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uBC INTERVISTA



  
Diè Hard: Intervista a Diego Cajelli
di Giuseppe Pelosi

La prima volta che ho incontrato Diego Cajelli c’era in ballo un giro di videocassette. C’era anche il mio amico Emanuele De Sandre, e lui e Diego si son scambiati film di un certo impegno sociale, soprattutto introvabili Hong Kong movies alla John Woo. Ricordo che eravamo in un bar di piazzale Maciachini a Milano, io ho bevuto un chinotto e Diego per dimostrare che non era il tipo di autore di fumetti che se la tira o che snobba la critica ha bevuto chinotto anche lui. Ne rimasi molto impressionato...

La seconda volta che l’ho incontrato era sempre l’ammirazione per lui a farla da padrone: eravamo alla Libreria del Giallo, e Diego presentava il suo piccolo manuale di sceneggiatura. Ho sempre avuto la netta sensazione che mi avesse salutato senza avermi riconosciuto...

Ma quando ci siamo incontrati una terza volta, a Lucca, Diego ha cominciato a pensare che io lo seguissi. Per averne la controprova mi ha invitato alla sua festa di compleanno, in un locale di Settimo Milanese. Siccome a quella proposta fui io a insospettirmi, ci andai con il mio amico Daniele Farah. In quella occasione divenne chiaro a tutti e due che non potevamo più mascherarci dietro la scusa del rapporto professionale sceneggiatore-critico: in qualche modo, invero alquanto strano, io e Diego eravamo diventati amici. Potere della piaggeria di critico alla Vincenzo Mollica... Ecco perché, quando si è trattato di intervistarlo ho cercato di defilarmi. Questa intervista è il chiaro segno del fatto che non ci sono riuscito. Mi è toccato. Perdonerà il lettore se, come risibile contropartita, mi sono permesso di ironizzare con l’intervistato. Alla faccia di Mollica.

Diego Cajelli (28k)
Cajelli come Bruce Willis (c) 2003

Prima di tutto parliamo del tuo nuovo impegno non bonelliano: parafrasando un vecchio spot, ma con tutto lo yogurt che c’è,. c’era proprio bisogno di Alta Fedeltà? Perché una nuova casa editrice? Cosa vuole fare? Perché ci scrivi anche tu? Cosa vuoi fare? ;-)

È tutto molto semplice! A “quellillà” piace fare fumetti, di loro c’è bisogno perché i fumetti sono molti, fluttuano nell’aria e c’è bisogno di qualcuno che li prenda e li metta su carta, sia narrativamente, sia editorialmente, per cui, ben vengano nuove case editrici! Perché ci scrivo? Perché mi piace da matti scrivere fumetti! Il fumetto è il miglior mezzo di comunicazione del mondo. Migliore nel senso qualitativo del termine, il peggior fumetto che ti viene in mente, sarà sicuramente migliore, da un punto di vista di impegno e di qualità, rispetto ad un qualunque programma televisivo pomeridiano. Il fumetto non addormenta le coscienze, semmai le risveglia, non rovina le generazioni, non produce falsi ideali nei giovani e porta il suo lettore a compiere un’azione che nel 2002 non è una cazzata definire eroica: LEGGERE.

Come si svilupperà nel tempo questa tua collaborazione con Alta Fedeltà? Altre storie con Bertelé? Esordirai come disegnatore? Svuoterai i cestini della redazione, che peraltro avrai abbondantemente contribuito a riempire?

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Tavola di prova
disegni di Marco Guerrieri (c) 2002

   
 
Pensa un po’, molto probabilmente, direi al 95%, Alta Fedeltà pubblicherà il super mega volumozzo di Milano Criminale, 68 tavole di fumetti, testi miei, disegni del prode Marco Guerrieri! Un viaggio nella criminalità milanotta degli anni ’70! Un poliziesco duro e compatto, “figlio” del Milano Criminale uscito con Factory, quello di 16 pagine, qualcuno se le ricorda? Ebbene, ecco la sua evoluzione! Con Luca stiamo lavorando su altre cose, per ora Top Segret!

Parliamo un po’ del bonelliano, invece... Sono giorni che cianci di un tuo impegno come scrittore su nuove testate: e Dampyr, e Legs, mentre le internet legend favoleggiano del tuo prossimo Texone e del prossimo esordio di una testata tutta tua che narra le avventure di una criminologa frigida con poteri sciamanici e abilissima nel tirare una scure. Cosa c’è di vero in tutto ciò, a parte il fatto che Ambrosini si è stufato di te su Napoleone?

