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Intervista a Bartoli & Recchioni
di Roberto Giammatteo

Grandi novità in casa Eura: Dopo aver realizzato monografici mensili dedicati a personaggi pubblicati dapprima sulle pagine delle due riviste contenitore settimanali, Skorpio e Lanciostory, la casa editrice romana, ha deciso di lanciare una nuova serie completamente affidata ad autori italiani.

Noi di uBC abbiamo fatto quattro chiacchiere con gli ideatori della serie: Bartoli & Recchioni.

Insieme all'intervista trovate in questa pagina anche gli studi dei personaggi della serie e in un'altra pagina un anteprima esclusiva dai primi 10 numeri delle serie...

John Doe vi aspetta in edicola il 6 giugno 2003!

In giro per la rete..
Eura Editoriale
Cerchiamo di inquadrarvi con una serie di domande: Quali sono i tuoi hobby?
Bartoli: Giocare con mia figlia, giocare a pallone, giocare a non crescere. Giocare...
Recchioni: Il cinema, i romanzi, i videogiochi, passeggiare con il mio cane e la moto.

L'ultimo fumetto che hai letto.
Bartoli: "La Lega degli Straordinari Gentlemen" di Alan Moore e Kevin O'Neill.
Recchioni: Il secondo volume di "Blacksad" di Diaz Canales e Guarnido.

L'ultimo libro che hai letto.
Bartoli: "Romanzo Criminale", di Giancarlo De Cataldo. E "Le fantastiche avventure di Kavalier & Clay", di Michael Chabon.
Recchioni: "Le fantastiche avventure di Kavalier & Clay".

L'ultimo film che hai visto.
Bartoli: "L'uomo che non c'era" dei f.lli Coen, perso al cinema e recuperato in DVD.
Recchioni: "Secretary" di Stephen Shainberg.

Quale fumetto, libro e film non deve assolutamente mancare nella biblioteca di un appassionato lettore di fumetti.
Bartoli: "Devil: Amore e Guerra" di Frank Miller - "Le miniere di Re Salomone" di H.Rider Haggard - "Indiana Jones" di Spielberg.
Recchioni: "Il Ritorno del Cavaliere Oscuro" di Miller, "Tarzan delle scimmie" di Burroghs, "I Predatori dell'Arca Perduta" di Spielberg.

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Frontespizio John Doe
disegni di Massimo Carnevale

© Bartoli & Recchioni,
per l'Italia Eura Editoriale 2003

Che rapporto hai con il PC e con internet?
Bartoli: Ho il PC dal 1988. Lavoro dal 1988. Un qualche collegamento ci deve pur essere... per quanto riguarda Internet (e la posta elettronica), ma come facevamo a lavorare quando non c'era? Oppure c'è sempre stato?
Recchioni: Un parente molto stretto... tipo un fratello.

Cronaca di una tua giornata tipo.
Bartoli: Sveglia alle 7.30. Traduco, sceneggio, telefono. Alle 11 esco e vado a studio, dove traduco, sceneggio e telefono. Tre volte a settimana, lavoro fitto con un altro sceneggiatore a progetti cinematografici. Quando rientro a casa, mi sento con Roberto per fare il punto della situazione e cerco poi di staccare un po' la spina.
Recchioni: Sveglia alle 11:00, cincischio fino all'ora di pranzo, poi mi metto a disegnare fino a cena. Dopo cena inizio a scrivere fino a notte fonda.

Quando scrivi una storia il tuo primo pensiero va ai potenziali lettori o scrivi innanzitutto per te stesso?
Bartoli: Non ho niente di inedito, nel mio computer. Dopo 15 anni di professione, sarebbe frustrante scrivere per se stessi. E poi il pubblico è il volano che ci fa scrivere. Lanciamo messaggi in codice nella notte infinita dell'indifferenza. Ogni tanto colpiamo il bersaglio e troviamo qualche anima gemella.
Recchioni: Mai scritta o disegnata una storia che non sia poi stata pubblicata. Il pensiero va sempre ai lettori.

