ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
InteractiveInterviste





Pagine correlate
Anteprima del
terzo volume


  
Intervista a Stefano Tamiazzo
di Mauro Dollari

Risponde ai microfoni di uBC uno dei "tesori" italiani esportati all'estero.

Quando hai partecipato a UmbriaFumetto 2000 ti hanno descritto come il disegnatore che i giapponesi ci invidiano. Tu cosa ne pensi? Puoi darci una presentazione su chi è Stefano Tamiazzo? Sei un autodidatta o hai imparato da qualche parte o da qualcuno?

Sono un autodidatta "mio malgrado"... questo ha i suoi pro e i suoi contro. Sei costretto ad importi un autodisciplina ferrea, devi imparare ad essere "cattivo" se non vuoi arenarti e fare sempre le stesse quattro cose a vita.
Il fumetto mi piace perchè ti costringe ad essere molto di più che un semplice disegnatore o uno sceneggiatore...sei scenografo, costumista, direttore della fotografia, tecnico del suono, etc.

Ci sono infinite possibilità di imparare ogni giorno qualcosa di diverso e questo è un aspetto fondamentale, almeno per quanto mi riguarda, vista la mia facilità nell'annoiarmi.

Che fumetti hai letto o leggi attualmente che ti hanno particolarmente colpito?

(17k)
Una tavola dal numero 1
(c) 2001 Bande Dessinée

Il mio "colpo di fulmine" è arrivato a 14 anni con un volume della collana Un uomo n'avventura: L'uomo dello Zululand di Gino D'Antonio... sono rimasto folgorato!!! Un fumetto con l'aspetto di un libro, di grande formato, autoconclusivo, a colori, con un montaggio delle vignette diverso e affascinante e che parlava delle guerre tra Zulù e inglesi. Fantastico!!!
Mia madre mi dava 5000 lire alla settimana, il sabato andavo in città e ne compravo uno; quando non avevo i soldi lo rubavo! Volume dopo volume ho avuto la grande possibilità da adolescente di "incontrare" Pratt, Toppi, Battaglia, Tardì, Bilal,Comes, Micheluzzi, Corben, Jimenez, Otomo, Miyazaki, Tezuka e tanti altri... ma non avevo nessuno con cui condividere questa mia passione, nessuno con cui discuterne e forse è stato meglio così... Il passo successivo è stato di mettermi a disegnare tutti i giorni come un ossesso.
A 17 ho lasciato la scuola dicendo ai miei che sarei diventato disegnatore di fumetti... mia madre piange ancora e non ha mai letto niente di quello che ho pubblicato; mio padre: "bravo, bravo...". Non mento quando dico che li ho sempre adorati!

In giro per la rete..
Edizioni BD
il sito della Casa Editrice italiana

Dal Premio Pierlambicchi a Prato nel 1994 alla Francia: quanto tempo è passato e quante cose sono cambiate?

Per me "nulla" nel senso che nel giro di poche settimane ho capito che aria tirava dalle nostre parti e ho approfittato immediatamente della fiera del libro di Bologna per fare un giro e consegnare alcune centinaia di fotocopie agli editori di mezzo mondo. Alla fine di una giornata estenuante ho puntato come un falco su un gruppo di giapponesi che stanziava indisturbato allo stand della Shogakkukan... erano i responsabili della VIZ Communications di San Francisco.
Ho mostrato le mie brave fotocopie, loro hanno confabulato in giapponese sottovoce (sopravvalutandomi...) per un po' e 5 minuti dopo avevano i miei dati.
Tutto fatto... ricordo ancora la meravigliosa sensazione di ritorno verso casa convinto di aver fatto qualcosa d'incredibile!!!

cliccare per ingrandire
(cliccare 68k)
Una tavola da "Sogno di una notte di mezza...
fuga!!!", la storia con cui Tamiazzo ha vinto
il Premio Pierlambicchi
(c) 1994 Tamiazzo
   
 

A proposito del Premio Pierlambicchi, chi è appassionato di manga e anime giapponese riconosce nel tuo tratto una somiglianza con quello di Hayao Miyazaki: quando è nata questa scelta stilistica e come mai proprio Miyazaki? Ci sono altre influenze stilistiche nel tuo modo di disegnare?

All'inizio la mia idea era quella di "diventare" un disegnatore realistico... ma nel giro di poche settimane mi resi conto che non era decisamente la mia natura, che avevo una naturale predisposizione per il grottesco.
La mia passione per Lupin III (giacca verde) e centinaia di fermo immagine al video registratore hanno dato la prima botta al mio stile già fortemente influenzato da Tardì e Giardino, solo per citarne un paio.
Ho dei periodi in cui amo un certo autore e allora cerco di studiare tutto quello che ha fatto cercando elementi da poter rubare e immettere nel mio stile... è il mio modo di rinnovarmi, di studiare e imparare! Sto al 10% del mio potenziale in questo momento...