Con Dampyr ci sono due storie in fase di ultimazione, una con Baggi e una con Bartolini, ho un soggetto approvato in via di assegnazione e un milione di idee che fremono nel mio testolino e aspettano solo che le mie dita le facciano uscire per bene. Bartolini è bravissimo, il nostro doppio esordio su Dampyr lo aspetto con fremente piacere, non vedo l’ora, spero tantissimo che la storia piaccia, io mi ci sono impegnato tantissimo, l’ho farcita con quasi tutte le tematiche dampiresche e una sparatoria non stop di oltre quindici tavole! Bartolini ha un segno molto, ma molto potente, ha delle idee grafiche eccezionali, le sue tavole trasudano di atmosfera, abbiamo fatto un lavoro di documentazione veramente imponente, la storia è ambientata ad Istanbul, e credo che quando uscirà, l’ente per il turismo turco ci regali un paio di settimane di vacanze, perché apri le tavole e, cacchio, sei proprio lì, sul Bosforo!

Baggi invece è matto. È il mio super eroe preferito, è una delle persone più colte che conosco, lavorare con lui è un vero onore. Da sceneggiatore, posso dire senza difficoltà, che le mie tavole me le corregge prima Boselli, e poi Baggi, aggiungendo, spezzando, modificando lo storyboard… e ogni volta mi dico: “ Ma è BELLISSIMO! perché non ci ho pensato io?!” Semplice, perché non sono Baggi, non ho quella sua straordinaria cultura visiva!

Legs, se ho capito bene, sarà il numero 95! disegnato dall’ottimo Perconti, ho visto un po’ di tavole e posso dire con sicurezza che sta venendo proprio bene bene bene! Lei è molto morbida, ma al tempo stesso pronta all’azione, tratti precisi, ambienti definiti, un bel viaggio!

Il mio Tex è una leggenda, un’assoluta leggenda popolare! L’ho detto tanto per dire, ma ero ubriaco, non ci ho mai pensato! Devo ancora crescere, ho ancora un casino di cose da imparare, stavo scherzando! Posso dirti però, che forse, ma forse forse, appena ho conferme te lo dico, che, prossimamente, ma forse, non so se dirlo, si insomma, dovrò imparare a descrivere per bene una certa foresta. Chi ha orecchie per intendere, intenda. Finchè non ho conferme, non garantisco nulla.

Per Napoleone, la questione è questionosa. Ambrosini è il super capo galattico, io sono solo il giovine di bottega, riempio i buchi, se buchi da riempire non ce ne sono, siamo tutti felici perché a riempirli è il creatore del personaggio! Io sono felice!

Non ho proposto nessuna serie mia a Bonelli, ma vorrei fargli da autista e da guardia del corpo! Sono pronto!

Ma insomma: un conto è Napoleone, la più colta delle testate bonelliane, e un conto sono Dampyr e Legs, le più tamarre o giù di lì! Cos’è successo, cambiato pusher?

Io sono l’omino che ti racconta le storie. Credo sia questo il mio compito in questo universo. Posso raccontarti una storiella della buonanotte, farti dormire sereno o farti venire gli incubi, posso raccontarti una storia che non ti piace, posso inserirci elementi culturali o pallottole, ma dal mio punto di vista, io ti ho comunque raccontato una storia. Perché è lei quella che conta, è per lei che ci sbattiamo, lottiamo, sudiamo.

Hip Hop Dié (8k)
Shaquille Cajelli (c) 2003
È la storia ad essere importante, non CHI te la racconta o COME viene raccontata. Per raccontarti una storia di Napoleone, devo assumere un certo tipo di registro, devo frequentare determinati linguaggi e usare un determinato punto di vista, questi stessi registri, linguaggi, e punti di vista sono presenti anche in Legs, sono radicalmente diversi, ma comunque ci sono. Il bello di raccontare le storie è che questi elementi devo scoprirli, farli miei, filtrarli attraverso il mio immaginario, per poi produrre una linea narrativa personale e al tempo stesso aderente al personaggio. Cacchio, è la più bella delle avventure!

Senti, non per farmi i fatti tuoi, ma è vero che ti sei messo a scrivere fumetti per adulti perché eri stufo di comprarli? E come si concilia questa attività con la scrittura bonelli, notoriamente pudica?

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Godiman! by Cajelli
   
 
I porni li ho scritti in passato! Come tutti del resto, ma proprio tutti tutti tutti! È un genere simpatico, frizzante, leggero, l’ideale da scrivere aspettando che si cuociano gli spaghetti, e per alcuni versi, la cosa migliore che ho scritto è: GODIMAN il porno eroe della porno giustizia! C’è anche un bel aneddoto di base, vuoi che te lo racconti?