Quali sono le tue fonti d'ispirazione?
Bartoli: La gente comune, la strada, i libri, gli amici.
Recchioni: I film, le letture, altri fumetti... i videogiochi ogni tanto. Divoro ogni forma possibile di narrativa. Poi rielaboro, smonto, ricostruisco...

Preferisci scrivere storie che abbiano un ritmo cinematografico (es. Lazarus Ledd) o storie in cui le scene scorrono via un po' più lentamente (es. Martin Mystère)?
Bartoli: Di solito ho un ritmo abbastanza serrato, cui fa da sostrato, nei momenti più riusciti, un tappeto narrativo più denso e corposo.
Recchioni: Cerco di scrivere storie che funzionino per ritmo e contenuti.

Lavori contemporaneamente su più storie o preferisci concentrarti su una per volta?
Bartoli: Lavoro su cinque-sei storie per volta, di tutti i generi possibili, e lo faccio per due motivi:

  • uno, è più stimolante;
  • due, altrimenti non si campa!
    Recchioni: Non lavoro mai a meno di tre storie per volta. Da un lato mi annoio a stare sempre sulla stessa, dall'altro sono avido e vivo molto aldisopra dei miei mezzi.

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    Cover Numero 0 - 00.01
    disegni di Massimo Carnevale

    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    Cover Numero 02 - 03.03
    disegni di Massimo Carnevale

    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

    Ti è mai capito di perdere il filo di una storia fino a bloccarti? E in tal caso che fai ti intestardisci fino a venire a capo dell'"arcano" o passi ad un'altra storia?
    Bartoli: Non mi blocco quasi mai. Al limite, mi capita di seguire la soluzione più facile, sperando di riuscire a farla funzionare con quel po' di mestiere che mi ritrovo sui polpastrelli.
    Recchioni: Mai capitato di bloccarmi. Certe volte escono storie più deboli di altre, ma l'importante è continuare a scrivere.

    Quando scrivi una storia sai già a quale disegnatore verrà affidata? Sapere l'eventuale disegnatore ti condiziona in qualche modo?
    Bartoli: Conosco sempre il disegnatore con cui lavoro. È indispensabile, cerco di adattarmi a lui, di seguire le sue inclinazioni, i suoi gusti, per spingerlo a tirare fuori sempre il massimo. Capita, anche, che lo metta di fronte a sfide assolutamente nuove, ed è in quei casi che abbiamo ottenuto i risultati migliori.
    Recchioni: Cerco sempre di aver presente con chi mi capiterà di lavorare. Sono anche un disegnatore e conosco bene in patimenti di trovarsi davanti una sceneggiatura troppo lontana dalle proprie corde.

    Preferisci consegnare una sceneggiatura molto dettagliata o lasci abbastanza libero il disegnatore di turno? Utilizzi molta documentazione visiva?
    Bartoli: La prima volta che lavoro con un disegnatore, gli consegno una sceneggiatura abbastanza dettagliata ma lo invito a lasciarsi andare, ad arricchirla col suo talento. Dopo quattro cinque storie realizzate insieme, scrivo descrizioni più brevi ma controllo sempre la sequenza e i dialoghi.
    Recchioni: Preparo quasi sempre una cartella di documentazione visiva, oppure indico qualche film da andarsi a vedere. Le mie sceneggiature sono generalmente dettagliate ma non rigide. Se un disegnatore vuol cambiare qualcosa, e se la sua idea mi pare buona, non faccio problemi. Pretendo molto nel disegno di armi e veicoli.