Ritieni che la "fuga" degli autori/disegnatori italiani in Francia sia il modo migliore per esprimere davvero le proprie potenzialità?

Non è il modo migliore, è l'unico permesso a chi non disegni Disney o Bonelli... Una necessità, che però si sposa felicemente con un mercato con molti editori e una cultura di fondo che per quel che mi riguarda non ha pari nel mondo.

Come mai non sei riuscito a pubblicare direttamente in Italia? Colpa del tuo tratto davvero così giapponese, del mercato o degli editori?

Quando si fa questo mestiere è importante essere "sinceri"... bisogna seguire la propria natura, inutile cercare di disegnare o scrivere in un modo che si adegui al "mercato", perchè il risultato sarà sempre inevitabilmente lo stesso: fallimentare sia sotto il profilo personale che lavorativo.
I lettori se ne accorgono subito. Questo non esclude però il fatto di informarsi sul mercato.
Il mio modo di disegnare è fortemente influenzato dalla linea chiara e dal cartoon giapponese (fondamentalmente, ma non solo).
In Italia, questo modo di disegnare agli editori che possono stipendiarti piace solo a parole. Tante ciance, nessuna idea. Anni fa, in un momento di profonda malinconia, ho proposto delle versioni sia di Nathan Never, Legs, Martin Mystère e addirittura Tex... ho avuto due appuntamenti con Antonio Serra che mi diede come parametro da imitare, per poter pubblicare, il copertinista di Legs...
La settimana dopo ero in Francia invitato da Morvan a discutere di quello che sarebbe poi diventata La Mandiguerre!!!

cliccare per ingrandire
(cliccare 46k)
La copertina del #1
(c) 2001 Bande Dessinée

cliccare per ingrandire
(cliccare 47k)
La copertina del #2
(c) 2003 Bande Dessinée

Prima della Francia hai pubblicato su Animerica e hai vinto pure un concorso per giovani autori in Giappone. Sei riuscito a lavorare lì? Com'è Animerica?

Dopo aver vinto all'unanimità Prato nel 94' con una giuria che vantava i nomi più importanti dell'editoria italiana, non aver avuto nemmeno uno straccio di proposta e nemmeno un contatto, ho deciso di andare alla fiera internazionale del libro di Bologna, come già detto.
Satoru Fuji, uno dei responsabili della VIZ, amava il mio lavoro e così ho pubblicato per la prima volta... la parte dedicata ai fumetti di quel numero aveva me e Rumiko Takahashi.
Il concorso giapponese Shikisho è un bel vanto, non so quanti altri occidentali siano riusciti ad aggiudicarsi il premio (3°). La storia è stata pubblicata in un grosso volume tutto dedicato al concorso... sono a pagina 800...

Che prospettive ha il mercato giapponese per un europeo? Ti piacerebbe lavorare in Giappone? O preferiresti un altro Paese (esclusa la Francia ovviamente)?

Direi nessuna, per i disegnatori. Diverso invece per uno sceneggiatore.
Il più veloce dei disegnatori italiani sarà sempre e comunque più lento di un buon disegnatore giapponese.
Sono tornato dal Japan Expò di Parigi che si è tenuto il 2/3/4 luglio da poco (ho disegnato il poster della sesta edizione): cito ad esempio Katsura, un gigante dei manga nel mondo, che è praticamente ostaggio del suo editore per sua stessa ammissione... ha preso le ferie per poter essere a Parigi.
Mi piacerebbe disegnare col mio stile per DC o Marvel, almeno una volta!!!

cliccare per ingrandire
(cliccare 34k)
I tre protagonisti della Mandiguerre;
dall'alto in senso orario: Dosnon, Cousance
e Tillois, disegno di Stefano Tamiazzo
(c) 2001 Bande Dessinée

Che vuol dire lavorare con un autore straniero?

Boh...

Che vuol dire lavorare con Morvan? E' uno degli autori più prolifici del momento: come ti organizzi per collaborare con lui?

E' molto stimolante, perchè tutti e due siamo molto appassionati di quello che facciamo, non lavoriamo su personqggi creati da altri, ma su qualcosa che abbiamo tirato fuori assieme, e i ruoli non sono definiti fortunatamente.
L'unico problema con Jean-David è che lavora su 15-20 progetti all'anno, e questo comporta un perenne inseguimento da parte mia!!!!
Siamo amici però, spesso mi ha ospitato a casa sua, c'è un rapporto che va oltre la questione lavorativa. Ci si vede ai saloni in Francia, ci si sente per e-mail...

Potresti raccontarci com'è nata La Mandiguerre?

Le "possibilità" erano due: qualcosa di simile a Nausica della valle del vento, oppure una prima guerra mondiale spaziale... essendo tutti e due appassionati della prima guerra è stato facile scegliere!!!
Al plot abbiamo lavorato insieme in lunghi viaggi in macchina e visitando musei e fortini con al culmine la visita a Verdun.
Poi ognun per sè, confrontando di volta in volta il lavoro.

