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Domanda di prammatica: come si fa a diventare curatori di Mister No, ovvero breve autobiografia di Michele Masiero.
Il nuovo corso l'abbiamo visto e apprezzato. Conosciamo i motivi che ne hanno determinato la nascita (rilanciare il personaggio che stagnava, costruire un pool di autori intorno a Mignacco, creare un nemico importante che non esisteva, etc.). La curiosità mia però è questa: come è nata materialmente l'idea del nuovo corso? Cioè chi l'ha portata avanti per primo (è un'intuizione di Masiero, di Mignacco, è una richiesta di Sergio, è un'idea di gruppo...) e quanto ci avete messo per delinearne le basi in maniera definitiva?
Qual è stato l'atteggiamento di Sergio Bonelli nei confronti del restyling di Mister No (sia come editore che come creatore del personaggio)?
La moda di svecchiare un personaggio in maniera traumatica, con avvenimenti zeppi di lutti e drammi insomma, è di gran moda in America. Basta pensare a quel che è successo in casa DC, cioè la major che ha lanciato la mania di ammazzare i propri characters. Questa era l'unica strada percorribile anche per Mister No o avevate vagliato anche altre alternative meno sconvolgenti?
Ora che il "nuovo corso" ha terminato la sua prima fase, con la fine del confronto Jerry-Ishikawa, può farci un punto della situazione? Attraverso l'incontro coi lettori (epistolare o diretto, a mostre o incontri vari) quale impressione vi siete fatti dell'indice di gradimento del restyling? La critica sembra aver gradito, ma il pubblico? Avete agganciato lettori nuovi, ne avete riconquistati di vecchi?
Oltre al cambio di ambientazione una delle nuove caratteristiche è l'aver optato per albi autoconclusivi, in linea con le ultime serie Bonelli. Non c'è il rischio di perdere le potenzialità che offrivano le storie a lunga-lunghissima durata (una per tutte: "Sfida al Pantanal"). E viceversa, avere una continuity che sottende tutti (o quasi) gli episodi come condiziona il lavoro, suddiviso tra più autori?
Su Mister No sono approdati negli ultimi mesi (anni) molti disegnatori giovani o comunque esordienti alla scuderia Bonelli. Valdambrini, Viglioglia, Suarez, Bignamini, Gramaccioni, Bruzzo, etc. Un bel gruppo di talenti per far rifiatare le matite classiche. Ma il reclutamento delle nuove leve è stato casuale, o c'è un qualche tratto comune fra loro che li ha fatti approdare su Mr.No piuttosto che su un'altra testata?
Sempre sui disegnatori (anzi, su uno in particolare, di quelli che apprezzo molto): qualche numero fa su Fumo di China veniva segnalato il mistero triste di Valdambrini, bravo disegnatore ma il cui tratto veniva criticato come in netta "involuzione". Masiero condivide quell'analisi ed eventualmente quali sono stati i motivi di un disegno meno convincente?
Parliamo di Jerry. Che problemi devono superare gli sceneggiatori nel rappresentare un personaggio che per sua natura non può essere troppo vincente, ma neanche diventare un perdente cronico? Insomma è difficile l'approccio psicologico a una figura così caratterizzata da G.Nolitta, il creatore, o no?
Nelle ultime avventure il Mister No che vi appare è ben diverso dal pilota scanzonato, donnaiolo e un po' beone degli esordi. Tant'e' che Mignacco si prende una pagina intera nel n.259 per giustificare il mutamento. Ma ora che Ishikawa è alle spalle tornerà quello di prima o rimarrà un personaggio un po' meno guascone e più assennato?
Nel nuovo corso c'è spazio per personaggi reali od omaggi con nomi alterati (vedi le rivisitazioni di Hank Williams o di Ed Wood). Da dove traete nuovi spunti e come nasce la documentazione per questi incontri ?
Sceneggiatore/supervisore: quale dei due ruoli è più divertente e gratificante per lei? E quale il più frustrante?
Masiero sceneggiatore. Dopo il convincente "Frontiera" (ehi, non lo dico per ruffianeria ;-), le voci vogliono che sia al lavoro su una storia disegnata da Valdambrini. Di cosa tratta (sempre che la voce sia confermata...) e per quando è prevista l'uscita?
New York. Dopo Martin Mystère e Nick Raider, Jerry diventa il terzo a scegliere la Grande Mela come base delle sue avventure. Al di là degli elementi biografici del personaggio, perché proprio NY e non, che so, Los Angeles o Dallas? Perchè NY è così importante nell'immaginario fumettistico Bonelli?
L'Amazzonia. Si sa che non sarà un semplice viaggetto e gli States sembrano una scelta a lunga durata, diversamente dall'Africa dei n.167-196. Ma nell'Inferno Verde Jerry tornerà solo in flashback o no?
Ancora Amazzonia. Si era vociferato di una specie di Mister No Bis, con storie ambientate proprio a Manaus e dintorni. Era una falsa voce? O si tratta semplicemente degli albi speciali? Se non lo era a che punto è il progetto e come sarà organizzato?
Per quanto riguarda i nuovi e importanti flashback sul Mister No soldato, come vi siete mossi nei confronti di un filone così classico per la serie? Non si corre il rischio di iper-dettagliare fino all'inverosimile il passato di un personaggio e di annacquare un po' l'alone di "mito" intorno a una certa tipologia di storie?
Il prossimo futuro. Sono molto curioso dell'incontro con il grande Kerouac. Ci può anticipare qualcosa... E chi sono Culver e Fenner, i nuovi "colleghi" di Jerry che si intravedono nel trailer sul n.258. Un aiutino...
Ultima domanda. C'è qualcosa/qualcuno che vorrebbe rubare a un altro fumetto per portarlo su Mister No, ma che proprio non si può fare? E non vale rispondere: "i lettori a Dylan Dog" ;-).
Ultima domanda bis (una domanda d'obbligo su uBC): Il suo rapporto col computer e con Internet.


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