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uBC INTERVISTA


Intervista a Ade Capone
a cura di Andrea Iovinelli

Domanda scontata: qual è il bilancio di questi primi 100 numeri di L.L.?

Risposta altrettanto scontata: il bilancio è più che positivo, sia in termini di vendite che di apprezzamento da parte del pubblico. E per vari altri motivi: i tanti giovani autori (molti esordienti assoluti) che abbiamo lanciato e che si sono affermati grazie a L.L., l'eco che Lazarus ha avuto anche fuori dall'ambito fumettistico, la fedeltà e l'affetto del nostro pubblico. E il piacere che tutti noi dello staff abbiamo provato e proviamo nel portare avanti questa avventura. Siamo uno staff molto affiatato, con amicizia e stime reciproche, e ciascuno di noi cerca sempre di imparare qualcosa dall'altro. Poi, come sai, ogni tanto Bartolini se ne approfitta cambiandomi qualche scena senza dirmi nulla. Mi modifica persino i dialoghi, o almeno ci prova! Fabio se non ci fosse bisognerebbe inventarlo! :)

Dopo quella scontata, la più banale: più che altro in termini di apprezzamento (penso sia ancora presto per il risultato delle rese in edicola), com'è andato il n.100?

Lazarus Ledd 100 (37k)
Copertina LL 100
disegni di Alessandro Bocci
(c) 2001 Star Comics

   

Sì, per le rese dalle edicole è presto, ma le proiezioni parrebbero molto buone. Inoltre, in fumetteria l'albo è andato fortissimo, ha venduto decisamente più del solito. Il giudizio del pubblico? Be', direi che le (tantissime) mail/lettere che ho ricevuto mi hanno messo di buon umore. Sì, qualcuno mi ha scritto o detto anche che per godersi appieno il n.100 bisogna conoscere la continuity di L.L., ma questo fa parte del gioco tra me e il pubblico che mi segue costantemente e che metto sempre in testa alla mia lista di priorità. Non mi andava insomma di fare un n.100 slegato dai principali filoni narrativi solo per cercare di catturare qualche lettore in più. Io ho un assoluto rispetto per i nuovi lettori, ma non sono disposto a scendere a compromessi. Anche perché esiste un servizio arretrati che funziona ottimamente.

È stata una storia di difficile ideazione? L'hai costruita portando i personaggi e la storia piano piano fino a quel punto, oppure è nata la storia del n.100 e andando indietro hai imbastito la complessa trama che l'ha preceduto?

Sarò sincero: conoscevo il punto di arrivo (le tavole finali del 100) e alcune delle linee guida della trilogia, ma niente di tutto il resto. Anche i prologhi comparsi nei n. 95, 96 e 97 li avevo messi giù un po' alla cieca. In altre parole: ho iniziato a scrivere il 98 di getto e mi sono lasciato portare dalla vicenda e dai personaggi. Su L.L. non riesco più a scrivere "a soggetto". Da tempo. E mi ha fatto molto piacere leggere, in On writing, il recente libro di Stephen King sulla scrittura, che anche questo grande autore (da sempre uno dei miei modelli e punti di riferimento) ama farsi portare dalla storia e dai personaggi, senza una rigida trama predefinita. Insomma, non sono l'unico "pazzo" a scrivere in questo modo.

Lazarus Ledd 50 (43k)
Copertina LL 50
disegni di Alessandro Bocci
(c) 1997 Star Comics

   

Grandi capovolgimenti e colpi di scena, come in ogni minisaga di Larry. A un certo punto, in una sequenza memorabile e mozzafiato (complimenti), fai credere a tutti che Raven uccida tutti i personaggi comprimari. Intorno a Lazarus, che appare perseguitato dal ripetersi ciclico di un destino in cui soccombono i suoi più cari affetti, rimane solo morte e distruzione. Poi, scopriamo che è tutto finto e alla fine a morire è solo Garrett. Mi viene spontaneo chiederti: cos'è stata più forte?, la voglia di non separarsi per sempre da personaggi ormai ben ingranati e oliati nel meccanismo, o la paura che per i lettori divenisse automatica (e fosse quindi criticabile) l'associazione d'idee cambiamento = morte? Quest'ultimo aspetto, ha condizionato le tue scelte nell'ideazione della storia o non ci hai proprio pensato?