Da disegnatore intervieni su qualche aspetto della sceneggiatura oppure realizzi a spada tratta tutto quello che Morvan ti chiede?

Io intervengo nel suo e lui nel mio.
La Mandiguerre è un lavoro di coppia e non potrebbe essere altrimenti. Se così non fosse mi troverei bene con Bonelli, o Disney.

In questi tre numeri hai apportato qualche cambiamento radicale nel tuo modo di lavorare? Se si, quale?

cliccare per ingrandire
(cliccare 74k)
I Mandis inseguono un caccia terrestre,
disegni di Stefano Tamiazzo
(c) 2001 Bande Dessinée
   
 

Il cambiamento è fondamentale e c'è anche se non lo porti coscientemente.
Nel primo volume ho sperimentato molto, soprattutto a livello di story board. E' molto difficile trovare l'equilibrio quando hai a disposizione 10-11 vignette a pagina, il doppio di una italiana.
Nel secondo ho cercato di lavorare sui neri, di trovare un atmosfera più cupa e ho cambiato formato dell'originale. Nel terzo, penso finalmente di avere trovato un giusto equilibrio tra i vari elementi... si vedrà.

I coloristi dei primi due numeri sono diversi: c'è stata una ragione in particolare che ha determinato questo cambiamento? Se si, chi l'ha deciso? Cambierà anche nel terzo numero?

In realtà i colori dei primi due numeri sono della stessa persona dato che Christian Lerolle e Color Twins sono esattamente la stessa persona.
Però il colorista della terza serie e della quarta sarà definitivamente Christophe Araldi (Shaolin Moussaka, Ring circus, ecc. ), un grandissimo talento del colore informatico che ha per mia fortuna accettato il mio invito a lavorare in team alla Mandiguerre.

Se si, com'è stata la tua esperienza con tre diversi professionisti?

Con Christian c'è un bel rapporto umano ma non c'è stato feeling professionale. Con Christophe è simbiosi totale.

Sicuramente hai avuto modo di leggere sia la versione francese che quella italiana: ritieni che la traduzione abbia reso bene quello che viene trasmesso dall'edizione originale?

Sono soddisfatto anche perchè l'edizione italiana è stata curata da Dario Formentin, che è un traduttore professionista con un curriculum infinito alle spalle, e non un semplice appassionato improvvisatosi traduttore.

Ora scendiamo un po' nel dettaglio della storia. I protagonisti sono delle figure estremamente diverse fra loro, ma in fondo tutti e tre vittime dei mali di una società. Proprio a causa di questa diversità, ognuno di loro vive ciò che accade in modo differente: Dosnon è costretto a diventare un eroe, Tillois scopre l'inutilità della guerra, ma si costringe a partire e Cousance insegue il sogno della sua vita. Quale dei tre, mentre li disegnavi, sentivi più vicino e perché? C'è qualcosa che cambieresti in loro?

In realtà, più mi distacco mentre lavoro, meglio disegno... mi fa simpatia Tillois, ma lo avrei desiderato meno "piagnucoloso" .

La trama de La Mandiguerre consente di spaziare in molti ambienti e in altrettante situazioni: guerre sulla terra, battaglie nello spazio, locazioni anguste ed enormi città. Cosa ti piace disegnare di più e perché?

Disegno con naturalezza tutto ciò che sa di "discarica"... la trincea lurida nel terzo volume è protagonista con mia grande gioia!!!
Spero che si noti il mio amore per il design che spazia dalle astronavi retrò alla divisa finto militare di Tillois. Non amo al contrario gli ambienti asettici e sterilizzati della fantascienza classica.

Cosa dobbiamo aspettarci nel terzo numero? Ma soprattutto a che punto siete arrivati?

La prima guerra mondiale spaziale!!! Uno spazio siderale completamente rinnovato graficamente... un ritmo potente, regia curatissima, una pulizia della pagina... basta?
Il terzo volume è stato finito. Olè!!!

La storia si conclude in 4 volumi?

Assolutamente si... anche se una sorpresa per il mercato italiano potrebbe esserci: un'edizione integrale in B/N originale? Cominciate a disturbare Andrea Rivi affinchè si assuma le sue responsabilità!

Hai in programma qualcos'altro oltre La Mandiguerre? Qualche sogno nel cassetto, qualche collaborazione che ti piacerebbe avvenisse? Oppure un progetto tutto tuo?

"Siamo nati per soffrire, e ci siamo riusciti..." Cercherò di rovinarmi la vita facendo tutto da solo!!!

cliccare per ingrandire
(cliccare 23k)
Il profilo di Cousance in una dedica di Tamiazzo di un paio di anni fa


 
 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §