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Intervista a Alfredo Castelli: Vent'anni di MM
di Roberto Giammatteo

Aprile 1982: esce in edicola il n.1 di Martin Mystére, personaggio scritto da Alfredo Castelli e disegnato da Giancarlo Alessandrini.
Aprile 2002: esce in edicola il n.241, il numero del ventennale!
Ecco il pensiero del suo autore e creatore in occasione dei festeggiamenti della serie.

Per la biografia dell'autore vedere la Scheda del Database.


Anche se ormai ci si è abituati ai festeggiamenti (numeri centenari e decennale), cosa pensi di questo ulteriore traguardo raggiunto dal BVZM?

Evidentemente, non posso che esserne contento: non avrei mai creduto che ci arrivasse. Mi fa anche una certa impressione; venti anni sono più di un terzo della mia vita; se poi si tiene conto che la gestazione di MM è iniziata nel 1975, gli anni sono ventisette, il che è la metà esatta della mia vita. Ti garantisco che ho ben pochi punti fissi che durano da tanto tempo.

Da dieci anni a questa parte si parla sempre più frequentemente di crisi del fumetto "popolare" che starebbe diventando sempre più irreversibile, eppure ci sono esempi di longevità editoriali non indifferenti (Diabolik, Alan Ford e i Bonelli Tex e Zagor). Qual è la ricetta che ha permesso a MM di resistere in edicola per ben 240 mesi ininterrottamente?

Sicuramente un grosso merito va alla pazienza di voi lettori, che avete subìto alti e bassi in quantità industriale, quindi, prima di tutto, grazie. Se una ricetta c'è, forse (e sottolineo "forse"), più che le storie - assai discontinue - a contare è stata la caratterizzazione dei personaggi, a cui molti, me compreso, vogliono bene come a dei vecchi e affezionati amici.

Cosa ne pensi di questa crisi galoppante?

Sarebbe un discorso molto lungo. Tra i motivi principali (1) l'enorme concorrenza delle proposte di fiction; (2), suvvia, ammettiamolo, anche un certo scadimento di qualità dei prodotti. In Italia (e anche negli USA), al contrario che in Francia, il mercato è caratterizzato da una sterminata produzione (in "soli" 20 anni, MM e serie derivate hanno macinato quasi 34.000 tavole); una volta era più semplice realizzarle per via, appunto, della scarsa concorrenza. A questo proposito, una digressione che riguarda MM: molti lettori parlano con nostalgia dei "mitici primi cento numeri" come esempio di storie particolarmente belle. Ebbene, per stendere l'Indice Analitico (anzi, per essere più preciso, una versione estesa e riveduta dell'indice analitico, che dovrebbe uscire in volume a Lucca), le ho riguardate con attenzione dopo anni. A parte una certa freschezza d'ispirazione, che non nego, posso garantire che una gran quantità di queste storie oggi sarebbero impubblicabili, a causa della loro banalità, faciloneria e via dicendo - e notate che sto stendendo un pietoso velo su certi disegni. Allora, invece, funzionavano bene, al punto che, nel ricordo, continuano a restare "le più belle".
Allora, infatti, non c'erano i videogames, gli effetti speciali, gli "X-Files", i "Men in Black", la TV via satellite, le decine di film e telefilm con cui fare confronti. Ora, invece, queste cose ci sono, e occorre tenerne conto. Per esempio, per risolvere una storia non basta più (come accadeva in molti racconti di MM degli inizi) utilizzare il computer come Deus ex machina: oggi tutti hanno un computer in casa e sanno che non può comunicare telepaticamente con Orloff nè può evocare mummie egiziane. Non si può più chiudere tutto con un crollo che seppellisce ogni cosa (una ventina di crolli nelle prime 25 storie), o attribuire ogni mistero agli Atlantidei e ai Muviani (Muisti? Muesi? Musei?). Occorre essere più attenti, più meticolosi, ma le cadenze sono le stesse, o addirittura peggiori.

"Ritengo quindi che il fumetto sopravviverà, ma per farlo dovrà necessariamente ridimensionarsi alla francese"
   
Ritengo quindi che il fumetto sopravviverà, ma per farlo dovrà necessariamente ridimensionarsi "alla francese", con una produzione più ridotta che permetta una maggiore qualità (non che tutti i fumetti francesi siano di qualità, sia chiaro; sto parlando in termini teorici). Peccato, perchè noi italiani siamo (stati?) gli unici al mondo in grado di produrre un fumetto a buon livello e davvero popolare, nel senso di "a portata di tutti". Non oso pensare cosa accadrà quando quei lettori che ora si lamentano se un albo Bonelli aumenta di 10 Eurocent si troveranno di fronte ad albi che costano 10 Euro come in Francia. Spero che non si debba arrivare a questo punto, ma esistano delle mediazioni; temo, però, che una modifica importante del mercato possa essere compiuta solo da un editore dotato di grossi mezzi finanziari e una notevole force de frappe sia distributiva sia finanziaria; e oggi - Bonelli a parte - di editori con queste caratteristiche non ce ne sono.

