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Intervista a Luca Raffaelli: Repubblica rilancia i Classici (e il fumetto)
di Giovanni Gentili

Luca Raffaelli, romano, quarantatrè anni, lavora nel campo del fumetto e del cinema d'animazione in diverse vesti, scrivendo sceneggiature, articoli, saggi e trasmissioni televisive, inventando e dirigendo riviste e festival. Ha lavorato anche per la televisione, come regista, conduttore e autore (Mattina 2, Tele+bambini, Go-cart). È direttore artistico dei "Castelli Animati", festival internazionale del cinema d'animazione di Genzano e di "Romics", festival del fumetto e dell'animazione della Fiera di Roma. Nel '94 ha pubblicato, per Castelvecchi "Le anime disegnate, il pensiero nei cartoon da Disney ai giapponesi", ristampato in terza edizione e pubblicato anche in Francia e in lingua inglese e giapponese, e nel '97 per Il Saggiatore-Flammarion il saggio "Il fumetto". Scrive libri per ragazzi per la Mondadori, sceneggiature di cartoni animati (come la serie tv Tommy & Oscar, e il lungometraggio Johan Padan), e varie altre cose tra cui canzoni: Mina ne ha inciso una dal titolo Ninna pa'. E' consulente e autore delle introduzioni dei classici del fumetto di Repubblica.

In giro per la rete..
I Grandi Classici del Fumetto

La Repubblica

Panini Comics

Castelli Animati

Romics

Qual è il tuo ruolo nel progetto "I grandi classici di Repubblica"? Come nasce? Da chi parte l'idea?

Il progetto è nato all'interno de La Repubblica. Poi è stata coinvolta la Panini e il sottoscritto. Abbiamo lavorato per molti mesi alla creazione del prodotto: bisognava dare forma alla collana, mettersi d'accordo sui titoli, decidere il numero di pagine, la carta, colore o b&w...

Come è stato scelto il formato? Il montaggio era una scelta obbligatoria? ad esempio per Corto Maltese, è stata usata l'edizione rimontata della Lizard, e per L'Eternauta sarà l'edizione Eura...

Era uno dei problemi principali: trovare un formato unico, quello che permette a una collana di essere tale, rispettando nel migliore dei modi il rapporto costi/qualità. Mi sembra che si sia trovata la soluzione ottimale, il formato più giusto.

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I primi 6 volumi

Che poi in pratica è quello "bonelliano"

Sì, appena un po' più stretto e un po' più alto, più grande di un "oscar mondatori". D'altra parte si doveva tenere conto della necessità di ristampare cose diversissime tra loro, da Diabolik a Corto Maltese, le strisce americane, le tavole domenicali. Insomma, un buon compromesso, che speriamo rilanci il prodotto fumetto in quanto tale. Sarebbe giusto che i lettori, una volta invogliati alla lettura - non dico di tutto il fumetto, ma almeno di alcuni personaggi, di alcuni autori - poi vadano a prendere in libreria i libri a fumetti nei loro formati originali.

I volumi sono però molto curati.

Mi fa piacere che tu lo sottolinei. Ci sono dei particolari che possono sembrare piccoli, ma invece sono fondamentali per far capire quanto Repubblica crede nel valore culturale dell'operazione. Le bandelle, ad esempio: un volume con i risvolti di copertina contiene maggiori informazioni, è elegante ed invita a mettere il libro bene in vista nella propria biblioteca di casa. E poi le pagine introduttive, scritte in modo che possano interessare sia chi per la prima volta si accosta al fumetto sia chi già conosce il personaggio o l'autore di cui si parla. C'è una parte, di cui sono molto orgoglioso, che si chiama "Segnali di stile": un primo approccio alla lettura attenta di un fumetto.

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Segnali di stile... di Paperino

E' sicuramente un'iniziativa che nel complesso valorizza il fumetto, che lo porta fuori dai soliti spazi. Con articoli di richiamo sulla stessa Repubblica ma anche sul Venerdì, articoli che finalmente parlano di fumetti e non di "film tratti da fumetti". Addirittura un lancio pubblicitario con spot televisivi. Il fumetto esce così dall'angolino dell'edicola in cui si era nascosto?

