettono coi manga non passano a leggere altre cose.
In questo modo il fumetto italiano si è già perso due o tre generazioni di lettori. I cartoni animati giapponesi sono dei continui spot pubblicitari per i manga. In Italia, invece, il fumetto non ha mai investito in pubblicità in modo continuativo e mirato. Stiamo pagando le conseguenze di tutto questo, e se non corriamo ai ripari le pagheremo sempre di più.


8) Italia/Francia: fuga di cervelli (e matite) o possibili sinergie editoriali per cambiare anche il mercato italiano?

Se in Italia non cambia la struttura distributiva e promozionale, inclusa anche una maggiore presenza e visibilità nelle librerie di varia (e nei supermercati, e nei negozi di dischi, eccetera), non credo che gli autori possano fare granchè per cambiare il nostro mercato.


9) Nel 1995 inizia a diffondersi internet come fenomeno di massa. Nel 2001 appaiono nella rete italiana i primi esperimenti di "fumetto elettronico" (nato per il web e non trasposto dalla carta). Nel 2006 la giapponese NTTSolmare dichiara che in un mese vengono scaricati a pagamento nei cellulari "3 milioni di manga digitali".
I cosidetti webcomics sembrano però ancora cercare una propria identità e molti autori sembrano tuttora non riconoscergli una vera dignità.
C'è futuro per questa particolare forma di fumetto?
E si può parlare di fumetto senza carta?

L'ho sempre detto: a mio parere il fumetto è di carta e di carta resterà. Di questo sono convinto benchè io abbia collaborato, per esempio, a un e-comic di grande successo come il crossover LL/Sam Fisher. Ma là c'era di mezzo il personaggio di un famoso videogioco (Splinter Cell) e la cosa aveva una sua logica. Da rimarcare, inoltre, come molti lettori mi abbiano scritto dicendomi di essersi stampate le tavole del crossover, prima di leggerle. Su carta, appunto.


10) Le fanzine cartacee dalla incerta diffusione e certissima passione dei produttori sono scomparse. Al loro posto le varie web-zine. Abbiamo perso o guadagnato qualcosa nel cambio?

Sicuramente perso, direi. L'aspetto artigianale era il fascino principale delle fanzine. Mi manca la loro presenza alle fiere, l'entusiasmo dei fanzinari che te le propongono.
Inoltre (e soprattutto) la fanzine di carta la si conservava, la si rileggeva magari dopo anni, riscoprendo certi momenti, certe emozioni. Quella elettronica passa e va... L'unica memoria resterà nei server di alexa.com, negli scantinati del presidio militare di San Francisco. C'è da dire una cosa, e da dirla forte: le fanzine di carta sono state strangolate dai distributori (i grossisti, ma anche alcuni grossi librai), che le trattavano come periodici qualsiasi, imponendo ai fanzinari sconti (per loro impossibili) del 50% se volevano essere distribuiti.


Lazarus Ledd. Copertina dell'Extra n.20 del personaggio creato da Ade Capone per Star Comics
Illustrazione di Sergio Gerasi

(c) 2005 Star Comics

Lazarus Ledd. Copertina dell'Extra n.20 del personaggio creato da Ade Capone per Star Comics<br>Illustrazione di Sergio Gerasi<br><i>(c) 2005 Star Comics</i>

11) Internet pone un'altra domanda: quale rapporto tra autori e "forum di discussione"? L'interazione tra autore e lettore non è mai stata così facile e pubblica come oggi. Fermo restando il diritto di ognuno di scegliere la propria "politica" in questo senso, se doveste consigliare un collega, suggerireste come Clifford D.Simak al neoscrittore Asimov: "Isaac, ora che sei dall'altra parte della barricata non puoi più battibeccare con i lettori sulla pagina della posta delle riviste"?

Non concordo con Simak. Le pagine della posta sono il luogo ideale per discussioni anche accese. Credo che ogni autore debba restare un po' lettore (e anche un po' fanzinaro), per mantenere quel senso di stupore ingenuo verso le cose che scrive o disegna. Anche i forum sarebbero okay, se adeguatamente moderati.
Il problema che di moderatori degni di questo nome in Italia ce ne sono pochi.
E quindi un autore che si affaccia a un forum moderato male è a rischio di attacchi privi di senso da parte di chi non ha di meglio da fare che sfogare là le proprie frustrazioni. I cosiddetti troll, come vengono chiamati in rete.


12) Uno sguardo al passato. Recentemente è stato finalmente ristampato il Commissario Spada. Ci sono altri fumetti italiani immeritatamente sepolti di cui le ultime generazioni di lettori non hanno potuto usufruire?

Gran parte del materiale pubblicato dalla Casa Editrice Universo negli anni '60 e in parte nei '70. Penso a Jimmy Jet, ad Atlas, ai Laramie della valle, a Forza Joe, Billy Bis, Ghibli, eccetera. Un vero e proprio tesoro perduto, ancora attuale e godibilissimo. Grandissimi autori: Nicolò, Pedrocchi, Ugolini, Mancuso, Jeva, solo per fare alcuni nomi.

Purtroppo, l'Universo ha questo atteggiamento di chiusura totale verso chi vorrebbe cercare di recuperare in qualche modo il loro archivio. Anzi, nemmeno ti permettono di consultarlo, l'archivio. Cosa ancor più grave, NON hanno mai restituito le tavole originali a molti disegnatori. Davvero scandaloso.

Ade Capone al lavoro

(c) aventi diritto

Ade Capone al lavoro<br><i>(c) aventi diritto</i>

13) Uno sguardo al futuro. Tra i nuovi autori italiani pubblicati negli ultimi 10 anni, salta in mente qualche nome come possibile nuovo Pratt / Bonvi / Caprioli / Bonelli...?

Uno su tutti: Leo Ortolani. Leo ha questa enorme capacità nei tempi di sceneggiatura e nella regìa della tavola. Inoltre, sa unire elemento comico ed elemento tragico come nessun altro.


14) 2006-2016... pensando ai prossimi dieci anni che linee di tendenza si possono vedere nel futuro dei fumetti (in Italia e/o all'estero)?

Sempre più miniserie e sempre più volumi con storie autoconclusive. Credo che la serialità infinita vada benissimo per i "classici" ma abbia fatto il suo tempo a livello di nuovi prodotti, anche nell'impostazione mentale degli autori. Brad Barron e Demian sono dei segnali ben precisi, così come lo saranno i "romanzi a fumetti" sempre by Bonelli. Questo per restare all'Italia (concedetemi di citare anche Morgan e Goccianera, realizzati da me e da Luca Tiraboschi a fine anni '90). All'estero la tendenza è la stessa. Molte miniserie, finalizzate però a essere raccolte in paperback, cosa permessa dal fatto che in America, per esempio, gli albi hanno solo una ventina di pagine.

Chiudo questa intervista con i complimenti più sinceri a uBC. Ho iniziato a collegarmi a Internet proprio una decina di anni fa. uBC è dunque stato per me un punto di riferimento (informativo, ma non solo) fin dall'inizio. Complimenti davvero per un lavoro che gli americani definirebbero terrific.




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