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Il 2° "Magnus"
Wrightson

Intervista a Marco Torricelli
di Marco Migliori

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Torricelli
  

In occasione della pubblicazione della prima versione (inedita) de "Il Conte Magnus", abbiamo rubato qualche minuto al sempre cortese Torricelli.

Per cominciare, parlaci di te

Sono nato a Genova, il 30/11/57. Inizio nel '75, con illustrazioni e strisce su "La bancarella" (Il Lavoro). Su Eureka pubblico "Gudrun", strip umoristica fantasy, nel '79. Successivamente, dal 1982 a oggi, collaboro per le copertine con Andersen (rivista scolastica); con lo Staff di If per Candy Candy, Topolino e Zagor; con mio fratello Alessandro, chimico professionista, per Zodiaco, Magic Girl, Corto Maltese, Eternauta. Con Pierpaolo Pelò, Moreno Burattini, Mauro Boselli realizzo storie di Zagor, tra cui uno special, e Dampyr. Nel febbraio 2002 il Comic Art Club stampa il Portfolio dedicato a 10 personaggi Bonelli.

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inquadratura da "L'oro della tartaruga" (c) 1990 Corto Maltese

Cosa ti ha spinto a cercare di entrare nel mondo del fumetto?

Quando per la prima volta mi è capitato un albo a fumetti fra le mani, ho capito che sarebbe stato quello il mio mestiere. "Nà malatia"!

Quali erano i tuoi fumetti preferiti, e quali le tue "ambizioni" al momento di cominciare?

I primi fumetti che ho letto sono stati Gordon e Nembo Kid (Superman). Mi entusiasmavano. Leggendoli mi sorgevano mille domande; la fantasia si accendeva! Poi, finalmente arrivarono i Marvel comics, pubblicati dalla Corno: Thor, i Terror pocket e, soprattutto, Conan. Ecco cosa avrei voluto disegnare. Conoscevo le storie scritte da Robert E. Howard, il suo creatore; i fumetti di J.Buscema, di Barry W.Smith e le illustrazioni di Frank Frazetta - si può avere di più? L'era hiboriana era il mio mondo.

Nel 1990 esce su Corto Maltese "L'oro della tartaruga", per i testi di tuo fratello. Lo stile è completamente "prattiano" e quindi perfettamente adatto alla rivista. Perchè vi è venuto in mente questo progetto - quando già lavoravi su Zagor - e quali sono state le (eventuali) difficoltà nell'adeguarsi al tratto di Pratt?

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un volto da "L'oro della tartaruga"
(c) 1990 Corto Maltese
   
 

Le riviste mi hanno sempre affascinato. Rappresentano l'avventura editoriale e la sperimentazione tecnica. Alessandro, quel periodo scriveva, così gli chiesi di sceneggiarmi qualcosa. Iniziò così. Ma la prima avventura fu "Cappuccio da monaco", una storia di mare pubblicata poi anche su Cimoc, in Spagna. Sono due, secondo me, le caratteristiche del tratto prattiano: immediatezza e semplificazione. Ma ne "L'oro della tartaruga" non ho cercato solo l'impressionismo. Dopo la realizzazione di illustrazioni in stile espressionista con tecnica mista (aerografo, chine, ecoline), applicai questa esperienza ai fumetti.

Ti sei mai cimentato come autore completo?

Sì. Con Corto Maltese e Eternauta. Ora aspetto la prossima!

Dove trovi la documentazione per le tue storie?

E' quasi tutto materiale tratto dai film e da Internet.

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sempre da "L'oro della tartaruga" (c) 1990 Corto Maltese

Nella tua storia di disegnatore, ti sei spesso adeguato a altri stili, con ottimi risultati. Credi che sia un tuo vantaggio, come possibilità di variare il tratto, oppure uno svantaggio in carenza di uno stile personale facilmente identificabile?

Il mio è lo stile classico tutto pennello, che ho usato sulle dieci tavole del Portfolio. Utilizzarne altri fa parte di una costante ricerca espressiva: il fumetto è una Galleria d'Arte, dove anche il più umile cartoonist può insegnare qualcosa.

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sempre da "L'oro della tartaruga", visi "prattiani"
(c) 1990 Corto Maltese

Nel 1986 il debutto bonelliano su Zagor. Come vedevi in quegli anni non troppo facili per il fumetto, l'approdo alla Bonelli?

La realizzazione di un sogno. I miti: Ferri, Galep, Castelli, Alessandrini...

Una decina di storie realizzate per Zagor. Cosa prediligi e cosa odi di questo personaggio? A chi ti sei rifatto per interpretarlo, almeno inizialmente?

Mi piace la sua capacità di viaggiare nel tempo e nello spazio fra generi diversi, che ho iniziato a disegnare seguendo Ferri. Non odio nulla del personaggio; lo preferisco quando le storie non superano le centoventotto tavole.

Certo a molti lettori di Zagor, è rimasto impresso lo speciale 11 "Il signore degli elfi" per la sua impronta fantasy, e l'ottima miscela testi/disegni. Quali le fonti di ispirazione e quali le eventuali difficoltà nella realizzazione?

Lo stile tutto pennino proviene dai Preraffaelliti, con aggiunte di puntunato Art Nouveau alla Van Rysselberghe. La difficoltà è stata l'esiguo spazio di alcune vignette.

Veniamo a Dampyr, con la versione inedita del n.17. Come mai hai iniziato ad utilizzare uno stile di disegno così tanto ispirato a Wrightson? E' forse per la peculiare atmosfera della storia del "Conte Magnus"?

Mi hanno sempre divertito le storie horror, in genere. Wrightson è uno dei cartoonist che prediligo per la tecnica, ma era un punto di partenza. Le atmosfere del Dampyr 17 vengono da "Psycho", di Hitchcock.

Ed è perchè ti sei reso conto di avere utilizzato un segno un po' troppo "americano", che hai poi deciso di cambiare completamente?

No. Sapevo che Mauro Boselli preferiva la line chiara, ma non mi obbligava nella scelta. Ho comunque deciso io, in seguito.

Considerando le prime 50 pagine a distanza di tempo, quale ti soddisfa di più delle due versioni del "Conte Magnus"?

Quella "americana". per come avrebbe potuto svilupparsi nel tempo. Vorrei proseguire su quella strada.

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sempre da "L'oro della tartaruga" (c) 1990 Corto Maltese

Su cosa stai lavorando ora? Continuerai sia su Zagor che su Dampyr?

Sto realizzando il secondo albo di Dampyr - storia di ispirazione lovecraftiana che si svolge nel Massachusetts - "Là dove scende il fiume". Spero di continuare così.

Riesci ancora a seguire gli altri fumetti? E se sì, quali ti sembrano interessanti in questi ultimi anni?

I fumetti li seguo; trovo interessante la grafica di Gea e mi piacciono le storie di Loisel, Uderzo e Kubert. Seguo molto volentieri le edizioni che raccolgono i lavori dei vari autori.

Dopo oltre 25 anni nel fumetto, cosa ti piacerebbe fare e non hai ancora fatto?

Caspita, devo fare la festa per il 25°! E poi un libro, che diamine.


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