Come ho detto anche in una recentissima intervista a Fumo di China, non mi è mai piaciuto usare la morte come espediente, come falso colpo di scena. Nell'universo leddiano chi è morto resta morto. Esempi: Joelle, Frey, Smiley, Thess, eccetera. Questo in un ampio orizzonte temporale, di continuity. Se invece morte e "ritorno in vita" avvengono nello stesso albo, allora la cosa può avere un senso. E qui nel n.100 a mio parere l'aveva. Non ho mai pensato di eliminare definitivamente quei personaggi. Così come non mi lascio mai condizionare dalla paura di eventuali reazioni negative da parte del pubblico. Mi piace andare avanti per la mia strada, credere in ciò che scrivo, rischiare in prima persona.

So (da fonti sicure che entrambi ben conosciamo... ;D) che ci sono stati "intoppi" nella sua realizzazione. Da che cosa sono state provocati? Hai cambiato idea sulla sceneggiatura, oppure è stata la lunghezza anomala a creare problemi? Dicci un po'

Il termine "intoppi" è inesatto. Ogni storia ha delle messe a punto o cambiamenti in corsa durante la realizzazione. Potrei raccontartene a decine. A volte ci si accorge che una scena non funziona solo dopo averla scritta tutta e magari disegnata pure. Che si fa? La si cambia.

Guardando indietro, dal n.1 di Lazarus Ledd di strada se n'è fatta un bel po'. C'è qualcosa che faresti in modo diverso? O qualcosa, su tutto quanto, che assolutamente non cambieresti?

Quando una cosa è stampata, è stampata. La fase tipografica dice una parola definitiva, e indietro non si torna. Dunque porsi domande in merito lascia il tempo che trova. Io guardo sempre avanti, perché è l'unico modo per andare avanti con un impegno come quello che L.L. rappresenta per me e per il mio staff. In altre parole... passiamo alla prossima domanda.

Lazarus Ledd (42k)
Copertina LL 1
disegni di Giancarlo Olivares
(c) 1993 Star Comics

   

In molti, tra i lettori, rimpiangono il primo periodo di storie di Larry, quelle più "urbane", un po' più poliziesche e meno "fantastiche"; gradualmente infatti, hai iniziato a spostare il Nostro per tutti gli angoli del globo. È stata una tua pura necessità pratica (perché immagino che dopo un po' sia fisiologico "aprirsi" per non risultare ripetitivo), è stato un tuo preciso disegno, o ancora una tua esigenza narrativa, nel senso che desideravi raccontare altro?

Semplicemente, sono andato dove mi portavano istinto e voglia di andare, di scrivere. Ora mi stanno di nuovo portando verso storie più "urbane" e "reali". Lo vedrai nei prossimi episodi. Mi sto "divertendo" molto a scrivere tali storie, mi vengono le idee più disparate, perfino troppe. Ciò significa, appunto, che è da questa parte che ho voglia di andare, in questo momento. E dunque ci vado. Una precisazione: la storia (doppia) degli albi n.102 e 103 avrà comunque una buona dose di elementi "fantastici" (e scientifici), all'interno. E questo perché il n.100 ha lasciato alcune domande ancora inevase. Risponderò in questi due albi.

Secondo quello che ti scrivono o dicono i lettori, qual è il personaggio:

  • più amato;
  • più odiato;
  • che suscita più opinioni contrastanti;
  • che è stato più apprezzato di quanto t'aspettassi.

  • Più amato: Vivian/Gatta Ladra.
  • Più odiato: Meg (ma ha anche tanti e tante fan).
  • Opinioni contrastanti: Meg, appunto.
  • Più apprezzato del previsto: Akira Fudo

    E adesso a te. Ce n'è uno che ami o odi in particolare? Uno che ti pesa inserire nelle sceneggiature? O uno che è particolarmente difficile da sceneggiare?

    Anch'io amo molto Vivian. Dopotutto, di mestiere fa fumetti ed è sempre circondata dai gatti. Io però soffro da morire di vertigini. Non potrei mai essere un gatto (di piombo) ladro. Per il resto, non ci sono personaggi che mi stanno sulle scatole. "Scrivo" solo quelli che mi piacciono, buoni o cattivi che siano.

    Speciale Lucca 93 (19k)
    Copertina Speciale Lucca 93,
    disegni di Giancarlo Olivares
    (c) 1993 Star Comics

       

    Domanda semiseria: è capitato mai che qualcuno tra i personaggi principali sia nato come comparsa, e che poi invece sia maturato e si sia conquistato, indipendentemente dalla tua idea iniziale, il suo ruolo da co-protagonista? Che ti sia in qualche modo, come dire... sfuggito di mano?

    Howard, direi. L'avevo introdotto nel n.26 perché mi serviva un informatico, e poi ne ho scoperte le potenzialità. Si è beccato persino una Nomination al Premio INCA! Proprio come "non protagonista" di spicco.