Come si è evoluto in questi anni il tuo rapporto con il personaggio di MM?

Al personaggio sono sempre molto affezionato, sicuramente più di quanto lo fossi vent'anni fa; faccio invece molta ma molta più fatica a scriverne le storie, sia per i motivi di cui sopra, sia per oggettiva stanchezza, sia, forse, perchè anch'io ho vent'anni di più, ma non sono "di carta" come il Buon Vecchio zio.

E quello con i maggiori comprimari (Diana, Java, Travis, Tower, Angie) ?

Con Java e con Angie ho sempre avuto un ottimo rapporto. Con Diana ora ho un ottimo rapporto; una volta (poverina) la dipingevo come e peggio di Minni adesso è una donna vera, e, per di più, spiritosa e ironica. Un altro personaggio che apprezzo molto più di prima è Orloff. Nel cosiddetto periodo d'oro era Gambadilegno. Anzi, Braccio di acciaio.

Qual è il personaggio e la storia di questo ventennio di MM a cui tieni di più?

Mah. Forse quella del N.100. Forse le prime due storie di Mister Jinx. Forse "Il mistero delle nuvole parlanti". Forse "Il segreto di San Nicola", o "Xanadu" (Gigante n.2) o qualcun'altra che ora mi sfugge.

Potendo rileggere tutte le storie pubblicate di MM ad oggi, quante ne riscriveresti oggi e quante non avresti più il coraggio di riproporre al pubblico di oggi?

Direi che ne terrei circa il 25/30% così come sono; di ciò che resta butterei almeno il 60%; il 40% lo riscriverei, oppure lo farei ridisegnare, o entrambe le cose.

I lettori di MM sono invecchiati con il personaggio o ritieni che i più si siano disaffezionati lasciando posto alle nuove leve di lettori più giovani?

Credo che MM abbia creato una certa affezione, ed esista ancora una grossa fetta di lettori della prima ora. Non ne conosco le percentuali con i nuovi lettori: azzarderei un 50/50, ma non ci scommetterei.

Un autore e un disegnatore che non hanno mai realizzato storie per MM, a cui affideresti volentieri il BVZM.

Mi tengo fuori dall'ambito Bonelli e scrivo i primi tre nomi che mi vengono in mente: Giardino, Van Hamme, Allan Moore. Poi, magari, riflettendoci, me ne verranno in mente decine di altri, con cui mi scuso per non averli nominati. Mi sembrerebbe più costruttivo sentire il parere di uBC, e, se me lo permettete, sottoporrò questo quesito alla lista internet del BVZM.

In occasione del decennale, si passò dalla suddivisione delle storie pre DD (in più albi) alla suddivisione alla DD (uno o due albi x ogni storia). Cosa ci dobbiamo aspettare dopo il ventennale?

Mi piacerebbe dire un trentennale, ma non credo che il BVZM ce la farà. Comunque, per ora, non sono previste modifiche nella struttura delle storie: nessun lettore si è mai lamentato delle puntate; moltissimi si sono lamentati perchè le storie erano compresse in un solo albo.

Iniziative editoriali con cui verrà festeggiato il ventennale (Bonelli e non).

Il romanzo di Cappi, il libro Mondadori, altri volumi dell'Integrale, un volume dedicato al Martin Mystère non a fumetti, un fascicolo dedicato alle edizioni estere, un indice analitico "New and Improved". Ho in mente molte altre cose, ma è prematuro parlarne, anche perchè realizzarle costerebbe parecchio, e non credo ci siano editori così folli da rischiare i loro denari per una vendita che, a mio parere, non potrebbe superare le 3000 copie.

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Il romanzo di Cappi
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Il volume Mondadori

E i Cartoni Animati a che punto sono?

Dunque: il contratto è firmato, un anticipo è stato pagato, ie sceneggiature sono in produzione, la RAI ha annunciato il programma. In teoria tutto dovrebbe andare secondo i piani. Ma - dopo aver annunciato più volte produzioni TV che non si sono poi mai fatte - crederò che la serie sarà realizzata solo quando la vedrò; volutamente mi tengo un po' fuori dalla faccenda. In ogni caso ho firmato un contratto secondo il quale, se non si produrrà nulla, il personaggio tornerà libero in tempi brevissimi.