    Descrivete il metodo di lavoro quando scrivete a quattro mani con Bartoli / Recchioni.
    Bartoli: Uno dei due ha un'idea, la racconta all'altro che comincia a inglobarla, a metterci del suo. Poi ognuno sceneggia le sue storie e l'altro le supervisiona, a blocchi di circa venti tavole per volta...
    Recchioni: ...praticamente non si scrive in coppia. In coppia si parla, si discute e si gioca con il Lego (nel senso che smontiamo e rimontiamo i mattoncini delle nostre storie) ma poi si scrive da soli.

    Cosa pensi del momento non proprio esaltante che attraversa il mondo dell'editoria a fumetti italiana? In tutto ciò, come si inserisce l'iniziativa che sta proponendo nelle edicole "La Repubblica"?
    Bartoli: I buoni fumetti si vendono, gli altri meno. "La Repubblica"può essere un buon gancio o un'occasione mancata, lo scopriremo tra un po', soprattutto se - finita l'iniziativa - quello stesso quotidiano tornerà a parlare troppo poco di fumetto all'interno delle sue pagine.
    Recchioni: Sono di quelli che non pensa che ci sia una crisi. L'Italia è il secondo o terzo paese per produzione interna di tavole all'anno e uno di quelli in cui gli autori sono pagati meglio. L'edicola ha un'offerta vastissima e bisogna aggiungerci anche le librerie specializzate. Certo, il pubblico è in diminuzione ma mi sembra biologico. L'iniziativa de "La Repubblica" è lodevole, perché sta dando, e darà, un'enorme visibilità a dei capolavori che prima non ne avevano goduto.

    Siamo in un periodo in cui molti autori italiani hanno pubblicato in Francia, con successo, delle miniserie in edizione cartonata, riproposte successivamente anche in Italia. Non avete pensato a una soluzione simile anche per John Doe invece che al canonico, per l'Italia, formato "bonellide"?
    Bartoli: Il formato Bonelli in Eura è formato Dago, e lo dico perché Dago vende benissimo. L'Eura non viene quasi mai menzionata quando si parla di fumetto popolare, ma le due riviste contenitore e le altre numerose uscite hanno sempre un ottimo pubblico, che speriamo di convogliare su JD. Il nostro personaggio, come scoprirete leggendolo, ha i toni e i tempi di una serie TV, e quindi il formato che abbiamo scelto è quello che si addice maggiormente alle sue potenzialità narrative.
    Recchioni: Detesto questa sindrome da "emigranti" che sembra aver colto molti dei nostri talenti. Il formato italiano è un bene culturale, una nostra maniera di fare i fumetti. Non vedo perché dovremmo abbandonarla per ricercare forme che ci sono aliene. Il fumetto italiano, per fortuna, è ancora un media d'intrattenimento di massa, i volumi alla francese, specie in Italia, no. Perché sprecare tutto questo per andarsi a chiudere in un ghetto?

    Come nasce JD. E' frutto dell'unione di tematiche destinate a delle storie libere o a delle miniserie targate Eura o si è sviluppata prima l'idea del personaggio?
    Bartoli: Roberto aveva un'idea, io avevo un'idea. Si somigliavano. Casualmente, somigliavano anche a tematiche avevamo sviluppato separatamente in passato sul grande laboratorio di Skorpio e Lanciostory...
    Recchioni: ...gli avevamo gia dato una forma preliminare in alcune storie presentate sulle pagine dei due settimanali ma non le avevamo ancora sviluppate in pieno. Quando l'Eura ci ha chiesto di studiare un personaggio per un monografico, abbiamo scoperto che le nostre idee si combinavano bene insieme e che potevano far nascere una terza idea. John Doe.

    A prima vista il personaggio ricorda Tom Cruise nel film "Vanilla Sky". Ci sono particolari modelli letterali e cinematografici che ne hanno condizionato la nascita?
    Bartoli: JD è Tom Cruise su "Vanilla Sky", vestito come Brad Pitt su "Oceans Eleven". I riferimenti cinematografici diventano poi meno espliciti, più subliminali. Può capitare, ad esempio, una storia con la struttura de "Lo squalo", ma senza pesci. Al momento, non posso essere più esplicito.
    Recchioni: Io sono un appassionato di serial televisivi americani. La struttura di JD, per molti versi, si rifà ad un particolare sottogenere di questi telefilm... ma non esclusivamente. Per fortuna, io e Lorenzo abbiamo studiato un personaggio molto flessibile che ben si adatta ad essere scritto da due autori diversi con passioni e stili di scrittura diversi.

