Sono nato il 7/10/65 a Imola (BO) e ho vissuto per lunghi anni a Faenza
(RA), dove ho ancora la residenza. Dopo studi regolari mi sono iscritto
alla scuola di fumetto: ZIO FEININGER a Bologna dove ho avuto la fortuna di
avere come insegnanti, tra gli altri: Andrea Pazienza e Lorenzo Mattotti.
In seguito mi sono iscritto alla scuola del fumetto di Milano, dove ho
avuto come insegnante di disegno Angelo Stano. Quindi in definitiva ho
iniziato come disegnatore, la sceneggiatura è venuta dopo. Uscito dalla
scuola ho iniziato a fare, insieme ad Alberto Ostini vignette di satira
politica, io facevo i disegni e lui collaborava con me ai testi. Ci
firmavamo TIKE e siamo stati pubblicati da CUORE, I GIGANTI DEL BASKET,
AVVENIMENTI, IL CORRIERE DI RIMINI, SOCIETA' CIVILE.
Io e Alberto avevamo appena finito di fare un fumetto che si chiamava
POLLICINO, una cosa molto surreale alla IONESCO. Il protagonista
era un personaggino che si era chiuso in casa e passava le sue giornate su un
divano. Le gag erano provocate dalle visite dei parenti e dalla presenza di
uno strano attaccapanni muto, di cui però Pollicino, parlava con rispetto e
timore. Queste brevi storielline autoconclusive finiscono un bel giorno
nelle mani di Serra, che conoscevo già dai tempi della scuola, gli
piacciono molto e così ci chiede di preparargli un soggetto per Nathan. Io
e Alberto ci mettiamo sotto e nasce "Bauhaus Killer". La sceneggiatura
va bene (a tutt'oggi è la sceneggiatura che ha avuto meno correzioni da parte
di Serra) e da quel momento mi trovo all'improvviso al lavoro su sei storie
contemporaneamente (alcune da solo, altre con Alberto). Ora, oltre a
sceneggiare Nat e Legs, affianco Serra, nella cura delle due testate.
Questa è una leggenda bella e buona, dettata dal fatto che Katia (Katia Albini,
alias Janine e Legs, nonchè moglie del Serra e segretaria di redazione)
è molto disordinata. Nel momento in cui mi sono trovato a sostituirla ho per
forza dovuto fare un po' di ordine per poter lavorare.
Ora che Katia è tornata in ufficio e mi ha visto all'opera, si è convinta
che io sono disordinato almeno quanto lei e sicuramente non scriverebbe più
quelle cose su di me.
Claudio non fa più parte dello staff di Nathan Never e un suo ritorno,
anche a causa dei suoi impegni, è impensabile. Molto probabilmente il
numero 100 sarà affidato a Roberto de Angelis.
Premesso che io amo più l'Horror e l'Hard Boiled che la fantascienza,
l'autore che preferisco, in quest'ambito, è Philip K. Dick. Tutti i suoi
libri che hanno come tema "la paranoia" sono assolutamente fantastici e
sono uno dei modelli a cui mi ispiro maggiormente. Subito dopo, nelle mie
preferenze,viene James Ballard. Non amo quindi particolarmente gli
scrittori di fantascienza classica, ma tutti quelli in grado di parlare,
attraverso i canoni del genere, d'altro. So che sarà un duro colpo per voi,
ma Asimov e Gibson mi annoiano.
Nathan è interessante per la componente hard boiled che ha in se. Quasi
tutte le mie storie, ad eccezione di quelle tratte da un soggetto di Serra,
vanno, infatti, in questa direzione. Tutt'altro discorso vale invece per
Legs, il più fantastico "contenitore" pubblicato dalla Bonelli. Legs è
tutto e il contrario di tutto: si possono alternare storie assolutamente
demenziali, come quella che uscirà a dicembre, disegnata da Elena Pianta,
a storie tristi e "impegnate". Questa alternanza è impensabile su Nathan
Never che invece ha un suo tono "triste" da cui è impossibile prescindere.
E poi, sarà perchè provengo dalla satira e ho una vera passione per i
vecchi cartoni della Warner, mi trovo molto meglio con Legs che con il
"Musone".
