Dunque, come quasi tutti quelli che lavorano nel campo dei fumetti ci sono
arrivato per caso. Appassionato lettore da sempre, nel 1984 ho spedito
qualche recensione a quelli di Fumo di China e ne sono entrato a
far parte.
Michele Masiero in una elaborazione di G.Gentili
Tramite loro, e visto che ero a Bologna per frequentare
l'università, sono entrato in contatto con
Alessandro Distribuzioni
(che in quel periodo era l'editore della fanzine) e ho cominciato
successivamente a lavorare lì come consulente editoriale. Per AD ho anche
scritto alcuni libretti, fra i quali "Raccontare Dylan Dog"
e "Raccontare Martin Mystère". Nel frattempo ho conosciuto anche
Bonelli e molti autori bonelliani, primo fra tutti Antonio Serra.
Nel 1991 mi hanno chiesto se mi fosse interessato lavorare alla
Bonelli come redattore e puoi bene immaginare quando ci ho messo
a rispondere di sì. Così è cominciata la mia avventura milanese,
che mi ha portato nel '94 a diventare curatore di
Mister No.
L'idea della "scossa brusca" (chiamiamola così) è stata mia, nel senso
che appena divenuto pienamente operativo nella serie ho subito sentito
l'esigenza di smuovere le acque attorno a Mister No, anche perché si
tornasse a parlare di più di quello che considero il personaggio più
riuscito e completo della Casa editrice (e il merito è quasi tutto di
Nolitta/Bonelli, il suo creatore). Quando si è trattato di decidere cosa
fare praticamente, ho coinvolto naturalmente gli sceneggiatori che allora
lavoravano più assiduamente alla testata, ovvero la colonna
Luigi Mignacco, Maurizio Colombo e Marco Del Freo,
al quale si deve la definizione iniziale del personaggio di Ishikawa.
Ci abbiamo messo alcuni mesi per tirare le fila del tutto
Avremmo voluto lavorarci con più calma per iniziare nella metà del '96,
ma poi il direttore Canzio ci ha chiesto di anticipare
di un anno il rilancio e così abbiamo accelerato
(soprattutto i poveri disegnatori hanno fatto le corse!)
Bonelli ci ha sempre lasciato carta bianca, anche se non ha condiviso
alcune scelte, come quella di "imbruttire" troppo il personaggio nella
fase iniziale del rilancio. Rivedendo la saga dopo quasi due anni, anch'io
credo che alcuni particolari potevano essere trattati in maniera
differente, ma l'esigenza di un estremo realismo nelle reazioni di Mister
No ci aveva forse un po' preso la mano. In ogni caso, Bonelli segue con
attenzione il nostro lavoro e noi i suoi preziosi suggerimenti.
No, non abbiamo vagliato altre strade, proprio perché sentivamo l'esigenza
di uno scossone. C'è però una grande differenza rispetto ai restyling
all'americana: lì generalmente si interviene pesantemente sul carattere
stesso dei protagonisti delle serie (basti pensare alle operazioni di
Frank Miller, soprattutto su Batman). Nel nostro caso, invece,
Mister No non ne ha bisogno, dato che è un personaggio con ideali e caratteristiche
molto attuali pur se ambientato negli anni '50 (e credo che lo abbiamo
dimostrato facendogli vivere ultimamente avventure molto moderne). Anche
l'"imbruttimento" di cui dicevo prima è stato superato in fretta e Mister No
è tornato presto a essere se stesso.
Direi che in generale il nuovo corso è piaciuto, anche se naturalmente non
sono mancate reazioni scocciate (di quelli che chiedono quando tornerà
Jerry a Manaus) o addirittura furenti (di quelli che detestano il
contenuto di forte tensione o di violenza di certe storie). Abbiamo
leggermente incrementato il pubblico di Mister No e comunque fermato
un'emorragia che sembrava inarrestabile. Certo, non abbiamo le vendite di
certi nostri colleghi bonelliani, ma quando ricevo una lettera che inizia
con "Ho cominciato a leggere Mister No dal numero 241 e non lo lascio più"
una piccola soddisfazione ce l'ho.