Sicuramente è la più grossa iniziativa editoriale sul fumetto mai realizzata in Italia.

Anche come tirature direi. Come stanno andando le vendite?

A parte le 900.000 copie del primo volume dedicato a Corto Maltese, che è stato offerto in regalo insieme al giornale e quindi non è un test attendibile (anche se era già esaurito nelle prime ore della mattina!), abbiamo le 450.000 copie di Tex, subito ristampato. Sono un record assoluto: nessun libro a fumetti in Italia ha mai raggiunto numeri di questa portata.

Anche i volumi successivi sono su questi livelli, e mi pare che ancora oggi qualcuno si accorge della collana e recupera i volumi perduti.

E andiamo anche verso l'estate. Dove può arrivare la collana?

Ci sono tutti i presupposti perché i numeri si mantengano così alti. Ma aldilà di questa collana io spero che il suo successo riesca a far bene a tutto il mondo del fumetto. Magari riuscisse almeno un po' a risollevarsi dalla "micragna" in cui vive: eccessiva e per certi versi ingiustificabile. In Italia vengono pubblicati volumi meravigliosi che nessuno recensisce sui giornali, che stanno in un angoletto da Feltrinelli e Rinascita. E pensare che siamo a due passi dalla Francia dove i libri vendono 100 volte tanto e anche di più.

Però i classici di Repubblica proporranno a 400.000 nuovi lettori le storie di Will Eisner, di Vittorio Giardino, di Taniguchi, e poi speriamo che il 5% di questi vadano in libreria a prendere il loro nuovo libro. Bastano 20.000 nuovi acquirenti per dare peso e ossigeno al mondo del fumetto... questo sarebbe il vero successo della collana.

Quali nuovi lettori deve trovare il fumetto?

Uno dei "pubblici" possibili che il fumetto non ha è proprio quello dei lettori del quotidiano Repubblica. Anche gli altri quotidiani hanno un loro pubblico potenziale di fumetti, ovviamente. Però, come dire, i lettori di Repubblica mi sembrano quelli più "fumettizzabili".
Devo dire che il giornale sta partecipando con molto calore all'iniziativa, dando spazi sul Venerdì, su Viaggi, in cronaca... l'unica critica che posso muovere, ma non è colpa di nessuno, è che per pubblicizzare l'iniziativa sono stati chiamati a presentarla grossi nomi del giornalismo e della scrittura che hanno parlato del fumetto raccontando dei propri personaggi preferiti da bambini, insomma rimandando alla nostalgia dell'infanzia. Cosa che, per carità, non è mica un delitto, ma che dimostra come i nuovi grandi autori del fumetto non siano ancora entrati nelle loro case. Speriamo che l'iniziativa di repubblica smuova le acque anche in questo senso.

Se l'iniziativa continuerà bene, potrebbe anche proseguire oltre i 30 volumi previsti?

Manterrei il condizionale, ma direi di sì.

Quali criteri sono stati seguiti nella scelta dei titoli?

Ci sono state molte indicazioni da tutti coloro che hanno collaborato all'iniziativa, all'interno di Repubblica e di Panini. Ci sono stati anche problemi di disponibilità di diritti. Ma in ogni caso dovendo scegliere 30 nomi del panorama fumettistico mondiale di tutti i tempi non possono non rimanere fuori dei nomi importanti. Comunque ci sono anche delle motivazioni logiche: qualcuno si potrebbe sorprendere perché in collana c'è ad esempio Jiro Taniguchi e non c'è Tezuka, ma in verità un capolavoro come i tre Adolf ha un numero di pagine che lo rende impossibile da pubblicare nella collana. E così anche le altre grandi opere di Tezuka. Stessa cosa dicasi di molti altri manga e anche, ad esempio, di Akira. Spero ovviamente che ci sia una seconda ondata di titoli per rimediare a qualche lacuna, ma comunque sono molto soddisfatto delle scelte fatte. Ma ci pensi Contratto con Dio stampato in così tante copie? O Ken Parker? ... rileggevo proprio in questi giorni, per scriverne l'introduzione, "Diritto e rovescio" che è un vero capolavoro.