Alberto è un mio carissimo amico che conosco oramai da molti anni e che
mi completa alla perfezione. Così come io sono a mio agio su Legs lui lo è
su Nathan che sente più suo. Il problema principale del nostro rapporto
lavorativo è che per me il fumetto è tutto, mentre lui ha molti altri
interessi, collegati anche agli studi che ha fatto (Alberto tiene corsi di
cinema all'Università Cattolica) e ha pubblicato un paio di libri
sull'argomento. E così lui scrive molto meno di me e io sono costretto a
lavorare molto spesso da solo. Quando scriviamo insieme di solito ci
dividiamo le varie scene e io alla fine amalgamo il tutto.
Dipende dal disegnatore. La libertà che abbiamo lasciato a De Angelis
è stata molto maggiore di quella che abbiamo lasciato, per esempio, a Stefano
Casini, disegnatore dello speciale che uscirà a dicembre. Comunque in
generale non siamo particolarmente pignoli e ci piace molto ascoltare le
opinioni di un disegnatore a proposito di una determinata scena, fatto
salvo il fatto che se una cosa non ci soddisfa, va cambiata.
No. Io so disegnare piuttosto bene, almeno credo, e un eventuale layout
sarebbe così preciso da togliere al disegnatore ogni libertà nella scelta
delle inquadrature da adottare per una determinata scena.
Bauhaus killer è stato un tentativo di approfondire ulteriormente un
aspetto del mondo di NN non ancora toccato, e cioè il mondo dell'arte nel
futuro. La storia è stata scritta in modo post-moderno ed è piena di
citazioni che vanno dai cartoni animati di Wil Coyote, fino a soluzioni
Prattiane, come il lungo zoom all'indietro che apre la scena alla Punk
Gallery. Un assemblaggio di "cultura bassa" e di "cultura alta", di ordine
e di confusione, esemplificato fin dal titolo che mette insieme il rigore
geometrico della Bauhaus con la distruzione operata da qualunque serial
killer. L'esperimento è riuscito e quindi sicuramente ci torneremo sopra e
spiegheremo anche il perchè alcuni quadri che si trovavano nei musei
Italiani siano ora sparsi per il mondo. Per quanto riguarda invece Igor Mc
Nally, tornerà in una storia di Medda in uscita la prossima primavera e in
un seguito di Bauhaus killer che stiamo scrivendo proprio ora e che uscirà
verso la fine del 1997.
Non sono d'accordo. Io credo che, a dispetto dei giudizi negativi,
quella fosse una buona storia, anche se forse, non era esattamente quello
che si aspettavano i lettori. La mia speranza è che dopo la fine della saga
di Atlantide e l'uscita del Nathaneverone, a cui si collega direttamente,
anche il mio piccolo contributo verrà rivalutato. In ogni caso, infilarsi
in questa storia, nata da un soggetto di Serra, che non mi apparteneva più
di tanto, era un impresa improba, sia perchè i Hashimoto e gli altri
Giapponesi sono assolutamente antipatici ai lettori di NN, sia perchè tutte
le citazioni di cui è permeata la seconda parte sono ostiche e
irriconoscibili. Molti hanno lodato le citazioni letterarie del numero 61:
Dr Jeckil e Mister Hyde, Orfeo ed Euridice ecc, mentre nessuno ha potuto
cogliere i riferimenti letterari presenti nel secondo albo in quanto questi
appartengono ad una cultura, quella Giapponese, di cui noi tutti, me
compreso, conosciamo ben poco. Se i due albi, per assurdo, fossero usciti
in Giappone, probabilmente sarebbe avvenuto esattamente il contrario: la
seconda parte sarebbe piaciuta, mentre la prima avrebbe lasciato tutti
freddi. Comunque, nonostante le critiche questa è una storia che mi è
costata molto fatica e a cui sono molto affezionato, anche se probabilmente
in realtà, da un punto di vista esterno, è molto meno bella di come la vedo io.
Esatto. Del resto, visto l'argomento, non poteva essere diversamente. E'
l'ingresso al mondo Giapponese della seconda parte: un mondo che è stato
esiliato nel cyberspazio nel momento in cui la cultura Nord Americana è
diventata la cultura dominante nell'universo di NN.
Al momento sono al lavoro su 7 storie contemporaneamente, mentre altre
4, finite da tempo, sono in uscita nei prossimi mesi. Nella maggior parte
dei casi si tratta di storie di Legs, scritte da solo.