    Quando scrivi avverti mai la sensazione che, in un certo senso, sia il personaggio a "dettarti" i suoi dialoghi e le sue azioni? C'è qualcosa che avresti voluto far fare a qualche personaggio e che ormai invece il corso degli eventi ti costringe a non poter più realizzare?

    Risposta alla prima domanda: SEMPRE! Risposta alla seconda domanda: no (al 90%). E questo grazie anche a un po' di fortuna, che è necessaria anche mentre si scrive. Il 10% restante riguarda Thess, la bella detective privata: vorrei che non fosse morta nel n.69. Mi piacerebbe poterla utilizzare di nuovo, magari in uno special come sola protagonista. Ma quel che è fatto è fatto, appunto, e non ho "rimorsi". In quel momento, per tornare a quanto ho già detto, mi è venuto istintivo scrivere la scena in cui veniva uccisa. E l'ho scritta.

    Larry è cresciuto, è cambiato e maturato, forse come nessun altro personaggio del fumetto italiano. E, col passare degli anni, noi siamo cresciuti insieme a lui. Nello sviluppare le tue storie, hai mai pensato di considerare che i quattordicenni che hanno iniziato a leggere L. dal n.1 ora sono quasi ventenni, e quelli ventenni ora sono quasi trentenni? Oppure il "target" non è cambiato e c'è stato un ricambio generazionale?

    Un ricambio (parziale) c'è sempre, è fisiologico. Comunque sia, non ne tengo conto, quando scrivo. Se inizi a farti condizionare da queste cose, è la fine. Fosse un prodotto nuovo sarebbe diverso. Ma Lazarus è Lazarus e tale resterà. Anche per rispetto dello zoccolo duro del nostro pubblico. Lo ripeto: chi ci segue fin dagli inizi ha sempre la precedenza, per me. I tempi cambiano, è vero, e io sono tra coloro che da anni auspicano (cercano) un rinnovamento nel fumetto italiano. Ma anche il pubblico deve imparare a leggere più cose, diverse tra loro. E i ragazzini di oggi devono imparare che non esistono solo i manga collegati ai cartoon giapponesi.

    Cosa ci riserva per il futuro? L.L. prima o poi finirà? O magari, tra dieci anni, pur di non farlo morire editorialmente, potrebbe cambiare formato e/o periodicità?

    L'ho sempre detto: non l'ho mai vista come una serie destinata a durare in eterno. Non come serie regolare mensile, almeno. Ma non è il caso di parlarne adesso. Adesso andiamo avanti così: stiamo vivendo davvero un bel momento, speriamo duri a lungo. Quanto al formato, mi piacerebbe fare, prima o poi, un cartonato di L.L., con protagonista Alphonse, il cavaliere di San Giorgio. Medioevale, dunque. Poi lo ristamperei in formato popolare, per dare la possibilità di leggerlo anche a chi ha meno soldi da spendere.

    Passiamo ad altro, ai tuoi molteplici impegni al di là di Larry. E partiamo con una questione "spinosa": Ordo Templi. A che punto siamo, quando ce lo farete leggere? Siete coscienti di avere buone probabilità di uscirne linciati dai trepidanti lettori, se non verrà pubblicato al più presto?

    Lo sbaglio è stato quello di essere troppo ottimisti, di annunciarne l'uscita troppo presto. Il tipo di lavoro su Ordo è diverso da quello su L.L., benché l'impegno sia lo stesso. Ma solo l'impegno. Ho visto Bocci a Lucca e abbiamo fatto un preciso piano d'azione, che non voglio svelare, per scaramanzia. Comunque per l'uscita se ne parla l'anno prossimo. Ovviamente sono molto, molto grato per la pazienza che il pubblico sta avendo. Le prenotazioni sono altissime, e nessuno sembra intenzionato a disdirle. Sì, un grazie gigante ai nostri lettori! Credetemi, sono il primo a cui pesa questa situazione.

    Visto che ci siamo, parliamo del mercato delle fumetterie. Ci sono alcune case editrici di medie/piccole dimensioni (penso per esempio alla Montego, alle Kappa Edizioni) che nel mercato delle fumetterie riescono a sopravvivere, producendo tra l'altro ottimi fumetti di qualità. Sul fronte Liberty? La tua piccola e audace casa di produzione sta tirando il fiato per un rilancio alla grande, o l'hai momentaneamente accantonata per dedicarti ad altro?

