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Intervista a Mario Gomboli

i 10 anni di uBC
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Intervista a Mario Gomboli
 


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  • Diabolik
    personaggio creato da Angela e Luciana Giussani, pubblicato in Italia senza interruzioni dal 1962

uBC ha contattato Mario Gomboli in occasione del decennale della sua nascita, e ha posto a lui (come ad altri noti esponenti del mondo del fumetto) una serie di domande per analizzare questi 10 anni appena trascorsi, e provare ad immaginare insieme i prossimi 10.

1) 1996-2006... pensando rapidamente agli ultimi dieci anni come è cambiato il fumetto e il suo mondo editoriale (in Italia e/o all'estero)?

In Italia sicuramente continua l’emorragia di lettori di fumetti “da edicola”, sia pur rallentata rispetto agli anni ottanta. Le ragioni sono tante, e non solo – a mio parere – legate al diminuito interesse per il “medium fumetto” a vantaggio di Play Station, Internet, TV satellitari etc etc. Credo che sia determinante la perdita di visibilità delle pubblicazioni a fumetti all’interno dei punti vendita, sommersi dalle invadenti (anche fisicamente) proposte dei vari collezionabili (dall’elicottero telecomandato ai boxer, dalle valigie ai pacchi di pasta e chi più ne ha più ne esponga). Così stiamo – noi editori di fumetti – perdendo il pubblico dei lettori “casuali”, quelli che vanno in edicola a cercare qualcosa per passare l’oretta di attesa dal dentista o di viaggio in treno, vedono Diabolik (è solo un esempio, sia chiaro) e lo comprano d’impulso. Come fanno, oggi, a vederlo, nascosto dietro metri quadrati di cartoni blisterati? All’estero, in particolare in Francia e in Spagna, i fumetti hanno praticamente abbandonato l’edicola e si sono trasferiti nelle librerie, generiche e/o specializzate. Non so dire se lo stesso futuro avrà il fumetto “made in Italy”, ma cerco di prepararmi.

Diabolik
la copertina di un albo

(c) aventi diritto

Diabolik<br>la copertina di un albo<br><i>(c) aventi diritto</i>

2) Finito il boom di Dylan Dog si è iniziato a parlare di crisi del fumetto italiano.

NO. La “crisi” è partita prima, quando chiusero testate storiche come Eureka, L’Intrepido e Il Monello. Se tutti avessero retto sulla distanza come Dylan – ancor oggi credo sia al secondo posto tra i più venduti – nessuno parlerebbe di crisi.

2bis) Ma la cosiddetta "crisi" oggi c'è veramente? In caso di risposta positiva, direbbe che la crisi riguarda principalmente quale tra le seguenti ipotesi?
a) l'età media dei lettori

In parte: il “ricambio” è scarso.

...ritengo positiva la presenza di web-zine, così come apprezzo le mailing-list in alternativa/sostegno della “posta dei lettori”.
b) il numero di copie vendute

Ovviamente: se si vendesse di più nessuno parlerebbe di crisi.

c) le idee degli autori

Assolutamente NO. Negli ultimi anni sono apparse in edicola proposte nuove e interessanti sia da parte de editori “storici” (per brevità cito solo Brad Barron di Bonelli) che “nuovi” (di nuovo per brevità: John Doe e L’insonne).

d) il coraggio degli editori di fare nuove proposte

Vedi sopra.

e) il fumetto come medium

Vero, ma solo in parte. Il cinema non ha eliminato il teatro, la televisione non ha cancellato i romanzi, i giochi elettronici non hanno fatto sparire le scacchiere. Certo: ogni innovazione ruba spazio a chi, precedentemente, quello spazio occupava. Ma se il “medium” è valido, forte e stimolante (come nel caso del fumetto), al più si tratta di “ridimensionamento” e, soprattutto, di “riposizionamento”.

3) A questo proposito la recente tendenza (in Italia) di allegare ristampe di fumetti a quotidiani o riviste come va valutata?

Positivamente, a mio parere. Può aprire nuovi spazi, avvicinare nuovi lettori o ri-avvicinare i vecchi. Ovviamente le operazioni vanno ben calibrate, nei tempi e nelle scelte, e questo, ultimamente (con la logica: “piatto ricco mi ci ficco!”) non sempre è avvenuto.

Gomboli in redazione

(c) aventi diritto

Gomboli in redazione<br><i>(c) aventi diritto</i>

4) Immaginiamo di andare a cercare un fumetto nel 2016. La prima cosa che mi viene in mente è...
a) mi vedo andare in edicola come oggi

Sicuramente no.

b) me lo scarico in un qualche tipo di dispositivo digitale mobile

Forse. Ma solo come operazione “in parallelo”: continuo a credere in un futuro del cartaceo.

c) mi vedo da un antiquario specializzato

Perdirindina, NO! Che tristezza!

5) Qual è oggi il rapporto del fumetto con gli altri media come cinema, videogiochi…?

Sempre più stretto. Per usare un termine sgradevole ma efficace: sono convinto che le SINERGIE saranno sempre più funzionali al futuro del fumetto.

6) A metà degli anni '80 abbiamo opere come Watchmen o Dark Knight Returns che influenzano schiere di autori. Nel periodo considerato esistono opere (non solo italiane) dall'impatto equivalente o comunque significativo?

Parlo per il mercato italiano: temo di no.