    Chi ha realizzato graficamente il personaggio di JD?
    Bartoli: Massimo Carnevale, che ritengo il miglior disegnatore italiano. Ci lavoro da oltre dieci anni ma ogni volta mi stupisce con una qualità grafica davvero sorprendente...
    Recchioni: ...è talmente bravo che è assolutamente inutile starsi a dilungare.

    Qual è stata l'evoluzione grafica del personaggio? Avete dato delle precise indicazioni o vi siete affidati alle sapienti mani del creatore grafico?
    Bartoli: Le indicazioni sono state poche, volevamo una faccia che rappresentasse allo stesso tempo la sicurezza dell'eroe e il dubbio dell'intelligenza. Massimo ha fatto il resto.
    Recchioni: Le poche indicazioni sono state più che altro caratteriali perché quando si lavora con uno come Massimo sarebbe da stupidi mettergli dei paletti.

    John Doe - Studio dei Personaggi


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    John Doe
    disegni di Massimo Carnevale
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    Tempo
    disegni di Massimo Carnevale
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    Fame
    disegni di Massimo Carnevale
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    Morte
    disegni di Massimo Carnevale
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    Pestilenza
    disegni di Massimo Carnevale
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    Guerra
    disegni di Massimo Carnevale
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    John Doe
    disegni di Emiliano Mammuccari
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    John Doe
    disegni di Emiliano Mammuccari
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    Tempo
    disegni di Emiliano Mammuccari
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    Segretaria Trapassati Inc.
    disegni di Emiliano Mammuccari
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

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    Personaggi Vari
    disegni di Giuseppe Manunta
    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

    Saranno episodi autoconclusivi alla Dylan Dog o divisi in più albi con numero di pagine variabile da storia a storia (leggasi Tex - Zagor)? Ci sarà una continuity serrata?
    Bartoli: Ogni albo potrà essere letto come una storia a sé, ma ci siamo riservati uno spazio per prendere per mano il lettore neofita e introdurlo all'universo JD.
    Recchioni: Saranno episodi autoconclusiv ma in continuity.

    Le donne e JD: quale ruolo avranno nelle serie? Saranno solo delle comprimarie o vere e proprie antagoniste/coprotagoniste?
    Bartoli: Le donne sono protagoniste assolute della serie. Tempo, Fame e Morte fanno parte del cast principale, ma poi John avrà modo e maniera di incontrarne altre nel corso della serie. Qualcuna la sfiorerà, altre si riveleranno più importanti, altre addirittura decisive: proprio come nella vita. Non è obbligato a sedurne una in ogni albo, ma non è l'esempio dell'eroe casto e puro.
    Recchioni: JD è accerchiato di donne. Il suo antagonista principale è una donna e anche la sua migliore amica\amante.

    L'universo temporale in cui si muoverà JD sarà il nostro presente (es. Dylan Dog - Martin Mystère) o un presente futuribile (es. Lazarus Ledd - Jonathan Steele)?
    Bartoli: È il nostro presente, un po' spogliato da tutti quegli appigli che rendono la contemporaneità poco interessante per molti lettori...
    Recchioni: ...con qualcosina di più, ma niente puntate sulla fantascienza.

    Ci sarà spazio per la tecnologia e l'informatica in JD? E che rapporto avrà JD con esse?
    Bartoli: Non è un uomo tecnologico, ma nemmeno aborra l'uso delle novità scientifiche. Diciamo che il suo rapporto con la tecnologia non occupa il centro narrativo della serie....
    Recchioni: ...JD ha un cellulare pieno zeppo di numeri di telefono di persone che gli devono un favore. Se gli dovesse occorrere un hacker, dovrebbe soltanto comporre un numero di telefono. Usa un computer per mandare e-mail e fare ricerche su internet... come quasi tutti al giorno d'oggi.