Ehm. No. Siamo una rivista telematica per tutti, noi di uBC... E poi io lo so gia! Ci saranno mica anche progetti extrafumettistici, vero?

Per i Porni? Anni fa ho rinunciato a partecipare ad una Gang Bang, e secondo me ho fatto solo bene!

(Seee. Fa finta di non capire. In realtà non ci vuole ancora parlare di quel mega progetto là... L’umile cronista può solo rispettare la volontà del grande autore...)

Quando uscirà il tuo prossimo disco?

È già uscito! Mannaggia, non te ne sei accorto?! Ho suonato il citofono nei Metallica.

Insomma, scrivi fumetti, scrivi romanzi, fai il cabarettista, tutto pur di non lavorare. Ma cos’è che vuoi fare veramente da grande? Sì, intendo dire, più grande di così...

No, no, no, io non sono grande! Ho un casino di dubbi, paranoie, perplessità, e un miliardo di cose che devo ancora imparare. La scrittura è una gran brutta bestia, perché mi porta a leggere, e più leggo, più aumentano i miei interessi e i miei approfondimenti più mi rendo conto di quante cose non conosco. Più leggo più mi sento ignorante. Inoltre, credo che tutte le cose che faccio siano i vari frutti di un’unica pianta. La scrittura. Tutto viene da lei, cabaret, radio, fumetti, romanzi, parte tutto da una pagina bianca sul mio pc. Io non sono multi talentato, me la cavo abbastanza solo con la scrittura, niente di più, non c’è arte, non c’è genio, c’è solo un po’ di costanza, un po’ rapidità e coerenza nel battere i tastini della tastiera!

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Cabaret, Cajelli con Alessio Taliento (c) 2002

Giù dalla torre. Non so cosa c’entri con noi, ma l'ho visto fare su Sette del Corriere e lo faccio anch’io...

Sclavi o Castelli?

La contemporanea presenza di Sclavi e Castelli nel medesimo luogo, provocherebbe un impatto quantico sulla linea percettiva della realtà. Si aprirebbe un varco spazio temporale, ne uscirebbe una scala a pioli della Foppapedretti e tutti e tre la useremmo per scendere a terra senza problemi.

Nizzi o Boselli?

Che se la sbrighi Tex a decidere, non mi prendo questa responsabilità. Ho il cellulare di Carson, ora lo chiamo...

Manfredi o Galati (quello di Killkiller)?

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Simbolo, disegni
di Luca Bertelé

   
 
La contemporanea presenza di Manfredi, Galati e Cajelli nel medesimo luogo, provocherebbe un onda sonica devastante sui materiali inerti. La torre crollerebbe su se stessa uccidendoci tutti. Ti prego non metterci mai tutti assieme sulla stessa torre!

Cabaret: Jannacci o Claudio Bisio?

Jannacci, perché se si fa male cadendo può anche curarsi da solo, essendo medico!

Lilli Gruber o la Busi?

Le scaravento giù entrambe. Poi mi metto a dare le notizie con in testa una parrucca bionda, inquadrato un po’ di tre quarti.

X-Men the movie o Spiderman the movie?

Mi tengo il primo tempo di X Men e il primo tempo di Spiderman. Entrambi i secondi tempi li butto di sotto.

Sylvia Saint o Linsey Dawn McKenzie?

Senza dubbio alcuno butto giù Sylvia, troppo secca e bionda per i miei gusti. Rimango con Linsey, ma non ti dico cosa succede dopo.

(Ovvero, arriva la mia fidanzata con un autoscala dei pompieri e ci uccide tutti e due)

Cos’è che avresti voluto che ti chiedessi e che invece dallo sciocco intervistatore che sono non ti ho chiesto?

È vero che hai vinto la medaglia Fields per la matematica, con il semplicissimo teorema: relativismo euclideo dell’infinito momentaneo degli insiemi di omega?

La risposta sarebbe: Non mi ricordo più.

Tu che fai cabaret, hai mai pensato di fare un duo? Magari con un attore shakespeariano, quale io sono?

Non aspetto altro! Tra un paio di giorni ho una seratina in un bel locale: Birreria Borlotteria da Gigi il Macellaio, sulla Milano Brescia, fai lo spettacolo dietro una rete tipo Blues Brothers perché i simpatici avventori del locale hanno l’abitudine di manifestare la loro gioia scaraventando le sedie sull’artista di turno. Non aspettano altro che Shakespeare!

Anche qui, all’intervistatore tocca fare il superiore. In realtà, chi recita Shakespeare, non teme nulla. Solo che, per il momento, almeno questa storia, Diego e io non ve la raccontiamo...

Per la biografia di Cajelli consultare la scheda autore.
 

 


 
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