La formula delle nostre serie di maggior successo (escluso Tex,
naturalmente) sembrano far capire che il pubblico di oggi gradisce di più
le storie autoconclusive, forse perché i tempi di lettura sono cambiati e
si sopporta sempre meno di aspettare mesi per vedere la conclusione di un
episodio. E' vero anche che lo stile narrativo si è fatto più moderno e
serrato e oggi credo ci sia comunque bisogno di meno pagine per raccontare
una storia. Noi abbiamo optato per una soluzione "di mezzo", facendo sì
gli albi autoconclusivi, ma introducendo anche, come hai ricordato, la
continuity, per cui le storie sono un po' legate fra di loro. In ogni caso
vogliamo sperimentare anche altre vie e così adesso stiamo approntando una
storia in 4 albi che sarà pubblicata nella seconda metà del '97.
La continuity è effettivamente una faticaccia, visto che è capitato qualche
volta che il disegnatore non riuscisse a portare a termine in tempo una
storia e ci siamo dovuti inventare un sacco di soluzioni alternative, che
comunque credo non abbiano mai dato l'idea di riempitivi.
Il tratto comune è dovuto al fatto che sono piaciuti a noi e li abbiamo
trovati adatti per rivitalizzare Mister No. E anche se nella scelta c'è
naturalmente della casualità, è vero che abbiamo ritrovato in ognuno una
grande sintonia di gusti e interessi. E' chiaro che in questo modo la
collaborazione fra sceneggiatore e disegnatore ha una marcia in più.
Non la condivido assolutamente e non mi è piaciuto nemmeno lo stile quasi
canzonatorio con cui il pezzo era scritto (certamente non gliene voglio:
anch'io a suo tempo su Fumo di China ho scritto un sacco di sciocchezze).
Comunque, considero Valdambrini uno dei più grandi talenti italiani in
assoluto. Fabio è sempre alla ricerca di uno stile più personale e quello
che può apparire un disegno veloce (e secondo me molto fresco ed efficace)
gli costa in realtà molto lavoro. E questo è naturalmente il motivo per il
quale non posso pubblicarlo tanto spesso quanto vorrei, ma quest'anno lo
vedremo per due mesi e potrete giudicare voi stessi.
E' facile e difficile allo stesso tempo. E' facilissimo perché lui si
comporterebbe come un uomo come noi (d'accordo, fatti i dovuti distinguo!)
e quindi nelle situazioni complicate in fondo ci basta chiederci: "Io come
reagirei in questa situazione?", e il gioco è fatto. Forse però proprio
per questo, cioè per questo suo essere poco "eroe dei fumetti
tuttodunpezzo", molti sceneggiatori (o almeno molti di quelli che
mi mandano soggetti) non riescono a scrivere storie convincenti. Quindi
è difficile! Bah, ho risposto? Non ci capisco più niente! ;-)
E' il discorso che facevo prima su certe caratteristiche di Mister No che
sono un po' cambiate all'inizio della nuova saga. Credo che adesso Mister
No sia tornato quello di prima, anche se naturalmente nessuno di noi è
Guido Nolitta e quindi lo scriviamo ognuno con la propria personalità:
in effetti a leggerlo con attenzione ci si possono ritrovare le
caratteristiche di ciascuno degli sceneggiatori. Mignacco, poi, che è il
più "scafato" e ha la più lunga frequentazione con Jerry di tutti noi,
ogni tanto rimette le cose a posto magari con una pagina intera qua e là.
Gli spunti sono tratti dalle nostre letture, dai film che vediamo, dalla
musica che ascoltiamo: dal background dello sceneggiatore, insomma.
E si tratta di informazioni, stimoli, idee e spunti che ci scambiamo
continuamente, visto che per mia fortuna noi sceneggiatori che
attualmente realizziamo Mister No (ovvero: Mignacco, Colombo, Marzorati
e il sottoscritto) siamo tutti quasi sempre in redazione.
Bella domanda, ce n'è una di riserva? Scherzi a parte, naturalmente
entrambi i ruoli hanno i loro lati gratificanti e frustranti. Come
curatore mi piace chiaramente molto la parte creativa, meno quella più,
diciamo, burocratica, che comunque fa parte del gioco. Come sceneggiatore,
è frustrante il fatto di non poterci dedicare molto tempo. La
soddisfazione di vedere le proprie idee trasformate in disegni
è comunque impagabile.