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    Cover numero 1 - Bozza
    disegni di Massimo Carnevale

    © Bartoli & Recchioni,
    per l'Italia Eura Editoriale 2003

    Come è avvenuta la selezione dei disegnatori.
    Bartoli: Li volevamo giovani, motivati, popolari ma personali. E liberi. La Bonelli ha assorbito un numero impressionante di disegnatori ma ne ha scartati altrettanti, e non sempre per una questione di valore assoluto. Qualcuno tra questi, giudicato magari un po' troppo al limite rispetto al concetto di fumetto popolare all'italiana, è confluito nel nostro team. Tra parentesi, stiamo continuando a visionare disegnatori, un po' perché JD è un impegno notevole e un po' perché l'Eura ha deciso, tramite questa nuova costola editoriale, di dare un po' più spazio ai disegnatori italiani anche sulle pagine dei suoi storici settimanali.
    Recchioni: Potrà apparire assurdo ma, nonostante sembri che ci siano frotte di disegnatori disoccupati in giro per il mondo, trovare dei professionisti, bravi e motivati, è stata una cosa dura. Fortuna che, nel corso degli anni, io e Lorenzo ci eravamo gia creati un gruppo di disegnatori solidi con cui collaborare.

    Scorrendo l'elenco dei disegnatori di JD si trovano solo nomi di autori italiani. Farete ricorso anche ai grandi autori stranieri che già rinsaldano le fila dell'Eura?
    Bartoli: Non si sa mai. Ci tenevamo a partire con un fumetto tutto italiano, cosa davvero inedita in casa Eura, ma dopo il primo anno di pubblicazione potremmo aprire le porte anche a qualche grande autore argentino. Sapete com'è, ce li abbiamo in casa.
    Recchioni: Per ora JD è un lavoro esclusivamente italiano e io sono contento così. Certo, se le cose dovessero andare bene e ci fosse l'occasione di uno speciale o di qualche storia fuori dalla normale programmazione, l'Eura vanta tra i suoi collaboratori storici, alcuni dei più grandi disegnatori di sempre (Sejas, Bernet. Gomez...).

    Tre buone ragioni x leggere JD.
    Bartoli: È originale. È fatto con passione. Può aprire una strada e un polo di cui lo stesso Bonelli ha più volte sottolineato l'importanza. Recchioni: E' un buon fumetto. E' un buon fumetto. E' un buon fumetto.

    Hai dei progetti futuri o JD sta impegnando tutte le tue risorse?
    Bartoli: Cinema, televisione, magari un altro romanzo (ne ho già pubblicati un paio sotto lo pseudonimo di Akira Mishima). Ma non per snobbare i fumetti, tutt'altro. È solo che a me interessa scrivere di tutto. E non so stare fermo.
    Recchioni: Il mio impegno per l'Eura è totale. Sto realizzando (testi e disegni) due miniserie che usciranno sulle pagine di LancioStory e Skorpio, come sceneggiatore ho in cantiere altre miniserie con disegnatori italiani sempre per i settimanali Eura, poi ci sono le storie libere che continuano a uscire regolarmente... E in tutto questo, cerco di trovare il tempo per scrivere qualche articolo per varie riviste, una fiction per la televisione (insieme al mio socio Bartoli) e altre cosette sparse.

    Un sogno nel cassetto.
    Bartoli: Lasciare a mia figlia un mondo migliore di quello che sta esplodendo intorno a noi.
    Recchioni: Continuare come ora... ma con più tempo.


    Ringraziamo Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni per la cortesia con cui ci hanno risposto e per la disponibilità dimostrata.
     

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