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Il cartone animato

Il BVZM ha una età anagrafica ben definita, caso raro nel mondo del fumetto, ed è profondamente inserito in una realtà "coincidente" con quella dei lettori. Pensi che un giorno o l'altro andrà in pensione, magari in Florida come fa la maggior parte degli americani?

Chissà! Non poniamo limiti al futuro.

Martin passerà, un giorno (speriamo lontano), il testimone a qualcun altro, ad esempio un allievo, un discepolo, così che le sue avventure possano continuare anche se lui, sempre per le ragioni anagrafiche citate prima, sarà sempre meno fisico e più cerebrale?

Sarebbe il mio sogno: se potessi lo farei all'istante, e mi dedicherei a qualcos'altro (per esempio albi speciali, giganti, iniziative extra, e così via); il problema (purtroppo) è che non trovo l'allievo/discepolo/schiavo o come lo vuoi chiamare che garantisca, oltre alla qualità, quella produzione continuativa e massiccia che (sempre purtroppo), allo stato attuale delle cose è assolutamente essenziale, quasi più di una qualità eccelsa.

Come vede il futuro del fumetto e c'è qualche possibile legame tra Computer, Internet e Comics? Ad esempio per Serra non esiste alcuna possibilità per i fumetti di evolvere in CDROM o che altro.

Altra domanda che impone una lunghissima risposta. In molta sintesi: non credo - come non crede Serra - che il destino del fumetto sia quello di venir trasferito in CDROM: il prodotto non si chiamerebbe più fumetto, così come non si chiama fumetto il film - che so io - di Batman.

"Credo che il fumetto continuerà a resistere ancora per molti anni, dopo essersi "ricollocato" sul mercato"
   
Credo, invece, e spero ardentemente di aver ragione, che il fumetto continuerà a resistere ancora per molti anni, dopo essersi "ricollocato" sul mercato. Fino a quando? Beh, almeno fino al momento in cui sarà possibile realizzare un film o un CDROM o un programma televisivo che costino come un fumetto; in altre parole quando ogni mese potrà uscire un CDROM con una nuova storia di Martin Mystère corrispondente a circa un'ora di tempo di fruizione a sole 2 euro o giù di lì (e, aggiungo, quando ci sarà la possibilità di "leggere" questa storia anche in metropolitana o in bagno). A volte l'essere un "medium" povero ha i suoi vantaggi.

Cosa pensa di uBC? E delle possibilità di dialogo via Internet tra Autori, Pubblico e Critica?

Come sai, apprezzo molto uBC e credo che svolga un'utile funzione, così come trovo Internet uno strumento valido per qualunque tipo di scambio di idea (quindi anche per gli scambi tra autori, pubblico, critica). Per ora non ritengo ancora "probanti" i pareri dei lettori espressi tramite Internet, nel senso che Internet ha, attualmente, un "universo" di fruitori molto specifico che non rispecchia il target delle nostre pubblicazioni.
Mi rendo però anche conto che l'esistenza di una lista dedicata al BVZM, pur non essendo probante, mi ha dato veramente una notevole serie di stimoli, e una gratificante boccata di ossigeno. Dunque, viva gli scambi di opinione, in Internet e non (ma Internet rende tutto più facile).

È cambiato qualcosa dall'intervista del 1997 ad oggi, visto che ci sono molti esperimenti di "fumetto elettronico" in Internet?
(cfr. Intervista ad Alfredo Castelli (1997) )

Ecco risolto il mistero. Dunque, ho risposto alle domande scrollando la pagina sul computer, senza guardare quelle successive, e, d'improvviso, ho trovato due risposte già scritte. Ho pensato che la senilità si fosse finalmente manifestata in tutta la sua virulenza: infatti, indubbiamente, le risposte erano farina del mio sacco, ma non ricordavo di averle scritte in questi giorni.

"..i fumetti in Internet mi piacciono, ma non li considero fumetti oppure non li considero specifici di internet"
   
A questo punto, perplesso, ho eseguito qualche piccola correzione; solo dopo aver scrollato fino alla domanda qui sopra ho scoperto che le risposte erano ricavate da un'intervista di cinque anni fa. Il che dimostra che la penso esattamente come allora: i fumetti in Internet mi piacciono, ma non li considero fumetti oppure non li considero specifici di internet (cioè li considero semplici riproduzioni di tavole messe su internet invece che diffuse a mezzo stampa).

A presto, e grazie a tutti
Alfredo Castelli


 

 


 
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