    Ho tirato il fiato per concentrarmi su Lazarus. Ma Liberty "è viva e lotta insieme a noi". Ora faccio uscire l'ultimo albo della seconda miniserie di Erinni, poi per il prossimo anno ho nuovi piani editoriali. Orientandomi soprattutto verso i volumi (brossurati o cartonati) più che verso gli albetti spillati da 24 pagine, formato che sembra piacere a sempre meno gente. Lo dico cifre dei distributori alla mano: con gli albetti va bene se si superano le 1.000 copie, ma la media del venduto è tra le 500 e le 800 copie. Considero dunque un successo le 1.300 copie che vende Erinni (più le ristampe). Ma starci dentro è molto dura. Chi racconta il contrario o mente o ha soldi da buttare. E quando ne vedi gli stand semideserti alle fiere, capisci la verità. Prova a guardarti intorno, alla prima occasione fieristica che ti capita.

    Grazie a un contratto che hai stipulato solo da pochi giorni con la Trecision s.p.a., Lazarus Ledd diverrà un videogioco. Raccontaci un po' di cosette su questa nuova avventura. Cosa ne nascerà, come verrai coinvolto insieme ai disegnatori? Pensi che, in un futuro che potrebbe non essere troppo lontano, fumetti e videogiochi finiranno per "fondersi" e lo sceneggiatore di fumetti finirà per realizzare "sceneggiature" di videogiochi?

    Fumetti e videogiochi sono gia' vasi comunicanti... ma solo in America e in Giappone. In Europa non direi proprio, salvo casi sporadici tipo Druuna e, ora, anche L.L. Ma è chiaro che anche qui in Europa gli esempi diverranno sempre di più. I produttori di videogiochi (e i loro interlocutori, tipo le compagnie telefoniche per i giochi wireless) hanno bisogno di contenuti, e nei fumetti quei contenuti ci sono. A Trecision è piaciuto L.L. perché al passo coi tempi, dinamico, cinematografico. Insomma, per lo stesso motivo per cui piace a un vasto pubblico. E a Lazarus (e a me) è piaciuta Trecision per la qualità e importanza dell'azienda (leader in Italia), che annovera al suo interno alcuni dei migliori programmatori europei e americani. E' un piacere, lavorare con Trecision.

    Parliamo anche un pochino di Bonelli. Sappiamo che sei in ottimi rapporti con Sergio Bonelli, e allora mi viene da chiedere: ti manca qualcosa del periodo alla SBE? C'è qualche suggerimento o critica che vorresti fargli? C'è qualche aspetto che, potendo, "importeresti" alla Star Comics?

    Perdonami ma, se avessi suggerimenti o critiche da fare a Bonelli, li farei di persona, non pubblicamente. E lo stesso vale per la Star. In entrambe le case editrici la dialettica è notevole, ci si dice tutto senza problemi, e per quanto accesa sia la discussione tutto resta confinato nell’ambito del lavoro. Poi si esce a pranzo o a cena e si scherza, si parla d’altro. Giusto così. Mi chiedi se mi manca qualcosa del mio periodo bonelliano... buona domanda. Certo che mi manca, mi stupirei del contrario. E’ stata la mia scuola, la mia prima vasta ribalta, la prima casa editrice in cui andavo in redazione come “uno di loro”, tra amici che sono anche grandi professionisti. E che ancora oggi mi fanno sentire uno di loro. E’ molto bello.

    C’è qualche testata bonelliana, fra le più recenti, che ti hai favorevolmente impressionato? Vista la penuria di sceneggiatori, qualcuno ti ha mai chiesto di tornare e di scrivere qualche storia? Ti piacerebbe farlo, e per quale serie?

    Tra le ultime uscite, quella che preferisco è Dampyr. Boselli e Colombo stanno davvero facendo un ottimo lavoro. Leggo (e colleziono) anche Zagor, Mister No, Mystère, Dylan, Nathan. Il resto saltuariamente, a seconda degli autori o del tipo di storia. Con Burattini si era parlato di scrivere lo Special del quarantennale di Zagor a quattro mani, visto che a Moreno lo spunto che avevo pensato per la storia era piaciuto molto. Boselli, il supervisore, era d’accordo, e ringrazio entrambi per avermi citato nell’introduzione dell’albo. Purtroppo in quel periodo non ho avuto tempo per portare avanti la cosa. Zagor è sempre in testa alla mia lista di preferenze come sceneggiatore. Ma mi piacerebbe anche cimentarmi con Dampyr (ne amo molto il mix tra atmosfera da vecchia Europa e attualità più incalzante) e con Mister No. Quest’ultimo anche per riparare al “disastro” che feci con la mia prima sceneggiatura per l’albo, la prima in assoluto per Bonelli. Bontà sua l’avermi pazientemente aiutato a capire certi meccanismi e un certo linguaggio.

    Ringraziamo Ade per la consueta e cordiale disponibilità e, augurandogli un futuro ancora florido di successi, lo lasciamo ai suoi impegni.
     

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