Portare "Diritto e rovescio" a 400.000 copie è già un successo straordinario e meritevole d'elogio!

Tu dici questa frase e a me tremano le gambe. Non lo dico per far scena, ma per chi lavora a questo progetto c'è la soddisfazione di poter portare a un pubblico così ampio capolavori conosciuti solo agli appassionati. Dicevo di "Contratto con Dio", ma anche Pazienza o Pogo! e... mi tremano le gambe. Anzi, sembra un "sogno", come diceva la pubblicità di Repubblica!

Certo con nomi come questi qualsiasi scelta si presta ad una critica, è inevitabile.

Certamente sì. Ma sono assolutamente soddisfatto di questa iniziativa e di come si sta svolgendo il lavoro. Si è creato davvero un bell'affiatamento con i responsabili di Repubblica e con quelli di Panini, con Enrico Fornaroli, Matteo Fornasiero, Marco Lupoi e tutti gli altri.

Anche all'interno dei volumi il lavoro è improbo. Come si fa a far entrare Paperino in sole 8 storie?

Io avrei voluto riproporre "Zio Paperone e la scavatrice" che per me di Carl Barks rimane uno dei punti più alti. Ma penso che ognuno abbia una sua lista personale dei preferiti: bisogna fare i conti con tante esigenze diverse. L'importante è che il risultato finale sia di altissimo livello, ed è sempre così. Ad esempio, quando ho visto le storie lunghe scelte per Ken Parker da Giancarlo Berardi, "Diritto e rovescio" e "Sciopero", mi sono detto: ma perché non c'è "Adah" che è in testa anche nella Top Ten di uBC? Ho telefonato a Berardi e ho sentito le sue ragioni, che sono validissime. Insomma, poteva starci pure Adah, ma va bene così.

In ogni caso l'iniziativa è stata accolta con entusiasmo anche dagli appassionati di fumetti. Nei newsgroup come it.arti.fumetti ci sono thread di centinaia di messaggi ad ogni uscita. Anche appelli a sostenere l'iniziativa, comprando i volumi, regalandoli ad amici da invogliare...

Beh questo mi fa molto piacere. Sono stato molto impegnato sul progetto in questi mesi e non mi sono collegato spesso a internet. Cercherò di recuperare al più presto. E comunque invio un grazie di cuore a tutti gli appassionati che sostengono l'iniziativa.

Chiudo con un tormentone: "il fumetto è in crisi sì o no"?

Aspettiamo una risposta anche da questa collana. Per ora, io risponderei di sì. Almeno per due motivi: Primo, per quello che ci dicevamo con Sergio Bonelli al Comicon di Napoli ovvero che sono troppo pochi gli editori italiani che investono sul lavoro degli autori.

Non è solo mancanza di coraggio: per far partire un nuovo personaggio in stile Bonelli, Disney, Eura o Panini serve una forza economica alle spalle, mentre ai giovani editori che vogliono puntare su operazioni nuove manca un pubblico di base, sicuro, curioso. Ci sono dei libri bellissimi come "La vita non è male, malgrado tutto" di Seth oppure lo stesso "From Hell" di Alan Moore, sono libri a fumetti clamorosi, da prima pagina della Cultura e invece... non vengono fuori.

Il problema è il peso economico, un libro stampato in 5000 copie non viene considerato, può essere un capolavoro ma non esiste, né in libreria né sulle pagine dei giornali. E questo è il secondo motivo.

Un'iniziativa come quella dei "Grandi Classici" poteva essere lanciata solo da Repubblica?

Da chi sennò?

Cambio argomento: Quale programmi per le prossime edizioni delle manifestazioni di cui sei il direttore Romics e Castelli Animati?

Romics si terrà dal 2 al 5 ottobre, mentre Castelli Animati si terrà dal 26 al 30 novembre con protagonista Peter Lord, il fondatore della Aardman e regista di "Galline in fuga".



 

 


 
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