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Intervista a Alfredo Castelli: Vent'anni di MM di Roberto Giammatteo
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Anche se ormai ci si è abituati ai festeggiamenti (numeri centenari e decennale), cosa pensi di questo ulteriore traguardo raggiunto dal BVZM? Evidentemente, non posso che esserne contento: non avrei mai creduto che ci arrivasse. Mi fa anche una certa impressione; venti anni sono più di un terzo della mia vita; se poi si tiene conto che la gestazione di MM è iniziata nel 1975, gli anni sono ventisette, il che è la metà esatta della mia vita. Ti garantisco che ho ben pochi punti fissi che durano da tanto tempo.
Da dieci anni a questa parte si parla sempre più frequentemente di crisi del fumetto "popolare" che starebbe diventando sempre più irreversibile, eppure ci sono esempi di longevità editoriali non indifferenti (Diabolik, Alan Ford e i Bonelli Tex e Zagor). Qual è la ricetta che ha permesso a MM di resistere in edicola per ben 240 mesi ininterrottamente? Sicuramente un grosso merito va alla pazienza di voi lettori, che avete subìto alti e bassi in quantità industriale, quindi, prima di tutto, grazie. Se una ricetta c'è, forse (e sottolineo "forse"), più che le storie - assai discontinue - a contare è stata la caratterizzazione dei personaggi, a cui molti, me compreso, vogliono bene come a dei vecchi e affezionati amici. Cosa ne pensi di questa crisi galoppante?
Sarebbe un discorso molto lungo. Tra i motivi principali (1) l'enorme
concorrenza delle proposte di fiction; (2), suvvia, ammettiamolo, anche un
certo scadimento di qualità dei prodotti. In Italia (e anche negli USA), al
contrario che in Francia, il mercato è caratterizzato da una sterminata
produzione (in "soli" 20 anni, MM e serie derivate hanno macinato quasi
34.000 tavole); una volta era più semplice realizzarle per via, appunto,
della scarsa concorrenza. A questo proposito, una digressione che riguarda
MM: molti lettori parlano con nostalgia dei "mitici primi cento numeri" come
esempio di storie particolarmente belle. Ebbene, per stendere l'Indice
Analitico (anzi, per essere più preciso, una versione estesa e riveduta
dell'indice analitico, che dovrebbe uscire in volume a Lucca), le ho
riguardate con attenzione dopo anni. A parte una certa freschezza
d'ispirazione, che non nego, posso garantire che una gran quantità di queste
storie oggi sarebbero impubblicabili, a causa della loro banalità,
faciloneria e via dicendo - e notate che sto stendendo un pietoso velo su
certi disegni. Allora, invece, funzionavano bene, al punto che, nel ricordo,
continuano a restare "le più belle".
Come si è evoluto in questi anni il tuo rapporto con il personaggio di MM? Al personaggio sono sempre molto affezionato, sicuramente più di quanto lo fossi vent'anni fa; faccio invece molta ma molta più fatica a scriverne le storie, sia per i motivi di cui sopra, sia per oggettiva stanchezza, sia, forse, perchè anch'io ho vent'anni di più, ma non sono "di carta" come il Buon Vecchio zio. E quello con i maggiori comprimari (Diana, Java, Travis, Tower, Angie) ? Con Java e con Angie ho sempre avuto un ottimo rapporto. Con Diana ora ho un ottimo rapporto; una volta (poverina) la dipingevo come e peggio di Minni adesso è una donna vera, e, per di più, spiritosa e ironica. Un altro personaggio che apprezzo molto più di prima è Orloff. Nel cosiddetto periodo d'oro era Gambadilegno. Anzi, Braccio di acciaio. Qual è il personaggio e la storia di questo ventennio di MM a cui tieni di più? Mah. Forse quella del N.100. Forse le prime due storie di Mister Jinx. Forse "Il mistero delle nuvole parlanti". Forse "Il segreto di San Nicola", o "Xanadu" (Gigante n.2) o qualcun'altra che ora mi sfugge. Potendo rileggere tutte le storie pubblicate di MM ad oggi, quante ne riscriveresti oggi e quante non avresti più il coraggio di riproporre al pubblico di oggi? Direi che ne terrei circa il 25/30% così come sono; di ciò che resta butterei almeno il 60%; il 40% lo riscriverei, oppure lo farei ridisegnare, o entrambe le cose. I lettori di MM sono invecchiati con il personaggio o ritieni che i più si siano disaffezionati lasciando posto alle nuove leve di lettori più giovani? Credo che MM abbia creato una certa affezione, ed esista ancora una grossa fetta di lettori della prima ora. Non ne conosco le percentuali con i nuovi lettori: azzarderei un 50/50, ma non ci scommetterei. Un autore e un disegnatore che non hanno mai realizzato storie per MM, a cui affideresti