7) Italia / Francia: fuga di cervelli (e matite) o possibili sinergie editoriali per cambiare anche il mercato italiano?

Fuga di cervelli.

8) Nel 1995 inizia a diffondersi internet come fenomeno di massa. Nel 2001 appaiono nella rete italiana i primi esperimenti di "fumetto elettronico" (nato per il web e non trasposto dalla carta).
Nel 2006 la giapponese NTTSolmare dichiara che in un mese vengono scaricati a pagamento nei cellulari "3 milioni di manga digitali".
I cosidetti webcomics sembrano però ancora cercare una propria identità e molti autori sembrano tuttora non riconoscergli una vera dignità.
C'è futuro per questa particolare forma di fumetto?

SI’. Ne sono convintissimo, e sto progettando – da anni: ricordate gli esperimenti su Rosso Alice? – una versione in rete di Diabolik. E non solo…

9) E si può parlare di fumetto senza carta?

NO. Come non si può pensare a un Codice da Vinci o un Audiolibro che non sia preceduto da un romanzo.

10) Le fanzine cartacee dalla incerta diffusione e certissima passione dei produttori sono scomparse. Al loro posto le varie web-zine. Abbiamo perso o guadagnato qualcosa nel cambio?

Essendo falsa la premessa (esistono ancora molte fanzine cartacee che godono di decoroso successo) difficile dare un giudizio. Comunque ritengo positiva la presenza di web-zine, così come apprezzo le mailing-list in alternativa/sostegno della “posta dei lettori”.

11) Internet pone un'altra domanda: quale rapporto tra autori e "forum di discussione"? L’interazione tra autore e lettore non è mai stata così facile e pubblica come oggi. Fermo restando il diritto di ognuno di scegliere la propria “politica” in questo senso, se doveste consigliare un collega, suggerireste come Clifford D.Simak al neoscrittore Asimov: "Isaac, ora che sei dall'altra parte della barricata non puoi più battibeccare con i lettori sulla pagina della posta delle riviste"?

Personalmente sono assiduo frequentatore della diabolika M.L., e ne traggo spunti, stimoli, suggerimenti. Anche le critiche più feroci come i complimenti più sperticati – ovviamente presi cum grano salis - sono tracce per un’analisi del mio lavoro aggiornata in tempo reale.

12) Uno sguardo al passato. Recentemente è stato finalmente ristampato il Commissario Spada. Ci sono altri fumetti italiani immeritatamente sepolti di cui le ultime generazioni di lettori non hanno potuto usufruire?

Recentissimamente – e finalmente – Mondadori ha dedicato un volume a Pinky di Mattioli, da sempre confinato – e talvolta mortificato - nelle pagine de Il Giornalino. Gli Aristocratici di Castelli ricompaiono periodicamente… ma purtroppo – come Spada – solo in edizioni “only for fans”. Ecco, io penso che per avvicinare un nuovo pubblico al fumetto bisognerebbe dare più spazio a quelle Opere che al meglio hanno sfruttato la possibilità di raccontare per immagini.

13) Uno sguardo al futuro. Tra i nuovi autori italiani pubblicati negli ultimi 10 anni, salta in mente qualche nome come possibile nuovo Pratt / Bonvi / Caprioli / Bonelli...?

Sì, ma non faccio nomi… a parte Leo Ortolani, a mio parere il miglior erede di quello spirito che fece grandi Bonvi, Silver & C.

...noi editori di fumetti stiamo perdendo il pubblico dei lettori “casuali”, quelli che vanno in edicola a cercare qualcosa per passare l’oretta di attesa dal dentista o di viaggio in treno...

14) 2006-2016... pensando ai prossimi dieci anni che linee di tendenza si possono vedere nel futuro dei fumetti (in Italia e/o all'estero)?

Non compro nemmeno i gratta e vinci…

15) Un consuntivo personale della sua attività e della sua casa editrice in questo ultimo decennio.

Dopo più di trent’anni da autore (con la minuscola) mi sono trovato inaspettatamente dall’altra parte della scrivania (e a volte saltello da una poltroncina all’altra, visto che continuo a fare anche il soggettista). Posso dire di aver “fatto carriera”, e ne sono soddisfatto perché, non dovendo più mediare tra le mie idee e quelle del mio cliente, non dovendo più convincere nessuno della bontà delle proposte su cui investire (ci metto del mio) e, soprattutto, avendo verificato che alcuni progetti estratti da cassetti polverosi hanno avuto successo, posso dire di essere arrivato dove volevo. Ma non ci avrei scommesso una lira, dieci anni fa.

16) Ormai da diversi anni alla serie mensile è stata affiancata quella che è diventata una vera e propria collana di speciali annuali che propongono un inedito respiro narrativo, molto vicino a quello del classico bonelliano. L’ultima tendenza bonelliana vede mensili dal numero di pagine sempre più cospicuo, a scapito della frequenza delle uscite: lei pensa che questo sarà anche il futuro di Diabolik?

Già lo è, in parte, con le due uscite annuali de IL GRANDE DIABOLIK. Il problema, sin dai tempi delle sorelle Giussani, non è di marketing bensì è riuscire a confezionare tante storie in grado di soddisfare le aspettative dei nostri lettori. Che sono molto, molto esigenti.

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    personaggio creato da Angela e Luciana Giussani, pubblicato in Italia senza interruzioni dal 1962

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