Grazie per la ruffianeria, cioè volevo dire, per i complimenti che
condivido però con Maurizio Colombo che ha sceneggiato la seconda
metà della storia. Le voci sulla storia con Valdambrini sono reali:
Fabio ha già terminato le 94 tavole, che usciranno a settembre come prima
parte della lunga storia di cui dicevo prima. Fabio sta adesso disegnando la
terza parte su testi di Stefano Marzorati (per la cronaca le parti 2 e 4
le disegnerà Suarez).
Per quanto riguarda me, invece, sto attualmente scrivendo la storia per il
prossimo Almanacco dell'Avventura: Mister No è nelle Ardenne
alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i disegni sono del grande Roberto Diso.
Credo che New York, come simbolo della grande città calderone in cui
ci si può ritrovare di tutto, sia il luogo in assoluto più importante
nell'immaginario non solo fumettistico. In ogni caso le New York dei
nostri personaggi sono molto diverse fra di loro, e per esempio non credo
che in effetti Nick Raider e Martin Mystère vivano nella stessa città.
Per quanto ci riguarda, quella di Mister No è la New York dei perdenti, del
jazz, delle piccole-grandi storie di tutti i giorni che a volte nascondono
anche i grandi intrighi. E' la città che si vive sulla pelle e che può
scottare e meravigliare allo stesso tempo.
Sappiamo dalla biografia di Jerry Drake che il nostro tornerà prima o poi
a Manaus. Ma ci sono un sacco di strade e di storie che lo aspettano in
giro per il mondo, quindi perché non fargliele percorrere e vivere?
Le storie ci sono effettivamente e sono quelle rimaste in sospeso al
momento dell'avvio della nuova saga. Inizialmente abbiamo aspettato di
vedere le reazioni (anche di vendita) della serie regolare per lanciare
questi fuori serie. Poi è passato del tempo e anche se il progetto rimane
in piedi, si tratta di storie scritte con uno stile che non è quello
dell'attuale Mister No. Comunque decideremo nei prossimi mesi. Gli
Speciali e gli Almanacchi, invece, continueranno a ospitare
storie del passato di Mister No per coprire i buchi della sua biografia:
saranno soprattutto storie (come le due in pubblicazione nel '97) ambientate
nel periodo precedente il 1950, anno in cui Mister No è partito per il Brasile.
Non credo che si corrano i rischi di cui parli. Penso invece che un
personaggio come Mister No debba confrontarsi con questi "miti"
(parola fin troppo abusata e che non mi piace molto), naturalmente
a modo suo. Non c'è nemmeno il pericolo di iper-dettagliare: Mister No
è un personaggio dei fumetti e quindi può avere vissuto miliardi di
avventure nel suo passato, non riusciremo mai a raccontarle tutte!
L'incontro con Kerouac è previsto per luglio in una storia scritta
da Marzorati e disegnata da Bruzzo. Credo che si tratti di qualcosa
di speciale, da ricordare, mi saprete dire. Vi posso anticipare che
il vero protagonista di quella storia è uno dei tanti "loser" che
attraversano la strada di Mister No: un cantante di jazz dalla vita
tormentata. Culver e Fenner appariranno nell'albo di febbraio"Notte di morte" di Marzorati e Suarez, quindi
scoprirete presto chi sono. Un piccolo aiutino? Beh, Fenner sta dietro
un bancone e Culver è proprietario di un paio di locali.
Adoro il computer come tutta la tecnologia quando è utile e facilita la
vita. Internet mi incuriosisce, mi stuzzica e ci passo ore davanti anche
se mi angoscia un po' il fatto che la quantità di informazioni sia talmente
TROPPA, che ogni volta che cerco qualcosa so già che non riuscirò
a vedere tutto e perderò sicuramente qualcosa di fondamentale, ma tant'è...
Beh, adesso ti saluto e vado a vedere cosa c'è di nuovo su uBC:
ruffianata finale e bye bye!:-)