volentieri il BVZM. Mi tengo fuori dall'ambito Bonelli e scrivo i primi tre nomi che mi vengono in mente: Giardino, Van Hamme, Allan Moore. Poi, magari, riflettendoci, me ne verranno in mente decine di altri, con cui mi scuso per non averli nominati. Mi sembrerebbe più costruttivo sentire il parere di uBC, e, se me lo permettete, sottoporrò questo quesito alla lista internet del BVZM. In occasione del decennale, si passò dalla suddivisione delle storie pre DD (in più albi) alla suddivisione alla DD (uno o due albi x ogni storia). Cosa ci dobbiamo aspettare dopo il ventennale? Mi piacerebbe dire un trentennale, ma non credo che il BVZM ce la farà. Comunque, per ora, non sono previste modifiche nella struttura delle storie: nessun lettore si è mai lamentato delle puntate; moltissimi si sono lamentati perchè le storie erano compresse in un solo albo. Iniziative editoriali con cui verrà festeggiato il ventennale (Bonelli e non). Il romanzo di Cappi, il libro Mondadori, altri volumi dell'Integrale, un volume dedicato al Martin Mystère non a fumetti, un fascicolo dedicato alle edizioni estere, un indice analitico "New and Improved". Ho in mente molte altre cose, ma è prematuro parlarne, anche perchè realizzarle costerebbe parecchio, e non credo ci siano editori così folli da rischiare i loro denari per una vendita che, a mio parere, non potrebbe superare le 3000 copie.
E i Cartoni Animati a che punto sono? Dunque: il contratto è firmato, un anticipo è stato pagato, ie sceneggiature sono in produzione, la RAI ha annunciato il programma. In teoria tutto dovrebbe andare secondo i piani. Ma - dopo aver annunciato più volte produzioni TV che non si sono poi mai fatte - crederò che la serie sarà realizzata solo quando la vedrò; volutamente mi tengo un po' fuori dalla faccenda. In ogni caso ho firmato un contratto secondo il quale, se non si produrrà nulla, il personaggio tornerà libero in tempi brevissimi.
Il BVZM ha una età anagrafica ben definita, caso raro nel mondo del fumetto, ed è profondamente inserito in una realtà "coincidente" con quella dei lettori. Pensi che un giorno o l'altro andrà in pensione, magari in Florida come fa la maggior parte degli americani? Chissà! Non poniamo limiti al futuro. Martin passerà, un giorno (speriamo lontano), il testimone a qualcun altro, ad esempio un allievo, un discepolo, così che le sue avventure possano continuare anche se lui, sempre per le ragioni anagrafiche citate prima, sarà sempre meno fisico e più cerebrale? Sarebbe il mio sogno: se potessi lo farei all'istante, e mi dedicherei a qualcos'altro (per esempio albi speciali, giganti, iniziative extra, e così via); il problema (purtroppo) è che non trovo l'allievo/discepolo/schiavo o come lo vuoi chiamare che garantisca, oltre alla qualità, quella produzione continuativa e massiccia che (sempre purtroppo), allo stato attuale delle cose è assolutamente essenziale, quasi più di una qualità eccelsa. Come vede il futuro del fumetto e c'è qualche possibile legame tra Computer, Internet e Comics? Ad esempio per Serra non esiste alcuna possibilità per i fumetti di evolvere in CDROM o che altro. Altra domanda che impone una lunghissima risposta. In molta sintesi: non credo - come non crede Serra - che il destino del fumetto sia quello di venir trasferito in CDROM: il prodotto non si chiamerebbe più fumetto, così come non si chiama fumetto il film - che so io - di Batman.
Cosa pensa di uBC? E delle possibilità di dialogo via Internet tra Autori, Pubblico e Critica?
Come sai, apprezzo molto uBC e credo che svolga un'utile funzione, così come
trovo Internet uno strumento valido per qualunque tipo di scambio di idea
(quindi anche per gli scambi tra autori, pubblico, critica). Per ora non
ritengo ancora "probanti" i pareri dei lettori espressi tramite Internet,
nel senso che Internet ha, attualmente, un "universo" di fruitori molto
specifico che non rispecchia il target delle nostre pubblicazioni.
È cambiato qualcosa dall'intervista del 1997 ad oggi, visto che ci sono
molti esperimenti di "fumetto elettronico" in Internet? Ecco risolto il mistero. Dunque, ho risposto alle domande scrollando la pagina sul computer, senza guardare quelle successive, e, d'improvviso, ho trovato due risposte già scritte. Ho pensato che la senilità si fosse finalmente manifestata in tutta la sua virulenza: infatti, indubbiamente, le risposte erano farina del mio sacco, ma non ricordavo di averle scritte in questi giorni.
A presto, e grazie a tutti
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